Baratto, swapping e riuso, siti per il riciclo di oggetti vecchi

Una volta si chiamava baratto, ovvero lo scambio tra due parti di beni, merci o servizi praticato in assenza di moneta. Oggi, all’epoca di internet, prende il nome di swapping, parola inglese che deriva da ‘swap’ che significa letteralmente ‘scambio’.

Comunque lo si voglia definire, il baratto è la forma più antica di commercio basata su un accordo condiviso tra le parti senza il ricorso ad una valutazione monetaria ma effettuato su valutazioni quantitative e qualitative dei beni scambiati, spesso strettamente legate al loro utilizzo finale. In pratica, nel baratto ciò che conta èsoddisfare un bisogno reciproco, più che un interesse economico, e stringere un rapporto fiduciario ed essenzialmente informale con il partner commerciale.
Oggi il baratto è tornato in auge soprattutto come forma di risparmio e la sua rivalutazione – facilitata dalla nascita di siti specializzati, gruppi di baratto organizzati e le potenzialità offerte dal web – è sempre più legata ad una ritrovata coscienza ecologista che spinge le persone a riutilizzare gli oggetti vecchi, allungare il loro ciclo di vita e contrastare ogni forma di spreco economico e ambientale. In pratica, piuttosto che disfarsi di qualcosa che non ci serve, si può tentare di scambiarla con qualche altra cosa che potrebbe servirci e che a sua volta viene ceduta da qualcuno animato dalla stessa esigenza.
fonte: www.tuttogreen.it