Sono passati tre anni dal maremoto che
ha sconvolto il Giappone, nella zona di Sendai e del Tōhoku. Era l’11
marzo del 2011, ore 14,46 locali. Un terremoto in alto mare di magnitudo
9, il settimo per intensità mai avvenuto finora, provocava quel
maremoto. Ma quel giorno iniziava un’altra ecatombe: il disastro della
centrale nucleare di Fukushima Daiichi di proprietà
della TEPCO (Tokyo Electric Power Company), causata dal fermo del
sistema di raffreddamento dei reattori e con la pressoché immediata fusione del nocciolo del reattore 1 e in seguito dei reattori 2 e 3, con un accumulo del materiale fuso alla base dei vessel.
Oltre 170mila persone
residenti nell’area entro i 20 km dalla centrale furono fatti evacuare
nei giorni e nelle settimane successive al disastro. Solo ad aprile il
governo giapponese ammise che il disastro nucleare era di livello 7, il
più alto nella scala INES.
Qui una cronologia
(pdf) dei fatti che si sono succeduti dal quel giorno ad oggi, secondo
le diverse fonti può aiutare a ripercorrere questi anni che hanno
cambiato, forse per sempre, la storia di questa tecnologia.
In questo video di Greenpeace
la storia di cinque delle tante vittime che hanno combattuto in questi
tre anni per ricostruire le loro vite distrutte dall’incidente. Come
decine di migliaia di altre persone forzate a fuggire, sono state
ignorate e abbandonate dal loro governo e dalla TEPCO. Come gli altri
hanno paura di essere completamente dimenticati.
Per questo nessuno può dimenticare quelle persone e quel disastro nucleare che è ancora lontano dall’essere risolto.
fonte: qualenergia.it