Utilizzare i giacimenti di energia e di materia che si sprecano per creare occupazione utile senza accrescere il debito pubblico
Lunedì 16 giugno 2014
dalle ore 9.00 alle ore 18.00
Roma - Camera dei Deputati (via Campo Marzio 74, aula dei gruppi parlamentari)
Diretta streaming su www.decrescitafelice.it
Ingresso previo accreditamento (per gli uomini è obbligatoria la giacca) entro l’11 giugno
Facebook (evento)
www.facebook.com/events/
Il Movimento per la Decrescita Felice e il circolo MDF di Roma, organizzano a Roma il 16 giugno alla Camera dei Deputati (via Campo Marzio 74, aula dei gruppi parlamentari) dalle ore 9.00 alle ore 18.00 la “1a Conferenza Nazionale Decrescita, Occupazione e Lavoro: utilizzare i giacimenti di energia e di materia che si sprecano per creare occupazione utile senza accrescere il debito pubblico”.
Nelle economie finalizzate alla crescita della produzione di merci, cioè di oggetti e servizi scambiati con denaro (il prodotto interno lordo):
1. si dà per scontato che la crescita del prodotto interno lordo comporti una crescita dell'occupazione;
2. si ritiene che l'occupazione sia un valore in sé, indipendentemente da ciò che si produce, perché comporta un aumento della produzione di merci e della percentuale di popolazione che riceve un reddito con cui ricava da vivere.
In realtà i dati statistici dimostrano che la crescita del prodotto interno lordo, almeno dal 1960 non ha comportato una crescita dell'occupazione in valori assoluti e, in conseguenza del fatto che la popolazione è aumentata, ne ha determinato una diminuzione percentuale. Questa sfasatura è avvenuta perché la crescita della produzione di merci e la concorrenza impongono alle aziende di investire in tecnologie che accrescono la produttività, che consentono cioè di accrescere la produzione riducendo al contempo l'incidenza del lavoro umano sul valore aggiunto. Da ciò deriva un aumento dell'offerta e una diminuzione della domanda di merci, a cui, a partire dagli anni del boom economico, si è fatto fronte ricorrendo in misura sempre maggiore al debito pubblico e incentivando l'indebitamento dei privati, fino al punto di essere costretti a fare debiti per pagare gli interessi sui debiti fatti in precedenza. Il superamento di questa soglia rende inefficaci le tradizionali misure di politica economica perché se si decide di ridurre il debito con politiche di austerità si riduce la domanda e si aggrava la crisi. Se invece ci si propone di ridurre la disoccupazione con misure finalizzate alla crescita occorre aumentare la domanda e, di conseguenza, i debiti.
Questa situazione può essere sbloccata solo sviluppando le innovazioni tecnologiche che accrescono l'efficienza nell'uso dell'energia e delle materie prime:
- riducendo i consumi delle risorse rinnovabili entro le capacità di rigenerazione annua del pianeta;
- riducendo le emissioni metabolizzabili dai cicli biochimici (CO2) entro la loro capacità di assorbimento;
- riducendo il consumo delle risorse non rinnovabili (fonti fossili)
- riducendo le emissioni di sostanze di sintesi non biodegradabili dai cicli biochimici.
Le tecnologie che consentono di ottenere questi risultati riducono i costi di acquisto delle importazioni di materie prime e liberano il denaro necessario a pagare l'occupazione in attività lavorative utili perché attenuano la crisi energetica, climatica e ambientale senza ridurre il benessere materiale e migliorando al contempo la qualità ambientale. La crisi non si supera e non si crea occupazione tentando di rilanciare i consumi, come sostiene la variegata schiera dei sostenitori della crescita: dai populisti in cerca di consensi elettorali o con la promessa di eliminare le tasse o con l'elargizione di denaro in busta paga a ridosso di una scadenza elettorale, ai green-economisti imbambolati dal miraggio dello sviluppo sostenibile, ai tardo-keynesiani a cui sfuggono i cambiamenti avvenuti dagli anni trenta a oggi: riduzione delle disponibilità di fonti fossili, effetto serra, alterazioni dei cicli biochimici, accumulazione di rifiuti.
Ciò che occorre è uno straordinario slancio progettuale, simile a quello che ha consentito la ricostruzione post-bellica, incentrato su una decrescita selettiva e guidata dei consumi di materia e di energia che si sprecano, non hanno alcuna utilità e creano danni ambientali e alla salute. Questo è il nuovo ciclo virtuoso dell'economia che occorre avviare: maggiore efficienza tecnologica per ridurre gli sprechi di risorse e risparmiare denaro, investimento del denaro risparmiato per pagare i redditi (salari, stipendi, profitti e guadagni) di chi lavora nelle tecnologie più avanzate che consentono di ridurre gli sprechi. Ciò che occorre è una evoluzione dell'economia in bio-economia, la sostituzione del più col meglio sapendo che il meglio non si identifica sempre col più, ma a volte coincide col meno.
E’ previsto ingresso libero con prenotazione è obbligatoria, iscrivendosi al seguente Form entro l’11 giugno (per gli uomini è obbligatoria la giacca):
https://docs.google.com/
E’ possibile seguire tutto il convegno in diretta streaming sul sito www.decrescitafelice.it
Programma dei lavori
In via di definizione finale
1° parte MATTINA
Ore 8.30: registrazione dei partecipanti
Ore 9.00: inizio lavori
Modera Lucia Cuffaro (presidente circolo di Roma MDF)
Ore 9:30 Sessione 1: LAVORO E OCCUPAZIONE avviare una ricostruzione qualitativa dei danni arrecati agli ecosistemi dalla crescita quantitativa. Sfruttare i giacimenti di energia e materia che si sprecano per arretratezza tecnologica. Lavoro utile che ripaga i costi di investimento.
-Maurizio Pallante (presidente nazionale MDF): introduzione ai lavori
Ore 10.00 Sessione 2: QUALITA’ VS QUANTITA’ Per un rilancio massiccio dell'occupazione utile per i prossimi 15 anni
- Giordano Mancini (ricercatore e formatore industriale in bioeconomia) la ricostruzione qualitativa della Nazione
Avviare una nuova fase economica fondata sulla bioeconomia. Può avere la stessa portata della ricostruzione post-bellica in termini di slancio progettuale, innovazioni tecnologiche, diffusione e miglioramento del benessere.
Ore 10.30 Sessione 3: L'ECONOMIA DEL BENE COMUNE promuovere il rispetto delle persone e degli ambienti per tornare a fare del lavoro un'attività che migliora il mondo e la vita degli esseri umani.
-Günther Reifer (Terra Institute): dall’utopia alla realtà
Ore 10.50 Pausa
Ore 11:00 Sessione 4: DOMANDA DEI BENI DI QUALITA’ come favorire la domanda di beni di qualità in modo da assorbire l'offerta dei prodotti immessi sul mercato dalla bioeconomia?
-Marta Guindani (MDF Torino: la riduzione dell'orario di lavoro per ampliare il numero dei percettori di reddito
-Luciano Monti (docente Luiss): il furto di futuro alle giovani generazioni
Ore 11:30 Sessione 5: DOTAZIONI FINANZIARIE con quali dotazioni finanziarie iniziali si può avviare una ricostruzione qualitativa dei danni arrecati agli ecosistemi dalla crescita quantitativa?
Ore 12.00 DIBATTITO
Ore 13.00-13.45 Pausa pranzo (con uscita dall’aula dei gruppi)
2° parte POMERIGGIO
Ore 13:45 Sessione 6: ESEMPI CONCRETI. La nuova fase economica non è tutta da inventare: esistono esempi concreti che chiedono solo di essere potenziati e moltiplicati.
EDIZILIZIA E URBANISTICA La ristrutturazione energetica degli edifici: un'edilizia che abbatte i consumi energetici e produce più energia (pulita e rinnovabile) di quella che consuma.
-Ermes Drigo (MDF): ristrutturazione energetica
-Mauro Sarotto (imprenditore): la biocasa
TECNOLOGIA E PRODUZIONE ENERGETICA: Aumento dell'efficienza, riduzione degli sprechi, fonti rinnovabili, generazione diffusa. L'autosufficienza energetica e riduzione della dipendenza energetica del nostro paese. Microcogenerazione e solare termodinamico in piccoli impianti, fotovoltaico in piccoli impianti per autoconsumo con vendita delle eccedenze, minieolico, mini-idroelettrico con acqua fluente.
Riduzione progressiva dei finanziamenti pubblici con l'obiettivo di arrivare alla loro abolizione. Piccoli impianti finalizzati a ridurre le emissioni di CO2 nella misura proporzionalmente maggiore in relazione agli investimenti.
- circolo MDF Verona: ristrutturazioni energetiche
- Alessandro Cascini: la generazione distribuita, microeolico
Ore 14.30/14.30: Pausa
AGRICOLTURA valorizzazione della diversità biologica, sovranità alimentare, settore agricolo svincolato dalle logiche delle grandi catene della vendita. Filiere corte, gas, agricoltura biologica di qualità, autoproduzione. L'autosufficienza alimentare.
-Giovanni Leoni (imprenditore agricolo): l'agrivillaggio di Vicofertile
-Cooperativa Capodarco: lavoro utile nell’agricoltura
PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA, ARTIGIANATO. PROFESSIONISTI Riavvicinare produzione e consumo: commercializzazione diretta tra produttori e acquirenti
-Michil Costa (Terra Institute): gli imprenditori del Bene Comune, best practices
-Gigi Perinello (Astorflex): nuove forme di commercializzazione
RICICLO DEI RIFIUTI Recuperare le materie prime secondarie contenute negli oggetti dismessi
-Consorzio raccolta rifiuti: recupero di materia dalla raccolta differenziata
Ore 16.00 Sessione 7: CONFRONTO CON I SOGGETTI ECONOMICI E POLITICI Nuove strade da percorrere
Tavola rotonda con esponenti dei sindacati, Confindustria, Confartigianato e di vari partiti politici.
Ore 17.30: DIBATTITO con il pubblico
Ore 18.00: Chiusura dei lavori
Per ulteriori informazioni scrivere a: decrescita.lavoro@gmail.co
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Movimento per la Decrescita Felice
Sito www.decrescitafelice.it
Sito MDF Roma www.mdfroma.it
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