Lampade a basso consumo: ne sono state recuperate quasi 2mila tonnellate

Le lampade a basso consumo esauste in Italia non si sprecano ma si riciclano. Secondo i dati forniti dal Consorzio Ecolamp, lo scorso anno nel nostro Paese ne sono state raccolte circa 1.639 tonnellate con un incremento del 12 per cento a livello nazionale: 1.468 quelle recuperate invece nel 2011.
Il risultato decisamente positivo nonostante il generale calo del comparto Raee registra una crescita dell’interesse da parte della popolazione per il recupero dei materiali elettrici esausti portati presso le isole ecologiche presidiate dal Consorzio.
Lombardia, Veneto e Piemonte le regioni italiane più virtuose e che da sole rappresentano il 57 per cento del risultato nazionale.
Dai dati di Ecolamp emerge però una certa disparità di raccolta a seconda del target di riferimento: aumenta del 19 per cento la raccolta di sorgenti luminose presso il pubblico professionale ma solo del 4 per cento quella dei cittadini privati che hanno consegnato 592 tonnellate di materiale esausto, il 36 per cento del totale.
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Grazie al servizio Extralamp che ritira gratuitamente e direttamente a domicilio i quantitativi di materiale superiori a 100 chilogrammi sono state raccolte inoltre 542 tonnellate di lampadine a basso consumo: 440 quelle consegnate invece presso i 35 Collection Point nazionali.
Straordinari i risvolti del recupero: dalla grande quantità di lampade esauste recuperate è stato possibile ricavare 1.383 tonnellate di vetro, 132 tonnellate di metalli e 20 tonnellate di plastiche, materiali che a loro volta verranno poi riutilizzati per dare vita a nuovi prodotti.
Il trattamento ha permesso di recuperare anche 86 tonnellate di polveri fluorescenti e mercurio, una sostanza presente in minima quantità all’interno delle comuni lampadine, particolarmente pericolosa per la salute in caso di dispersione.
Il prossimo obiettivo, come spiega Fabrizio D’Amico, direttore generale del Consorzio Ecolamp: “è quello di accrescere la consapevolezza dei cittadini e contribuire all’offerta di opportunità di conferimento sempre più prossimi e agevoli”.

fonte: www.nonsprecare.it