Terni 12 gennaio 2013: Si è tenuto il convegno “Inceneritori e salute: nessun rischio ? ”

Sabato 12 Gennaio hanno partecipato in molti all'incontro pubblico organizzato dal Comitato “No inceneritori” e dall'Associazione “LiberaMente”.
Il Dottor Gianni Vantaggi, il professor Giorgio Nenci, ordinario di medicina interna presso l’Università degli studi di Perugia, il Dottor Valerio Gennaro responsabile del centro operativo regionale Liguria del registro nazionale mesoteliomi e fa parte dell'Istituto Nazionale tumori, tutti e tre aderenti all'organizzazione “ISDE - Medici per l'ambiente”, hanno illustrato le problematicità ed i rischi per la salute in un territorio che ospiti uno o più inceneritori.
Durante la combustione un inceneritore emette sostanze altamente tossiche e diossina, che possono entrare nell'organismo umano, depositarsi sulle piante che mangiamo o con cui si nutrono i nostri animali arrivando anche lontano dal luogo di immissione in aria. Altro pericolo sono le nanoparticelle, distinte in PM10, catturabili dai filtri installati nell'inceneritore, e ultra sottili come PM 2,5 o PM 0,1 che invece non possono essere bloccate, inducendo l'insorgere dei tumori.
Ancora, un kW di energia ricavato dall'incenerimento di rifiuti costa due-tre volte un kW derivante dalla combustione di gasolio; e cosa si può incenerire? Essenzialmente plastiche, gomma, carta e legno, ossia materie ad oggi differenziabili e quindi riciclabili. Sotto accusa quindi la convenienza dell'affidarsi all'incenerimento invece di puntare sulla raccolta differenziata, la cui media Umbra nel primo semestre del 2012 era ancora del 45%. Una raccolta differenziata spinta rende antieconomico un inceneritore: a Verona il riavvio dell'impianto di Ca' del Bue è stato bloccato recentemente; a Brescia dove il fermo dell'inceneritore è stato determinato da un'indagine, la quantità di rifiuti da bruciare è diminuita.
Le cittadinanza è venuta a conoscenza di esperienze virtuose come il “Centro riciclo Vedelago” e il “Centro di ricerca verso rifiuti zero di Capannori (Lucca)”, eccellenze italiane nella ricerca e messa in opera del recupero di rifiuti.

Secondo i relatori la scelta di incenerire è strettamente politica. Il ruolo dei cittadini è quello di chiedere che vengano verificate le ripercussioni della presenza di tali impianti sul territorio, come quello ancora in attività che a Terni brucia pulper di cartiera (carta e plastiche). Con quali mezzi? Presentare un esposto motivato da studi già effettuati in altri territori in cui sono presenti inceneritori, in ragione dei quale va pretesa l'applicazione del principio di precauzione.
Eleonora Porcacchia
Cittadini in Rete