Economia low carbon entro il 2050: la ricetta dell'Iea

La domanda di energia è in continua crescita ma il grosso della produzione, a livello globale, non è “low carbon”.
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L'ultima analisi condotta dall'International Energy Agency (Iea) mostra che le economie del pianeta non stanno mirando dirette alla sostenibilità. Nonostante si discuta un po' ovunque di obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni - a partire dall'Europa – sono ancora le fonti fossili a dominare il settore. Un approccio che deve essere rivisto per far fronte ai cambiamenti in atto nel mercato globale dell'energia elettrica.
L'elettricità ha infatti un potere sempre maggiore tra le economie del mondo, nel 21° secolo. Qui il nemico numero uno delle rinnovabili è ancora il petrolio, che mantiene la propria posizione dominante, secondo il nuovo rapporto dell'Agenzia internazionale per l'energia dal titolo: Energy Technology Perspectives 2014. Tuttavia, un'attiva gestione di questa trasformazione sarebbe l'unico modo per garantire l'incontro tra la sicurezza energetica globale e gli obiettivi economici sul clima.
Il tema specifico del dossier riguarda il fatto che lo sfruttamento dell'energia elettrica riflette la convergenza di due tendenze: la rapida crescita della domanda globale di elettricità e l'evidente necessità di una maggiore integrazione delle rinnovabili nel sistema. La quota complessiva di energia elettrica nel fabbisogno energetico totale è quasi raddoppiata negli ultimi 40 anni, ma il grosso della produzione di energia oggi non è certo low-carbon.
La produzione di elettricità utilizza il 40% dell'energia primaria e produce una quota pari alle emissioni di CO2 legate all'energia stessa. Ma ci sono già delle soluzioni pratiche e convenienti in grado di aumentare l'efficienza, di moderare la domanda di energia elettrica e di avviare la decarbonizzazione di quasi tutta la produzione di energia entro il 2050.
Il documento presenta diversi scenari per mostrare come può cambiare il sistema energetico mondiale - e in particolare la produzione e l'uso di energia elettrica entro il 2050. Quello principale, definito Scenario 2 gradi o 2DS, si allinea con le analisi del Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici e dimostra le azioni necessarie nel settore energetico per limitare l'aumento della temperatura globale a 2° C. Il 2DS riflette lo sforzo volto a ridurre drasticamente l'attuale dipendenza dai combustibili fossili.
Secondo il rapporto, inoltre saranno necessari altri 44.000 miliardi di dollari di investimenti per assicurare un futuro di energia pulita entro il 2050, ma questo rappresenta solo una piccola parte del PIL mondiale ed è compensato dagli oltre 115 mila miliardi di dollari in risparmio di carburante. Attrarre investimenti di capitale sarà la chiave per finanziare la transizione verso un sistema energetico pulito.
Dal documento sono emersi inoltre alcuni punti fondamentali:
- l'aumento continuo dell'uso del carbone è fondamentalmente incompatibile con gli obiettivi di limitazione del cambiamento climatico;
- la distribuzione di energia rinnovabile variabile (VRE) è in crescita e in alcuni casi è diventata competitiva. L'esperienza dimostra che modulando l'offerta e i modelli di domanda, l'energia può e deve essere gestita attivamente;
- il gas naturale può, nel breve termine, avere il duplice ruolo di sostituire il carbone e sostenere l'integrazione dei VRE. Ma nel medio e lungo termine, il gas deve essere visto per quello che è: un combustibile di transizione, non una soluzione low carbon.
- lo stoccaggio dell'energia elettrica può svolgere più ruoli in un sistema integrato. Tuttavia, secondo l'analisi lo storage da solo non può cambiare il futuro del sistema energetico.
L'elettricità conquisterà un ruolo determinante già nella prima metà di questo secolo come vettore energetico, ” ha detto il direttore esecutivo dell'AIE Maria van der Hoeven. “E questo crea molte nuove sfide”.
Siamo sulla strada sbagliata in questo momento” ha aggiunto. “L'aumento dell'uso del carbone a livello mondiale ha fatto passare in secondo piano i progressi nella diffusione delle energie rinnovabili e l'intensità delle emissioni del sistema elettrico non è cambiata in 20 anni, nonostante dei progressi in alcune regioni. Un cambio di rotta radicale a livello globale è atteso da tempo”.
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fonte: www.greenbiz.it