mercoledì 21 novembre 2018

GIACIMENTI URBANI 2018 – IL FESTIVAL - dal 23 al 25 novembre in Cascina Cuccagna (Mi)

Il Festival di Giacimenti Urbani ( 6° edizione ) si tiene dal 23 al 25 novembre in Cascina Cuccagna nell’ambito dell’European Week for Waste Reduction, la più importante campagna europea in tema di riduzione degli sprechi ed economia circolare.


Propone un Green Market, Mostre, Incontri, laboratori interattivi, restart-party, safari tour.
Venerdì 23 novembre 2018
17.00 Inaugurazione del Festival, presentazione della petizione per il diritto alla Riparabilità con Savino Curci – Restarters Milano e lancio de “La bancarella di Recup” con Danilo Vismara – AMSA, Andrea Di Stefano – Cascina Cuccagna, Paolo Hutter – EcodalleCittà, Andrea Calori – EStà, Chiara Pirovano – Milano Food Policy.
Con Gloria Zavatta – Amat
Segue aperitivo con Il Cucinista e UnPostoaMilano

Sabato 24 novembre 2018
h. 10.00-18.00 Restart-party con PcOfficina
 h 10.00-18.00 Make Something Week Ecolaboratori creativi con GreenPeace

h 10.00-19.00 Laboratorio — Auto-produzione con materiali di riciclo con La Casa per la Pace di Milano

h 10.00-16.00 Restart Party con PC Officina e Restarter Milano
h. 16.00-17.00 Computer: un gioco da ragazze con Eva e Giulia


h 17.00 Incontro — Lotta contro il cambiamento climatico
  • Quali obiettivi per COP24, aspettando la 24° Conferenza delle Parti sul Clima (Katowice, 3/14 dicembre 2018) con Stefano Caserini e Serena Giacomin – Italian Climate Network
  • “Il Raggio Verde”, rassegna cinematografica dedicata al clima, con Francesco Cara – Climate Reality
  • Nessuno ferma le stelle – Ape Sans Frontieres con Pietro Porro

Domenica 25 novembre 2018

h 11.00-13.00 Incontro — Edilizia Circolare con Alessio Battistella ( Studio Arcò ), Andrea Bonessa (Studio Bonessa), Elisa Saturno ( SuperuseStudios ), Carlo Venegoni ( Cure ) e Gabriele Rabaiotti (Comune di Milano – Ass. Lavori pubblici e casa)
h 10.00-19.00 Laboratorio — Auto-produzione con materiali di riciclo con La Casa per la Pace di Milano h 10.00-18.00 Workshop — Riciclo e riuso del legno con BreadTree
h 15.00-16.30.00 Laboratorio— Eco Editoria con la Casa Editrice Libera e Senza Impegni.
Assembla, rilega e crea la copertina con materiale riciclato del tuo “Micromanuale di editoria creativa autoprodotta” info: fedzenoni@libero.it
fonte: https://www.giacimentiurbani.eu/events/giacimenti-urbani-2018-il-festival/

Appello Al Ministro Costa Affinché’ Revochi L’articolo 35...

...Voluto Da Renzi Che Avrebbe Dovuto Accelerare La Costruzione Di Nuovi Inceneritori. Ora Piu’ Che Mai E’ Il Momento Di Abrogare Questo Anacronistico Assist All’industria Sporca…Che In Molti Con Salvini Vorrebbero Rilanciare Nell’epoca Della Economia Circolare.









Introduco, rappresentando in questo “solo” il punto di vista di Zero Waste Italy questa lettera-appello contro l’articolo 35 firmato da TUTTE LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE NAZIONALI. Non è casuale che questo appello avvenga “nel fuoco” della attuale polemica politica che sta facendo vacillare il Governo opponendo Salvini che rivendica un inceneritore per provincia magnificando la “termovalorizzazione” e il movimento 5 stelle che in questo, giustamente (e forse in modo troppo timido), fa appello al riciclo, alla economia circolare e al superamento degli inceneritori”.
E’ falso anche per la Campania (che tra l’altro a livello regionale sta facendo registrare quote di RD superiori al 50%) e a molte regioni italiane e non solo del sud invocare gli inceneritori (a mo’ di Bassolino!). 
Certo, il problema della TERRA DEI FUOCHI e drammatico ma esso semmai risponde a logiche di smaltimenti abusivi derivanti da produzioni clandestine di rifiuti speciali illegali e purtroppo diffuse contro le quali SOLO LA MASSIMIZZAZIONE DELLA VIGILANZA POPOLARE possono dire stop a partire proprio dalla diffusione capillare delle buone pratiche Rifiuti zero che poggiano sul totale coinvolgimento delle comunità locali campane.
Molte città come Avellino, Benevento, Salerno stanno dimostrando che le comunità meridionali sono in grado altrettanto di quelle del nord e del centro di fare la propria parte strappando alla criminalità l’egemonia sui territori favorita da decenni di discariche, dalla stessa vicenda delle ecoballe e degli STIR di Bassoliniana memoria e dagli SMALTIMENTI PROVENIENTI DAL NORD.
Vogliamo ricordare al “populista” Salvini che GLI INCENERITORI SONO IMPOPOLARI ed anacronistici se davvero si vogliono trasformare gli scarti da problema a risorsa.
SU QUESTO PUNTO ZERO WASTE ITALY che sostiene dall’inizio del 2000 le battaglie contro l’incenerimento e per promuovere le esperienze virtuose di Rifiuti Zero NON TORNERÀ’ INDIETRO sfidando sul campo eventuali “messaggi muscolari”.
Ovviamente sempre disposti a collaborare per forme condivise di governance dal basso con le comunità, i comuni, i territori.
Ai 5 stelle chiediamo oltre alla coerenza, almeno in questo, di attuare normative che chiudendo con il “rambismo” dell’incenerimento non solo abroghino l’articolo 35 ma soprattutto promuovano una vera politica di CENTRALITÀ’ delle questioni ambientali, un piano nazionale del riciclo e della riparazione-riuso, la reintroduzione del vuoto a rendere ed un green public procurement che al di fuori di orpelli retorici promuova davvero un mercato che provengono dalla rigenerazione dei materiali.
ANCORA UNA VOLTA LA QUESTIONE INCENERITORI O RIFIUTI ZERO DIVIENE CENTRALE NEGLI SCENARI POLITICI.
Noi ci siamo facendo risaltare tutto il nostro afflato di civismo radicale e propositivo.
Rossano Ercolini,
Presidente di zero Waste Italy 






fonte: http://www.zerowasteitaly.org

Differenziata dell’umido in tutta Italia entro il 2020. Lo prevede un nuovo emendamento

L'emendamento interviene sull'articolo 15 del ddl che recepisce la direttiva Ue 851 del 2018 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio












Entro il 2020, i rifiuti organici dovranno essere raccolti in modo differenziato su tutto il territorio nazionale. Lo prevede un emendamento M5s, a firma unica Alberto Zolezzi, approvato in commissione Ambiente della Camera al ddl di delegazione europea. L'emendamento interviene sull'articolo 15 del ddl che recepisce la direttiva Ue 851 del 2018 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
La VIII commissione, nel corso di una seduta notturna, ha esaminato gli emendamenti di sua competenza depositati in XIV commissione, dove dovranno tornare per essere riapprovati. Sempre sull'articolo 15, un altro emendamento Zolezzi ha aggiunto un criterio di delega per "prevedere che i rifiuti aventi analoghe proprietà di biodegradabilità e compostabilità, rispettanti gli standard europei per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione siano raccolti insieme ai rifiuti organici, assicurando la tracciabilità di tali flussi e dei rispettivi dati, al fine di conteggiare il relativo riciclo organico negli obiettivi nazionali di riciclaggio dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggi". Un'altra proposta M5s approvata ha previsto che dovranno essere predisposti standard uniformi su tutto il territorio nazionale anche su "sistemi di misurazione puntuale e presuntiva dei rifiuti prodotti".
Ancora un emendamento Zolezzi ha poi modificato il criterio di delega che prevedeva l'assegnazione alle regioni della funzione di individuazione delle zone idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e di recupero, tenendo conto della pianificazione territoriale di area vasta. Con la modifica apportata, le regioni dovranno invece individuare le zone "non idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e di recupero, tenendo conto della pianificazione nazionale e di criteri ambientali oggettivi, come ad esempio il dissesto idrogeologico, la saturazione del carico ambientale, l'assenza di adeguate infrastrutture d'accesso".

fonte: http://www.e-gazette.it


C'è del marcio negli inceneritori in Danimarca
















L'uscita del vice-ministro Salvini che, a sorpresa, fuori dal contratto con i 5 Stelle, ha rilanciato il salvifico ruolo dei termovalorizzatori per far sparire i roghi di rifiuti bruciati all'aperto in Campania e le decine di incendi, più o meno dolosi, di magazzini pieni di scarti differenziati, ha seguito una studiata tempistica.

Nei prossimi giorni a Copenhagen si inaugurerà un inceneritore con recupero energetico, di ultimissima generazione, la cui sicurezza è sottolineata dalla possibilità di sciarci sopra.

E il ministro multi-ruolo ha già annunciato che ci andrà, sci in spalla e in divisa da sciatore.

Dubitiamo che i selfie che il suo staff per la propaganda diffonderanno, per la gioia dei fan del capitano, ci faranno ammirare  il panorama intorno, che è quello che potete vedere nella foto che segue: in primo piano gli sciatori felici, sullo sfondo una selva di camini.

Il panorama ad ovest dell'inceneritore con pista da sci


Il fatto è che siamo sull'isola di Amager, a quasi due chilometri di distanza dalla Sirenetta e a quattro chilometri dal centro della città, isola da sempre utilizzata per scopi industriali e che ospita anche l'aeroporto internazionale.


Isola di Amager. Il cerchio rosso localizza i depositi di ceneri.

Se poi lo staff del primo ministro mandasse un drone ad esplorare i dintorni ( il cerchio rosso nella foto sopra) potremmo ammirare quest'altro panorama: i grandi depositi di ceneri prodotte dalla combustione dei rifiuti, da sempre usate dai danesi per riempire il fondo delle loro autostrade.

Depositi di ceneri prodotte dagli inceneritori di Copenhagen


Il nuovo inceneritore, nelle inedite vesti di parco dei divertimenti, brucerà 325.000 tonnellate anno di scarti prodotti dai danesi, ma, per le leggi della chimica, questa massa non sarà trasformata tutta in energia e l'inceneritore produrrà un bel pò di rifiuti: 66.500 tonnellate di cenere pesanti e 6.500 tonnellate di ceneri leggere e quest'ultime, prodotte dai sistemi di filtrazione dell'aria, sono inevitabilmente cariche di sostanze pericolose e quindi, a tutti gli effetti, sono rifiuti tossici da smaltire con molta attenzione e con elevati costi.

Trasformare rifiuti urbani, al massimo puzzolenti, in rifiuti tossici a me non sembra una grande furbata.

A riguardo, posso fornire qualche dato sui nostri inceneritori, pardon, "termovalorizzatori": in media in un chilo di ceneri pesanti prodotte dai nostri impianti si trovano 34 nanogrammi di diossine, in un chilo di ceneri leggere, i nanogrammi di diossine salgono a , 311.

Per la cronaca, in un chilo di rifiuti nostrani inceneriti si trovano, in media, 2 nanogrammi di diossine. 

Lascio ai miei lettori la valutazione di quanto sia furba la scelta di privilegiare la "termovalorizzazione" al riciclo.

E ritorniamo al termovalorizzatore con pista da sci: quanto gli costa?

Questa meraviglia ha richiesto 520 milioni di euro, a cui si devono aggiungere i costi di esercizio, di manutenzione e quelli per la inertizzazione e lo smaltimento delle ceneri. 

Una bella cifra. che i danesi dovranno pagare producendo tutti i rifiuti che servono ad alimentare l'impianto e questo per almeno 25 anni, quanti ne servono per ammortizzare l'investimento.

Con queste scelte, 27 inceneritori in funzione, i cittadini di Copenhagen e tutti i Danesi  possono dare un addio a serie politiche di riduzione dei rifiuti e di riciclo.

Produzione e trattamenti di scarti urbani (2015) nei paesi membri dell'Unione Europea  

Ed è proprio cosi: un danese produce ogni anno 788 chili di scarti urbani, di cui il 54% è incenerito e il 42% riciclato, un vero record europeo.

Noi italiani, con tutti i nostri difetti, di scarti ne produciamo quasi la metà (488 chili),  di cui ricicliamo il 47,5% ( meglio dei danesi) e se i 5 Stelle al governo riuscissero a realizzare quanto previsto nel contratto, ovvero estendere a tutto il paese il sistema di raccolta "porta a porta " adottato nel Trevigiano, con oltre il 65% di raccolta differenziata, potremmo certamente chiudere tutte le discariche e dare un addio ai termovalorizzatori nostrani.

Per la cronaca è quello che ha deciso di fare la regione Liguria, a guida forza Italia e Lega: nessun inceneritore, bocciati per i costi eccessivi, differenziata al 65% con il porta a porta, produzione di metano da immettere in rete dalle frazioni organiche, massimo recupero di materiali da usare in nuove produzioni. 
E questa scelta la possiamo fare proprio grazie al fatto che una decina di anni fa abbiamo bloccato un inceneritore ( anche lui su modello danese) sotto la Lanterna ( il faro simbolo della citta) e anche perchè la grande discarica di Scarpino, alle spalle della città, finalmente Sima messa in regola e non potrà più ricevere gli scarti indifferenziati.

Se poi anche Salvini, che ama gli italiani, volesse abolire l'anomalia tutta nazionale, di aver fatto diventare per legge i nostri scarti una fonte di energia rinnovabile, gliene saremmo grati.

Questa norma, che la solita anonima manina ha introdotto quando abbiamo recepito una norma europea per incentivare le energie rinnovabili, ci costa 300 milioni di euro all'anno, tanto vale il regalo fatto ai gestori degli inceneritori nostrani.

Sono soldi pagati, a loro insaputa, da tutti gli italiani con la bolletta della luce, nella voce A3 delle tasse a carico.

Andate a controllare, per avere un'idea di quanto vi costa mantenere una cinquantina di "termovalorizzatori".

Pensateci, quando tra qualche giorno vedrete Salvini in trasferta sciistica in Danimarca.

Federico Valerio

fonte: https://federico-valerio.blogspot.com/

In Italia il 2018 è stato, ad oggi, l’anno più caldo

ISPRA fa il punto sul clima e fornisce una sintesi di dati su piogge e venti che nel mese di ottobre hanno colpito il nostro Paese.















La stima provvisoria dell’anomalia della temperatura media in Italia, stando ai dati aggiornati fino al mese di ottobre compreso, configura il 2018 come l’anno più caldo di tutta la serie storica di dati controllati ed elaborati dall’Ispra, cioè almeno dal 1961 (+1,77 °C rispetto al valore normale di riferimento 1961-1990). In base a studi che ricostruiscono il clima in un passato più remoto, si può affermare che in Italia l’anno in corso risulta essere l’anno più caldo da almeno 2 secoli circa. Finora, la temperatura media in Italia nel 2018 è stata sempre nettamente superiore al valore normale ad eccezione dei mesi di febbraio e marzo; i mesi relativamente più caldi sono stati gennaio e aprile, con anomalie di oltre 2,5 °C.
Nel quadro globale di mutamento climatico, nel mese di ottobre l’Italia è stata teatro di una serie di eventi meteorologici estremi che hanno investito tutta l’Italia e che hanno determinato gravi conseguenze per la popolazione, l’ambiente e il territorio del nostro Paese. In particolare, il 19 ottobre una serie di eventi temporaleschi molto intensi ha colpito la Sicilia orientale, causando alluvioni e gravi danni alle abitazioni, alle strutture e al territorio di una vasta area, soprattutto in provincia di Catania. Negli ultimi giorni del mese, un’ondata di maltempo più estesa e violenta ha investito tutta l’Italia da nord a sud.
L’elemento che ha creato maggiore impatto è stato dapprima il vento, che il 29 e 30 ottobre ha soffiato costantemente con forte intensità dai quadranti meridionali. Diverse stazioni meteorologiche della rete nazionale hanno registrato velocità del vento dell’ordine di 100 km/h con raffiche fino a circa 180 km/h in montagna (Monte Cimone) e tra 140 e 150 km/h sul mare (Capo Carbonara e Capo Mele). Localmente, le reti regionali hanno rilevato valori di velocità del vento anche superiori, con raffiche fino a più di 200 km/h.
Le piogge sono cadute abbondantemente su quasi tutto il territorio nazionale, con tempi e intensità diverse nelle varie regioni. Le precipitazioni cumulate giornaliere più elevate sono state registrate nelle zone prealpine, con valori di oltre 400 mm in Friuli Venezia Giulia e di oltre 300 mm in Liguria, Veneto e Lombardia.
Una sintesi di dati e informazioni meteo climatiche sugli ultimi eventi del clima in Italia è stata trasmessa dall’ISPRA all’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), che sta curando la redazione del “WMO Annual Statement on the Status of the Global Climate in 2018”.
L’ISPRA svolge la funzione focal point nazionale per la realizzazione e trasmissione regolare al Regional Climate Centre della Regione VI (Europa) della WMO di dati e prodotti relativi allo stato e alle variazioni del clima in Italia.
L’Istituto, con il contributo e la collaborazione dei principali organismi nazionali e regionali titolari di reti e dati meteo climatici, elabora, controlla e rende pubblicamente disponibili dati, indici e prodotti climatici attraverso il sito www.scia.isprambiente.it e collabora con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, fornendo dati e prodotti utili alle sue funzioni istituzionali.
Inoltre Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) pubblica, con cadenza annuale, il rapporto “Gli indicatori del clima in Italia”, giunto nel 2017 alla XII edizione, che illustra l’andamento climatico nazionale nel corso dell’ultimo anno e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni.
fonte: https://ambienteinforma-snpa.it