
Attualmente, solo l’1% di tutti i moduli fotovoltaici (FV) raccolti ha raggiunto il fine vita. La maggior parte dei moduli fotovoltaici raccolti è costituita da moduli danneggiati nel trasporto o durante l’installazione.
Poiché i moduli fotovoltaici (FV) hanno una durata tecnica di oltre 30 anni e lo sviluppo di grandi impianti fotovoltaici è iniziato solo negli anni '90, si prevede che nei prossimi 10-15 anni si avranno grandi quantitativi di moduli fotovoltaici dismessi.
Ad occuparsi del loro recupero è il PV Cycle, un consorzio europeo del quale fanno parte gli stessi produttori e installatori, che dal 2007 opera in tutto il vecchio continente. Il consorzio, tramite più di 200 centri di raccolta, è in grado di riciclare il 90% di un pannello dismesso.
Ma cosa si può riciclare da una pannello?
Innanzitutto il silicio, che opportunamente lavorato diventerà vetro per imballaggi. Poi ci sono i materiali ferrosi e gli altri metalli, come l'alluminio, che verrà impiegato per gli imballaggi. Tutte le plastiche oltre che alcuni materiali semiconduttori, che verranno invece impiegati per costruire altri pannelli fotovoltaici.
La raccolta è regolata dalla Direttiva Europea sui Rifiuti elettrici ed elettronici, che obbligava tutti i Paesi membri a recepirla e tradurla in legge entro febbraio 2014. L'Italia ha racepito la direttiva nel Consiglio dei Ministri del 14 marzo. Ora, un po' come accade per il ritiro “uno contro uno” degli elettrodomestici, i produttori o chiunque immetta nel mercato un pannello fotovoltaico, sarà tenuto a garantirne il corretto smaltimento e avviamento al recupero.