Perugia. In questi giorni si è scritta una
brutta pagina di storia della gestione dei rifiuti in Umbria. Il primo giorno del
nuovo anno, in assenza della proroga del governo, è scattato il divieto per la
Trasimeno Servizi Ambientali (TSA) di conferire i rifiuti dell’ATI 2 presso la
discarica di Borgo Giglione(Magione) e, inceppandosi il meccanismo, si sono
verificate grosse disfunzioni e inefficienze sfociate in allarmismo e polemica.
La stessa Presidente della Regione, Marini, è intervenuta sul social network
difendendo le scelte fatte dalla Regione in questi anni in materia di rifiuti.
Il coordinamento umbro Rifiuti Zero non ci
sta! La raccolta differenziata in Umbria è molto indietro e le percentuali
raggiunte non sono delle migliori (La raccolta differenziata in Umbria nel 2011
è stata del 38,03%). Vorremmo ricordare che il 16 maggio 2012 è stato consegnato all’Assessore all’Ambiente
regionale un documento in cui abbiamo proposto una
strategia con linee guida e proposte per una nuova politica dei rifiuti con una
strategia alternativa all’incenerimento, già attuata con successo e soddisfazione per i
cittadini: la strategia rifiuti zero!
Per metterla in pratica non è necessaria la
bacchetta magica, come sostiene chi vede nell'incenerimento la soluzione del
problema rifiuti, semplicemente basterebbe la VOLONTA’ POLITICA di percorrere
la strada del bene comune, della tutela dell’ambiente e dei cittadini, cambiare
mentalità trasformando il “PROBLEMA” rifiuto in “risorsa”.
Denunciamo anche il mancato rispetto della
volontà popolare(ricordiamo che ben 1.000 cittadini perugini hanno chiesto
espressamente al consiglio comunale di Perugia di esprimersi in senso negativo
sull’incenerimento) visto che all'unanimità i sindaci umbri, con la delibera
ATI 2 n.16 del 11 settembre 2012 hanno dato mandato ad una società esterna, al
processo di individuazione del sito che dovrebbe accogliere l’inceneritore di
Perugia. Le rassicurazioni preelettorali in base alle quali ci sarebbero, su
più fronti, resistenze politiche all’impianto di termovalorizzazione, non
convincono affatto. Interessano i fatti e gli atti. Mentre in altre regioni gli
inceneritori si spengono, in Umbria si riaccendono impianti dismessi (Terni) e
se ne vogliono avviare di nuovi giustificandone la necessità con situazioni di
allarme alquanto sospette.
La distanza tra cittadini e amministratori
ha raggiunto ormai l’apice a Terni, dove però i cittadini, comitati e
associazioni non hanno alcuna intenzione di gettare la spugna. La difesa del
diritto alla salute e la condanna della speculazione di pochi in spregio al
bene comune alla lunga prevarranno … su tutti!
Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero
