Le emissioni di anidride carbonica a livello globale raggiungeranno i 34 miliardi di tonnellate nel 2014, facendo registrare un netto aumento, mentre sono in calo a livello europeo. Due tendenze opposte, rilevate rispettivamente da Avvenia e dai dati Eurostate (solo) in parte dovute alla maggiore e più consolidata sensibilità ambientale dei Paesi UE, le cui imprese puntano sull'innovazione, rispetto ai Paesi emergenti.
"Se in Italia e in altri Paesi europei le imprese puntano sull'innovazione per ridurre le emissioni, nei Paesi emergenti accade il contrario."- ha commentato Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia, azienda che da dieci anni opera nel campo dell'efficienza energetica e della sostenibilità ambientale. – "Ognuno nel suo piccolo può organizzarsi, iniziando ad esempio a spegnere la luce quando non serve. Certo, su larga scala è più complesso ed è anche molto costoso. Per questo in Italia, così come in altri Paesi europei, lo Stato ha previsto un'importante politica di incentivi per chi rende più moderna ed ecologica la propria azienda, introducendo i "Titoli di Efficienza Energetica", titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici."
Per quanto riguarda nello specifico lo stato delle emissioni di anidride carbonica nell'ambito dell'Unione europea, i dati Eurostat recentemente diffusi descrivono una situazione ambivalente, tra molte luci e qualche ombra. Nel 2013 le emissioni complessive di CO2 dei Paesi UE sono diminuite del 2,5%, proseguendo sulla via della riduzione dopo il calo dell'1,6% registrato nel 2012 in rapporto ai valori del 2011.
Il Paese europeo che inquina di più è la Germania, con 760 milioni di tonnellate di CO2 emesse (+2% rispetto al 2012), seguito da Regno Unito, con 455 milioni di tonnellate (-2,4% rispetto al 2012),Francia (345,7 milioni, +0,6%) e Italia (341,5 milioni di tonnellate, -6,6% rispetto al 2012).
Le emissioni di CO2 sono in netto aumento in Danimarca (+6,8%), Estonia (+4,4%), Portogallo (+3,6%), Francia (+0,6%) e Polonia (+0,3%), mentre le riduzioni più marcate si sono registrate a Cipro (-14,7%), in Romania (-14,6%), in Spagna (-12,6%), in Slovenia (-12%) e in Bulgaria e Grecia (-10,2%).
Tuttavia, i dati Eurostat non spiegano né analizzano le cause di tali aumenti e riduzioni ed è quindi difficile trarre conclusioni definitive a riguardo: oltre che all'adozione di comportamenti più virtuosi e consapevoli, i cali potrebbero anche dipendere dalla crisi economica, che in numerose realtà europee ha determinato una contrazione della produzione industriale e dei consumi.
fonte: www.greenbiz.it