Salvaguardare i semi tradizionali
ed evitarne l’estinzione, unirsi per combattere gli ogm e la rigida
selezione imposta dalle multinazionali. La carovana dei custodi dei
semi, guidata dall’ambientalista indiana Vandana Shiva, ha fatto tappa a
Firenze e continuerà il suo cammino nel resto d’Europa. Nata su
iniziativa di 26 associazioni di contadini di tutto il pianeta,
l’iniziativa si batte contro un modello di agricoltura intensiva che,
per ottenere il massimo profitto, tende a selezionare solo quei tipi di
semi che garantiscono un maggior rendimento agricolo. Ma questa scelta
mette in pericolo moltissime varietà di sementi e, di conseguenza,
danneggia ambiente e biodiversità. Se poi della tutela ambientale ci
interessa poco, dobbiamo considerare che questa “povertà” di sementi
indotta ci fa perdere completamente antichi sapori e mette a rischio la
sicurezza alimentare.
La carovana dei semi
si è fermata a Firenze e poi a Genova dopo essere partita dalla Grecia
il 27 aprile e proseguire verso la Francia, dove il 1° maggio è in
programma una grande festa per il “Festival internazionale dei semi” di
Mas d’Azil, ai piedi dei Pirenei francesi. Gli agricoltori greci,
bulgari, americani, italiani, francesi, tedeschi e indiani chiedono di
poter continuare a conservare e scambiare le sementi dei propri campi in
maniera autonoma e libera dai brevetti. Un’azione antica come il mondo
che, presto, a causa di un regolamento europeo potrebbe non essere più
possibile.
Il progressivo impoverimento dei tipi
di semi utilizzati dall’uomo è nei numeri. Nel corso dei secoli circa
10 mila specie vegetali sono state utilizzate per nutrire uomini e
animali. Oggi questa varietà si è drasticamente ridotta a sole 150
colture, di cui 12 la fanno da padrone (soprattutto riso, frumento, mais
e patate).
A guidare la carovana
c’è anche Panagioti Sainatoudi, l’agricoltore greco fondatore di
Peliti, l’organizzazione che riunisce una rete di oltre 220 agricoltori
che si scambiano, conservano e distribuiscono semi tradizionali
liberamente e gratuitamente. Vandana Shiva, con la sua associazione
Navdanya (‘Nove semi’) ha contribuito a realizzare 111 banche
comunitarie di semi, coinvolgendo circa mezzo milione di contadini
indiani negli ultimi 20 anni nella difesa della sovranità alimentare.
fonte: www.ecoseven.net