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Scuola.Ambiente, le nuove proposte per le scuole altoatesine

"Scuole.Ambiente" di Appa Bolzano: un mix di mostre interattive, workshop e laboratori che spaziano dall’acqua al clima, dall’aria all’energia, dal rumore ai rifiuti e al consumo. L’obiettivo è motivare bambini e giovani alla salvaguardia dell’ambiente.





Il nuovo logo per l'educazione ambientale di Appa Bolzano rispecchia in toto il significato dei due termini Scuola.Ambiente

Al via le iscrizioni ai progetti “Scuola.Ambiente” di Appa Bolzano per l’anno scolastico 2021/2022 rivolti a tutte le scuole altoatesine: scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e scuole professionali. Da quest’anno nuovo logo per l’educazione ambientale, nuove proposte formative e iscrizioni in modalità online.

Da qualche giorno sono aperte le iscrizioni a tutti i progetti “Scuola.Ambiente” per l’anno scolastico 2021/2022, i cui temi spaziano dall’acqua al clima, dall’aria all’energia, dal rumore ai rifiuti e al consumo. Con Scuola.Ambiente Appa Bolzano offre da oltre 15 anni a tutte le scuole altoatesine di ogni ordine e grado un ventaglio di iniziative nell’ambito dell’educazione ambientale. “L’educazione ambientale è molto più di una semplice trasmissione di conoscenze”, afferma l’assessore provinciale all’ambiente ed energia, Giuliano Vettorato. “Parlare di educazione ambientale all’interno delle aule scolastiche significa sensibilizzare bambini e giovani al rispetto dell’ambiente che ci circonda, renderli più consapevoli dell’importanza di un uso responsabile delle risorse naturali, affinché un domani diventino cittadini capaci di agire per il bene dell’ambiente e dell’intera comunità.”

Nuovi progetti: transizione energetica e spreco alimentare

L’offerta formativa “Scuola.Ambiente” si arricchisce il prossimo anno scolastico di due nuove iniziative: “Prossima uscita futuro“, workshop sull’uso efficiente delle risorse per rendere il nostro stile di vita più sostenibile e “Troppo buono per finire nei rifiuti“, iniziativa per sensibilizzare sulle cause e le conseguenze dello spreco alimentare. Tale iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione con il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano ed il progetto “Una buona occasione”. “Appassionare i ragazzi verso la tutela dell’ambiente affinché siano loro stessi a cambiare i propri comportamenti nella quotidianità è l’obiettivo delle iniziative “Scuola.Ambiente”, spiega Manuela Bonfanti, nuova referente per il settore dell’educazione ambientale in seno all’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di Bolzano. “Tutti i progetti offerti trattano sì questioni globali, ma sono adattati in chiave locale e resi più interessanti al target giovanile attraverso la modalità interattiva dei workshop e dei laboratori.”

Nuova modalità d’iscrizione ai progetti

Quest’anno l’iscrizione ai progetti “Scuola.Ambiente” si effettua online tramite il portale SAP SuccessFactors, grazie ad una proficua collaborazione con i responsabili del settore SAP dell’Informatica Alto Adige Spa. Si tratta di un portale co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del progetto “NewAthena” già utilizzato da qualche tempo dai docenti delle scuole altoatesine di ogni ordine e grado per iscriversi ai corsi di aggiornamento.
La partecipazione ai progetti è gratuita ma riservata alle scuole della Provincia autonoma di Bolzano.
Per i progetti “EcoPausa” e “Passi per il clima” le scuole hanno tempo fino al 15 giugno per iscriversi, mentre per i restanti progetti il termine scade il 1° ottobre.

Nuova veste grafica per logo e pagine web

“L’educazione ambientale per Appa Bolzano non è solo un compito istituzionale, è anche un settore d’importanza sempre più strategica”, sottolinea Flavio Ruffini, direttore dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di Bolzano, “è per questo motivo quest’anno abbiamo colto l’occasione per rinnovarlo”. “Oltre ad offrire due nuovi progetti”, spiega infatti Manuela Bonfanti, “sono stati rivisti la grafica e i contenuti della homepage, del depliant informativo e del logo che ora rispecchia in toto il significato dei due termini: il libro aperto quale sinonimo di educazione, le due icone stilizzate come immagine del gruppo target e le foglie assieme al colore verde in varie sfumature come simbolo dell’ambiente.”

Una descrizione dettagliata di tutti i progetti “Scuola.Ambiente” è a disposizione sul sito web di Appa Bolzano, nella sezione educazione ambientale: ambiente.provincia.bz.it/educazione-ambientale







Il depliant dei nuovi progetti “Scuola.Ambiente”


fonte: www.snpambiente.it/



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A Berlino si sperimenta il department store del futuro: è dedicato tutto all’usato

Un intero piano di uno storico negozio della capitale offre abbigliamento, arredi ed elettronica recuperati. Lo shopping d’avanguardia oggi si ispira a sostenibilità, responsabilità e condivisione










Comprare il vecchio per soddisfare il desiderio di nuovo: può sembrare un paradosso, ma c’è molta verità, e grandi numeri, nello shopping del “second hand”, più prosaicamente l’usato. La dimostrazione più recente del grande successo di questo segmento è il risultato della quotazione a Wall Street, il 15 gennaio, di Poshmark, piattaforma di reselling di abbigliamento con sede in California: fondata nel 2011, con un fatturato di 192 milioni di dollari e con alle spalle una crescita di quasi il 28% medio all’anno, ha raccolto 277,2 milioni di dollari, una cifra enorme e persino superiore di 20 milioni a quanto sperato.

Numeri in linea con le previsioni di GlobalData, per cui il mercato globale del resale passerà da 28 miliardi del 2019 a 64 miliardi nel 2024, con una crescita annua media del 39%. Alle spalle di questo incremento c’è anche quello del desiderio di sostenibilità da parte dei consumatori, soprattutto dei più giovani, che spesso si rivolgono alle piattaforme online come Poshmark, ma anche Vestiarie Collective o The RealReal, perché i negozi fisici di reselling scarseggiano, per non dire che non esistono.




Le previsioni di crescita del mercato del Second Hand fra 2019 e 2024 (GlobalData)

Se questa mancanza nel prossimo futuro verrà colmata, dovremo ringraziare non un marchio, ma un'amministrazione pubblica: lo scorso settembre quella di Berlino ha inaugurato uno spazio totalmente dedicato all’usato al terzo piano dello storico department store Karstadt, parte della catena Galeria Karstadt Kaufhof, sulla bella Herrmannplatz, luogo iconico dello shopping della capitale tedesca. Si chiama B-Wa(h)renhaus (che in tedesco crea un gioco di parole, poiché unisce il termine department store a quello di luogo per preservare, conservare), si estende su 650 metri quadri e vende merce usata, soprattutto abbigliamento, arredi, telefoni e altra elettronica di consumo.

Presentando il progetto, un pop-up prolungato visto che sarà aperto fino a tutto il mese di febbraio (Covid permettendo), l’amministrazione della città ha sottolineato di aver scelto appositamente quella location, cuore del quartiere nevralgico e multiculturale di Kreuzburg, per darle risalto. L’obiettivo è aprire anche altri store come quello, uno per ogni quartiere della città.

Molti degli oggetti in vendita sono stati recuperati dal sistema di riciclo dei rifiuti urbani e nel caso dell’abbigliamento anche dall’invenduto delle piattaforme, spesso anche resi che non possono essere rimessi in commercio. Un aspetto ancor più interessante del progetto è che trascende la mera attività di shopping per elevarsi a hub aperto alla città e alle sue esigenze: sul tetto dell’edificio si organizzano eventi e laboratori dedicati al riciclo e al riuso, e due volte al mese apre un “repair café” dove si può trovare aiuto per riparare un oggetto o dargli un nuova vita. Da settembre a oggi oltre 10mila persone hanno visitato il nuovo spazio.



Karstadt negli anni Trenta

Il complesso di Karstadt, infatti, è al centro di un ambizioso progetto che vuole trasformarlo nel department store, sviluppato secondo nuovi principi, più politici che commerciali: la sostenibilità, la condivisione, il senso di appartenenza a una comunità. il progetto della riqualificazione dell’edificio (costruito nel 1929 e che ospitava uno dei più grandi negozi del suo tempo, distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale e ricostruito nel 1950) non prevede un aumento dello spazio commerciale, oggi di circa 30mila metri quadri, anche per non recare danno ai piccoli negozi del quartiere. Molto spazio sarà riservato a centri per i bambini, studi per artista, aree per lo sport e per le associazioni locali, i servizi sociali ed educativi. E ci sarà anche un parcheggio per 600 biciclette.


Uno store in store di ThredUp da Jc Penney

Il nuovo modello di Berlino potrebbe fare da apriprista anche per altri department store, alle prese con una profonda crisi d’identità (e di vendite). In realtà c’è già chi lo sta sperimentando: nel 2019 Macy’s e JC Penney hanno firmato un accordo con la piattaforma di resale ThredUp, che li ha portati ad aprire dei pop up dedicati all’usato in alcuni dei loro negozi. Neiman Marcus ha rilevato una quota di Fashionphile, piattaforma di reselling di accessori griffati, e ha aperto degli spazi in alcuni negozi dove i clienti possono vendere, ma non acquistare, accessoti usati a Fashionphile. L'anno scorso si è unito anche Nordstrom, con gli spazi “See You Tomorrow”, dove si possono trovare creazioni di Burberry, Thom Browne, Isabel Marant, Off-White e Adidas.


Il progetto di riqualificazione di Karstadt

In ogni caso, e questo accade anche a Berlino, il salto evolutivo dell’usato è chiaro anche nel design degli spazi di vendita, che si allontanando drasticamente dalle logiche da mercato delle pulci, dall’aroma un po’ muffoso, che era legato al concetto di usato. Gli spazi per il second hand sono pensati ad hoc, con design piacevoli e totalmente coerenti con il resto degli spazi di vendita, che propongono ai clienti allestimenti innovativi e interessanti. Proprio quello che serve per riportare le persone in negozio, insieme alla consapevolezza di dare un concreto contributo alla sostenibilità mentre si fanno acquisti. Una visione ben interpretata dalla scritta che accoglie i visitatori della B-Wa(h)renhaus: «Fare shopping e salvare il mondo».

fonte: www.ilsole24ore.com


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Aamps Livorno. Centro del riuso: ultimati i lavori e affidata la gestione del servizio

 

La struttura presente in via Cattaneo sarà presto aperta alla cittadinanza. Importanti benefici per l’ambiente e non solo.


Disfarsi di un bene usato, come un mobile ammaccato, un elettrodomestico rumoroso oppure un tappeto sfilacciato, sarà presto ancora più facile per i livornesi ed assumerà una particolare valenza non solo ambientale ma anche economica e sociale.

I lavori per la costruzione del primo Centro del riuso in via Cattaneo sono da poco terminati e si è resa disponibile una superficie coperta complessiva di 690 mq. Di questi 275 mq. saranno destinati all’esposizione interna dei beni riutilizzabili, 150 mq. all’esposizione esterna e la restante superficie verrà destinata ai laboratori didattici e a quelli per la riparazione delle biciclette, dei mobili, degli abiti-tessuti e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

I cittadini potranno accedere alla struttura sia per la consegna dei beni sia per visitare le aree espositive e acquistare prodotti. Le famiglie socialmente svantaggiate, che verranno segnalate dai servizi sociali dell’amministrazione comunale, potranno chiedere i beni riutilizzabili e riceverli in dono. Nello spazio “biblioteca degli oggetti” saranno rese disponibili varie attrezzatture che potranno essere chieste e riportate dopo l’uso.

Ad occuparsi della gestione del nuovo Centro del riuso sarà un pool di associazioni e cooperative sociali individuato da AAMPS a seguito di un bando pubblico: coop. “Brikke Brakke” (capofila), Arci Livorno, ass. Ippogrifo, Fondazione Caritas, coop. “Cuore”, coop. “Pegasonetwork”, coop. “Ulisse”, ass. “Il Mandolino”.

Si tratta di soggetti con esperienze e attitudini diversificate il cui progetto, con il supporto di personale qualificato (17 soci lavoratori, 5 soci volontari), punta a cogliere i seguenti obiettivi:
ridurre la quantità dei rifiuti promuovendo il riutilizzo dei beni e prolungandone il ciclo di vita oltre le necessità del primo utilizzatore
sostenere la cultura del riuso dei beni a vantaggio della tutela ambientale e della solidarietà sociale
educare e sensibilizzare al superamento della cultura dell’«usa e getta»
consentire alle fasce più deboli di ottenere gratuitamente una certa quantità di beni usati ma ancora funzionanti

“Siamo molto soddisfatti – commenta Raphael Rossi, amministratore unico di AAMPS – per aver portato a termine il percorso di affidamento di un importante servizio pubblico a favore della collettività e dell’ambiente. Con l’assessorato all’Ambiente del Comune di Livorno puntiamo a ridurre progressivamente i volumi dei rifiuti solidi urbani con varie iniziative e azioni concrete. Il nuovo Centro del riuso permetterà che ingenti quantitativi di beni vengano riutilizzati e si eviterà che diventino rifiuti destinati a trattamenti meno sostenibili perché difficilmente riciclabili. La prevenzione e riduzione dei rifiuti – conclude Rossi – è il primo passo nella gestione degli stessi”.

Per informazioni: 800031266 (da rete fissa), 0586416348 (da rete mobile), info@aamps.livorno.it, www.aamps.livorno.it, facebook/app (“Aamps Livorno”).

fonte: www.aamps.livorno.it


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Antonio Alessio di Pinto ci spiega cosa sono Engim e gli Artigianelli Digitali - Torino - 24 settembre 2020

 










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Studenti e cittadini valorizzano il quartiere con l’economia circolare

Cultura ed economia circolare si incontrano a Mirafiori all’interno del progetto “Mirafiori Cultura in Circolo” che per tutto l’anno coinvolgerà studenti e cittadini del quartiere in processi artistici volti a sperimentare pratiche di sostenibilità che coinvolgono la comunità locale con lo scopo di migliorare la qualità della vita nel quartiere



A Torino c’è un quartiere che si sta facendo portatore di un messaggio di sostenibilità e di un insegnamento da diffondere per promuovere una cultura condivisa all’insegna della circolarità. Siamo a Mirafiori sud e qui l’Istituto Primo Levi, vincitore del bando “Cultura Futuro Urbano” del MiBACT, ha avviato il progetto “Mirafiori Cultura in Circolo”, trasformandosi in un punto di riferimento per il quartiere sui temi del riuso, del riciclo e dell’economia circolare.

Gli obiettivi del progetto sono da una parte promuovere la cultura per favorire il benessere e migliorare la qualità della vita degli abitanti di Mirafiori Sud, puntando sulla partecipazione dei cittadini e sul coinvolgimento di persone con un bagaglio culturale differente. Dall’altra si tratta di valorizzare la storia e la vocazione dell’Istituto Primo Levi offrendosi al territorio come possibile presidio culturale, istituzionale e sociale destinando i propri spazi al quartiere e avviando collaborazioni con diversi attori sul territorio.

E in questo percorso studenti e cittadini saranno accompagnati dai veri protagonisti dell’economia circolare: l’associazione Offgrid Italia, la Cooperativa Triciclo, Mercato Circolare e il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, ovvero realtà che in diversi modi, risvegliando le coscienze, si impegnano quotidianamente nella diffusione di buone pratiche per ridurre gli impatti ambientali e mettere in atto la sostenibilità nella nostra società.

Il percorso si svilupperà attraverso diversi laboratori durante il corso dell’anno, i quali affronteranno in chiave circolare i temi del cibo, della musica, della danza, dell’edilizia e del digital storytelling. L’obiettivo è aprire una riflessione condivisa sul valorizzare ciò che fino a ieri era considerato rifiuto, per estendere il valore dei beni lungo tutto il ciclo di vita e per promuovere il principio dell’uso in contrapposizione a quello di possesso.

In questi giorni il progetto si è aperto al quartiere e proponendo lo spettacolo teatrale “Blue Revolution – L’economia ai tempi dell’usa e getta” di Pop Economix con Alberto Pagliarino, che percorre gli ultimi tre secoli per mostrare come il nostro mondo sia vicino al collasso e ci sia bisogno di una nuova alleanza tra l’uomo e l’ambiente per salvarlo.


Come riportato sul comunicato stampa dell’iniziativa, i laboratori che coinvolgeranno studenti e cittadini saranno:

L’Uovo di Colombo Lab

Con L’Uovo di Colombo Lab, a partire dal 24 gennaio, si sperimenteranno i temi dell’eccedenza alimentare e del suo recupero attraverso un approccio di food design grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Il cibo di scarto verrà trasformato in nuovi prodotti di consumo nel corso di un ciclo di workshop che si svolgeranno presso i locali della scuola e che coinvolgeranno i cittadini di Mirafiori.

Edilizia Circolare Lab

A cura di OffGrid Italia, “Edilizia Circolare Lab” offre agli studenti un’esperienza di economia circolare: si partirà dall’ideazione di un progetto che valorizzi e crei nuove funzionalità nella scuola alla sua realizzazione pratica. Il tutto coinvolgendo la comunità locale nel reperimento dei materiali di recupero e nell’auto-costruzione. Il primo dei quattro progetti di Edilizia Circolare avrà luogo il 29 gennaio ed ogni progetto vedrà cittadini e studenti lavorare insieme per riqualificare e rigenerare un diverso spazio della scuola.

Balla con Noi 2.0

Balla con Noi 2.0, cura di “Balletto Teatro Torino” partirà il 3 febbraio per diffondere la danza nei suoi molteplici aspetti attraverso corsi di danza aperti a tutti.







Digital Lab

Durante il progetto, a cura di Mercato Circolare, studenti e cittadini di Mirafiori sperimenteranno insieme l’utilizzo di diversi strumenti multimediali. Il laboratorio partirà il 12 febbraio e fornirà le competenze per strutturare e gestire una strategia social e, attraverso l’utilizzo di foto e video, costruire una narrazione multimediale dell’intero percorso.

Home Music Lab

Il progetto, avviato dalla Cooperativa Triciclo, unisce le capacità di aggregazione e di coinvolgimento della musica ai temi del recupero e del riuso. Si esplorerà il mondo degli oggetti di casa e dei suoni dei diversi materiali attraverso l’esercitazione dell’“orecchio specializzato” che permette di sviluppare le innate attitudini musicali dei bambini e la concretezza dell’agire inventando gli strumenti.

fonte: https://www.italiachecambia.org

OsservatorioBorgoGiglione: Laboratori per Ecodistretto e Cena - Domenica 7 aprile dalle ore 17.30

Chiamiamo tutte e tutti, le altre associazioni del territorio, a partecipare all'incontro conviviale e ai laboratori per l'ecodistretto, già fissati per domenica 7 aprile a Maestrello, per condividere la festa e l'impegno per il futuro.


fonte: osservatorioborgogiglione.it

ScienzaInsieme, tre giornate con i ricercatori di Ispra


Bilancio più che positivo per la tre giorni organizzata da Ispra a Roma. Un migliaio di persone, tra studenti, cittadini e dipendenti di altre sedi dell’Istituto hanno visitato i laboratori di Castel Romano a Roma e sperimentato il lavoro dei ricercatori.Ispra ospita nella sede di Castel Romano uno degli eventi legati a “ScienzaInsieme”, la prima iniziativa nazionale di divulgazione scientifica promossa dagli enti di ricerca italiani. Tre giornate dedicate a studenti e cittadini per far conoscere il lavoro dell’Istituto e come risponde ogni giorno alle sfide ambientali delle nostre città. Negli anni passati l’Istituto ha aderito alla “Notte europei dei ricercatori” con un proprio spazio in altre università ed Enti. Quest’anno, per la prima volta, porte aperte a tutti per visitare i laboratori di Castel Romano.




















Partenza giovedì 20 settembre con 160 ragazzi dei licei romani. Grande è stato l’interesse dei giovani ad ascoltare, intervistare e lavorare per un giorno al fianco dei ricercatori Ispra che operano nel settore marino, geologico e dell’inquinamento atmosferico. I ragazzi hanno visitato la mostra “Colori profondi del Mediterraneo”, conosciuto la ricchezza storico-geologica dell’Ispra fatta di carte e volumi che risalgono all’Ottocento. Un serrato “Question time” con domande e risposte ha impegnato i ricercatori dell’Ispra, mentre altri giovani hanno vissuto un’esperienza da reporter al fianco della redazione di ISPRA TV.



























La seconda delle tre giornate è stata dedicata aidipendenti dell’Istituto che lavorano in sedi diverse da quella dei laboratori: un’occasione per conoscere meglio il lavoro dei colleghi e le strumentazioni all’avanguardia con cui vengono effettuate le analisi ambientali nelle sede Ispra di Castel Romano.

Aperto a tutti, invece, l’ultimo appuntamento di “ScienzaInsieme” promosso da Ispra venerdì 28 settembre a Castel Romano. “Laboratori sotto le stelle” è il titolo della serata organizzata dall’Istituto, alla quale hanno preso parte circa 500 persone. Bambini, giovani e adulti di tutte le età hanno raggiunto la sede dei laboratori per vedere da vicino come vengono analizzati aria, suolo e acque, trascorrendo una piacevole serata in compagnia dell’“aperiscienza” offerto dai ricercatori. All’evento hanno preso parte il presidente dell’Ispra Stefano Laporta, il direttore generale Alessandro Bratti e il Sottosegretario all’Ambiente Salvatore Micillo.


fonte: https://ambienteinforma-snpa.it

Al via “ScienzaInsieme”: Ispra apre le porte dal 26 al 28 settembre

Nasce la prima alleanza italiana per la divulgazione scientifica: 10 enti di ricerca nazionali si uniscono per aprire le porte della scienza a tutti i cittadini. 
















ASI, CINECA, CNR, ENEA, INAF, INFN, INGV, ISPRA, Università “La Sapienza” di Roma e Tuscia di Viterbo sono i promotori della prima iniziativa nazionale di divulgazione scientifica che vede raccolti i principali enti di ricerca italiani.  Lanciare un modello di comunicazione che abbini rigore scientifico e condivisione della conoscenza è l’obiettivo con il quale prenderanno vita oltre 400 eventi nella corso dell’ultima settimana di settembre. Evento culminante sarà la Notte europea dei Ricercatori il 28 settembre.
Ispra organizza tre giornate di iniziative nelle sedi di Roma per fare conoscere a studenti, famiglie e cittadini le attività di ricerca e protezione dell’ambiente. Evento cardine sarà “Laboratori sotto le stelle” venerdì 28 settembrea partire dalle 18 e fino alle 23 sarà possibile visitare i laboratori Ispra di Castel Romano (Via di Castel Romano, 100) ed essere guidati dai ricercatori a vedere esperimenti, strumentazioni tecnologiche, video e documentari scientifici. Ispra offre a tutti un “aperiscienza” e sarà possibile cenare in un’area dedicata allo street food. Per accedere ai laboratori è necessario iscriversi sul sito dell’Ispra.  I laboratori ISPRA di Castel Romano effettuano attività di ricerca e sperimentazione finalizzate alla tutela delle acque, alla difesa dell’ambiente atmosferico, del suolo, del sottosuolo, della biodiversità e della fauna e integrano competenze di tipo fisico, chimico, biologico, geologico ed ingegneristico
Mercoledì 26 settembre 2018, dalle 9 alle 13, Ispra si apre agli studenti delle scuole superiori con “L’ambiente fa scuola!”. Tema chiave è la salvaguardia dell’Ambiente: i giovani potranno ascoltare, intervistare e lavorare per un giorno al fianco dei ricercatori Ispra che operano nel settore marino, in campo geologico, nella protezione dall’inquinamento atmosferico e in molti altri ambiti.
Non mancherà un appuntamento per tutti i dipendenti dell’Istituto. “Ispra incontra Ispra” (giovedì 27 settembre 2018, dalle 9.30 alle 16.30) è la giornata nella quale sarà possibile visitare i laboratori di Castel Romano per tutti coloro che sono dislocati in altre sedi Ispra.
Qui il programma completo delle iniziative Ispra a ScienzaInsieme. 
fonte: https://ambienteinforma-snpa.it

FESTIVAL DI INFORMATICI SENZA FRONTIERE: TrashWare - Prenotazione laboratori













TrashWare

trashware
 Urban Center | corso Rosmini 58
 S
abato 14 ottobre: ore 9.30-10 (presentazione), ore 10-11.30, 11.30-13, 15-16.30, 16.30-18 (laboratori)
Il laboratorio TrashWare vuole offrire la possibilità di riflettere sull’importanza di ridurre il rifiuto informatico “e-Waste” rappresentandone le conseguenze negative in un’ottica globale. Come è ormai noto, i paesi con le economie meno avanzate non sono solo afflitti dal divario digitale in termini di conoscenza ed esperienza.
Anche la promozione della consapevolezza del ciclo di vita delle macchina, nonché la tutela del proprio patrimonio ambientale, è un aspetto da considerarsi ormai complementare agli interventi di alfabetizzazione informatica “tradizionale”.
Il laboratorio, dopo una presentazione del tema trashware e delle sue varie implicazioni, consiste in una sessione pratica per il ricondizionamento di un PC commercialmente obsoleto.

per prenotarsi, cliccare qui 
TrashWare - Prenotazione laboratori 

fonte: http://www.isf-festival.it