Per tenere le città pulite dalle sigarette
basterebbe ispirarsi al design, che peraltro è un'eccellenza italiana.
L'esempio della città israeliana dove i portacenere cittadini sono delle
piccole opere d'arte
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Bisognerebbe prendere spunto da una passeggiata a Tel Aviv, sul meraviglioso lungomare che collega la città nuova con l’antica Jaffa, e il cuore batte ricordando Napoli. È un’emozione struggente per i colori del tramonto, proprio come la passeggiata sul lungomare partenopeo, ed è anche una lezione di Arredo urbano. Semplice, elegante, efficace. Facile da importare, insomma. A Tel Aviv, infatti, non esiste una crociata talebana contro i fumatori, come a New York e in molte città americane: siamo tollerati con le nostre sigarette, e con il nostro vizio di sfumacchiare all’aria aperta.
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In Italia, purtroppo, continuiamo, quasi ovunque, a gettare cicche di sigarette in strada, sui marciapiedi, davanti ai tavoli di un bar. Anch’io l’ho fatto, confesso, fino a quando qualche anno fa mia figlia, allora tredicenne, mi ha detto: «Papà cosa fai? Sei pazzo?». La lezione mi è servita, e adesso ogni volta che devo spegnere un mozzicone di sigaretta cerco il portacenere. E quasi mai lo trovo. Perché? Basterebbe poco, veramente poco, per attrezzare un minimo le nostre città, i luoghi pubblici, con alcuni posacenere non ingombranti e di elegante design (siamo maestri in Italia in questo settore).
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Qualche amministrazione comunale lo ha fatto: a Verona, per esempio, in strada trovate frequentemente dei portacenere, che non danno alcun fastidio, e il conto lo ha pagato una società del Nord Est che produce camini, la Camini Wierer, facendo così una sponsorizzazione utile per i cittadini veneti e per il marketing aziendale. A Modena il sindaco ha lanciato una campagna a tappeto, con il titolo «Se ami la tua città, usa il posacenere!», e ha piazzato gli oggetti necessari per smaltire i mozziconi. Alla Triennale di Milano ho visto i lavori dei vincitori di un concorso, di design appunto, con il quale sono stati proposti alcuni portacenere che sembrano piccole opere d’arte.
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L’Italia, come al solito, si muove, sottotraccia ed a macchia di leopardo sul territorio, anche in materia di Arredo urbano e, in questo caso, lotta allo spreco dei mozziconi di sigaretta. Che cosa possiamo fare in più? Semplice: allargare la rete delle iniziative, e spingere i sindaci e qualche imprenditore generoso e illuminato, ovunque, a fare qualcosa per mettere i portacenere, come a Tel Aviv. Ricordandoci sempre che un mozzicone ha costi enormi di smaltimento, proprio per il comune che non fa l’arredo urbano (spreco enorme), e una cicca di sigaretta gettata in strada o sul marciapiede può stare anche dieci anni a inquinare i luoghi della nostra bellezza italiana.
fonte: il mattino