Oltre 100mila i posti di lavoro legati alle rinnovabili nel 2013, ma in arrivo nuovi investimenti pari a 64 miliardi di sterline entro il 2020.
È quanto emerge dall'ultima analisi condotta dalla britannica Renewable Energy Association (Rea). Il settore delle energie pulite ha già attirato dal 2010 quasi 30 miliardi di sterline di investimenti da parte dei privati e ciò ha permesso all'industria di garantire oltre 100.000 posti di lavoro nel 2013 e di fornire il 4,2 % di energia al Regno Unito.
Sono solo alcuni dei dati emersi dal nuovo rapporto pubblicato oggi dalla Rea, che ha considerato tre differenti punti: la crescita delle rinnovabili nel mix energetico, i risvolti occupazionali e di fatturato e i nuovi investimenti.
Per quanto riguarda l'aumento del peso delle energia pulite nel mix energetico, il rapporto ha evidenziato che in Gran Bretagna la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è cresciuta costantemente, aumentando in media del 20,3% ogni anno tra il 2009 e il 2013. Con un quadro politico favorevole, è probabile che l'ambizione del governo di arrivare a quota 30% possa essere raggiunta entro il 2020 grazie ai contributi dei vari settori: eolico, biomasse, energia dai rifiuti e solare.
La generazione di calore da fonti rinnovabili è cresciuta costantemente, aumentando in media del 11,3% ogni anno tra il 2009 e il 2012 (l'ultimo anno di cui sono disponibili i dati). Ma si prevede che tale crescita potrà accelerare a una media del 18% all'anno tra il 2013 e il 2020 per raggiungere l'ambizione del governo del 12% del calore da fonti rinnovabili entro il 2020. Il contributo in questo senso verrebbe soprattutto da biomasse e pompe di calore.
Il consumo di biocarburanti è aumentato in media del 3,8% ogni anno tra il 2009 e il 2013, anche se questa crescita è stata irregolare. Tuttavia, senza un quadro politico definito, è difficile che il governo possa raggiungere il suo sub-target dei trasporti da fonti rinnovabili del 10% entro il 2020.
La seconda parte dell'analisi si è concentrata sul lavoro e sui risvolti occupazionali dell'incremento costante delle rinnovabili nel mix energetico. Secondo l'analisi condotta da Innovas per Rea, a causa di vari cambiamenti nella politica, le offerte di lavoro hanno subito un calo rispetto al 2011. Tra il 2012 e il 2013, 103.000 persone sono state impiegate in tutta la catena delle energie rinnovabili nel Regno Unito. Nel 2010/11, al culmine della crescita di energia solare su piccola scala, la Rea ha stimato 25.000 posti di lavoro solo nel settore del solare e 110.000 nelle rinnovabili in generale. Un calo di 7.000 unità, legato soprattutto alla perdita di posti di lavoro nel settore dell'energia solare su piccola scala, parzialmente compensato dalla continua creazione di posti di lavoro nel settore eolico (circa 4.000). In prospettiva futura, a fare da traino all'occupazione potrebbe essere il solare su larga scala, fino a raggiungere tra i 110.000 e i 124.000 posti di lavoro in tre anni.
Fatturato e investimenti. L'analisi, condotta da PwC per Rea, ha rivelato che tra il 2010 e il 2013, nel Regno Uniti sono stati investiti in fonti rinnovabili 29,8 miliardi di sterline, di cui:
- 27,7 in energia elettrica da fonti rinnovabili
- 1,4 in calore (fino al 2012)
- 700 milioni nella produzione di biocarburanti per autotrazione.
“Il settore delle energie rinnovabili continua a crescere costantemente, in un momento in cui ci sono state molte sfide per l'economia britannica e in cui sono tornate alla ribalta questioni di sicurezza energetica,” ha detto John Sharp, Direttore di Innovas.
“È incoraggiante che gran parte della crescita si faccia sentire nelle regioni del Regno Unito al di fuori del sud-est, con posti di lavoro nelle regioni e nelle zone rurali, dove la buona qualità delle prospettive occupazionali a lungo termine nel settore delle energie rinnovabili sta contribuendo al miglioramento economico, al benessere sociale e comunitario di queste aree,” ha aggiunto Ronan O'Regan, Responsabile Energia Rinnovabile di PwC. “Nel mercato dell'energia elettrica da fonti rinnovabili, mentre l'eolico offshore continua ad essere il settore con più investimenti nella tecnologia, la crescita del mercato solare britannico dal nulla nel 2010, con oltre 2 miliardi di sterline ogni anno di investimento, è stata un punto culminante”.
fonte: www.greenbiz.it