COMUNICATO STAMPA - CRU RZ 14 gennaio 2013



Perugia. In questi giorni si è scritta una brutta pagina di storia della gestione dei rifiuti in Umbria. Il primo giorno del nuovo anno, in assenza della proroga del governo, è scattato il divieto per la Trasimeno Servizi Ambientali (TSA) di conferire i rifiuti dell’ATI 2 presso la discarica di Borgo Giglione(Magione) e, inceppandosi il meccanismo, si sono verificate grosse disfunzioni e inefficienze sfociate in allarmismo e polemica. La stessa Presidente della Regione, Marini, è intervenuta sul social network difendendo le scelte fatte dalla Regione in questi anni in materia di rifiuti.
Il coordinamento umbro Rifiuti Zero non ci sta! La raccolta differenziata in Umbria è molto indietro e le percentuali raggiunte non sono delle migliori (La raccolta differenziata in Umbria nel 2011 è stata del 38,03%). Vorremmo ricordare che il 16 maggio 2012 è stato consegnato all’Assessore all’Ambiente regionale un documento in cui abbiamo proposto una strategia con linee guida e proposte per una nuova politica dei rifiuti con una strategia alternativa all’incenerimento, già attuata con successo e soddisfazione per i cittadini: la strategia rifiuti zero!
Per metterla in pratica non è necessaria la bacchetta magica, come sostiene chi vede nell'incenerimento la soluzione del problema rifiuti, semplicemente basterebbe la VOLONTA’ POLITICA di percorrere la strada del bene comune, della tutela dell’ambiente e dei cittadini, cambiare mentalità trasformando il “PROBLEMA” rifiuto in “risorsa”.
Denunciamo anche il mancato rispetto della volontà popolare(ricordiamo che ben 1.000 cittadini perugini hanno chiesto espressamente al consiglio comunale di Perugia di esprimersi in senso negativo sull’incenerimento) visto che all'unanimità i sindaci umbri, con la delibera ATI 2 n.16 del 11 settembre 2012 hanno dato mandato ad una società esterna, al processo di individuazione del sito che dovrebbe accogliere l’inceneritore di Perugia. Le rassicurazioni preelettorali in base alle quali ci sarebbero, su più fronti, resistenze politiche all’impianto di termovalorizzazione, non convincono affatto. Interessano i fatti e gli atti. Mentre in altre regioni gli inceneritori si spengono, in Umbria si riaccendono impianti dismessi (Terni) e se ne vogliono avviare di nuovi giustificandone la necessità con situazioni di allarme alquanto sospette.
La distanza tra cittadini e amministratori ha raggiunto ormai l’apice a Terni, dove però i cittadini, comitati e associazioni non hanno alcuna intenzione di gettare la spugna. La difesa del diritto alla salute e la condanna della speculazione di pochi in spregio al bene comune alla lunga prevarranno … su tutti!
Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero