IL VUOTO A RENDERE NON DIVENTA MAI RIFIUTO.

 
In Italia vengono prodotti 6 miliardi di bottiglie di plastica all’anno (dati 2011), per un totale di 456 mila tonnellate di petrolio e 1,2 milioni di CO2. Il 70% di queste bottiglie non viene recuperato ma va a finire in discarica, viene incenerito o disperso nell’ambiente. Favorire il riutilizzo dei contenitori è il modo più semplice per incidere rapidamente e positivamente su questo dato.
l’idea di far pagare il contenitore in anticipo (vuoto a rendere), con l’obbligo di restituirlo al venditore per avere indietro la cauzione, sicuramente garantirebbe il suo riciclo in maniera molto più efficiente di quanto sia avvenuto finora con la raccolta differenziata. Il vecchio/nuovo sistema di gestione potrebbe portare a una notevole diminuzione della quantità di rifiuti: i contenitori e le bottiglie possono subire un processo di igienizzazione e poi essere nuovamente riempiti, evitando il riciclo e la rifusione per produrre nuovi recipienti. Se si ricicla una bottiglia di vetro mantenuta integra, ad esempio, il risparmio di energia è cinque volte maggiore alla ri-fusione dei vuoti conferiti nelle isole ecologiche. E in media la bottiglia può essere riutilizzata anche cinquanta volte prima di essere riciclata. In questo modo la bottiglia non diventa mai rifiuto.
Storicamente il vuoto più reso è sempre stato il vetro. Ma in teoria quasi qualunque tipo di imballaggio potrebbe essere restituibile. Cartone, tetrapak, vetro, plastica, alluminio: tutto.
Cosa aspetteranno i nostri amministratori a reintrodurre il vuoto a rendere?

Umbria verso Rifiuti Zero