120 attivisti stanno protestando pacificamente in Piazza del Popolo a
Roma, dove Enel ha allestito un “museo” multimediale dell’energia per
festeggiare i suoi 50 anni. Davanti alla struttura abbiamo deposto più
di 360 sagome con questo messaggio: “Il carbone di Enel causa 366 morti
premature l’anno in Italia”.
Secondo uno studio realizzato dall’istituto indipendente olandese SOMO
366 sono i casi di morte prematura determinati annualmente dalle
emissioni delle centrali a carbone di Enel in Italia. Questi dati fanno
riferimento alle emissioni del 2009, anno in cui la produzione da
carbone dell’Enel era significativamente più bassa di oggi. L’azienda,
lo scorso anno, con la fonte più dannosa per la salute e per il clima ha
realizzato, in Italia, il 41% della sua produzione elettrica.
Ma Enel non vuole fermarsi.
La sua intenzione è realizzare due nuove centrali a carbone e per
quella di Porto Tolle è stata appena riavviata la procedura di
Valutazione d’Impatto Ambientale. Utilizzando una metodologia
scientificamente validata dell’Università di Stoccarda (EcoSenseWeb)
abbiamo calcolato in 85 casi di morte prematura l’anno gli impatti
sanitari che la realizzazione di quella centrale determinerebbe secondo
le emissioni da progetto.
La prospettiva, dunque, è quella di un
futuro prossimo in cui una multinazionale da oltre 70 miliardi di
fatturato l’anno, attiva in 4 continenti, nel nostro Paese produrrà energia per oltre il 50% da carbone:
determinando impatti sanitari quantificabili certamente in oltre 400
casi di morte prematura ogni anno e in un danno economico al Paese che
potrebbe superare i 2,5 miliardi di euro.
Non è un bel
compleanno, questo di Enel. Nella sua pubblicità, Enel ci ha chiesto per
mesi “quanta energia c’è in un attimo”, senza dirci invece quanta CO2 c’è in un solo secondo: oltre una tonnellata, per limitarci alla sola produzione nel nostro Paese.
Mentre sono in corso i negoziati sul clima di Doha, chiediamo
a Enel di ritirare ogni nuovo progetto di centrale a carbone, di
dimezzare la produzione realizzata con quella fonte entro il 2020 e di
azzerarla entro il 2030. Si risparmierebbe, annualmente,
l’emissione di circa 27 milioni di tonnellate di CO2 (cioè più del
doppio delle emissioni di Milano, Roma e Torino messe insieme) e danni
sanitari, economici e ambientali nell’ordine dei 2 miliardi di euro
all’anno.
Intanto con la campagna www.IoNonViVoto.org stiamo interpellando i leader politici riguardo il futuro energetico del Paese. Tra gli impegni richiesti c’è anche quello di rimuovere i vertici di Enel
(che sono nominati dal Governo) che prima ci hanno provato col nucleare
e adesso continuano col carbone. Al momento si sono detti favorevoli a
nominare un nuovo management Vendola, Puppato, Di Pietro, Samorì e
Maroni.
fonte:www.greenpeace.org