DEMONT PRESENTA DE FUEL: GASOLIO DALLA PLASTICA.

Foto: DEMONT PRESENTA DE FUEL: GASOLIO DALLA PLASTICA.  

E’ stato presentato alla Demont di Millesimo un impianto che consente di trasformare la plastica in gasolio. Non sono stati presentati i dettagli del processo. 
Queste le informazioni fornite da Demont: 
“De Fuel è un innovativo sistema di trasformazione di materiali plastici di scarto, nello specifico polietilene, polipropilene, polibutadiene e polistirene, che permette di ottenere, per ogni chilogrammo di plastica immessa, un litro di gasolio di ottima qualità e privo di zolfo - si legge in una nota -. Il processo è stato messo a punto da Demont nel triennio 2010–2013 grazie a un lungo processo di ricerca e sviluppo a partire dal principio ispirato dalla società Energy & Ecology, iniziale partner tecnologico. Per la realizzazione dell’impianto sono state necessarie oltre  50.000 ore di lavoro e 2 milioni di euro di investimenti”.
“Abbiamo concluso con successo la fase sperimentale e di industrializzazione – spiega Mirko Garbero, responsabile del progetto – e da oggi apriamo la commercializzazione di questa nuova tecnologia nella quale abbiamo creduto e crediamo fortemente per la sua grande componente innovativa e di tutela dell’ambiente”. 
E’ stato presentato alla Demont di Millesimo un impianto che consente di trasformare la plastica in gasolio. Non sono stati presentati i dettagli del processo.
Queste le informazioni fornite da Demont:
“De Fuel è un innovativo sistema di trasformazione di materiali plastici di scarto, nello specifico polietilene, polipropilene, polibutadiene e polistirene, che permette di ottenere, per ogni chilogrammo di plastica immessa, un litro di gasolio di ottima qualità e privo di zolfo - si legge in una nota -. Il processo è stato messo a punto da Demont nel triennio 2010–2013 grazie a un lungo processo di ricerca e sviluppo a partire dal principio ispirato dalla società Energy & Ecology, iniziale partner tecnologico. Per la realizzazione dell’impianto sono state necessarie oltre 50.000 ore di lavoro e 2 milioni di euro di investimenti”.
“Abbiamo concluso con successo la fase sperimentale e di industrializzazione – spiega Mirko Garbero, responsabile del progetto – e da oggi apriamo la commercializzazione di questa nuova tecnologia nella quale abbiamo creduto e crediamo fortemente per la sua grande componente innovativa e di tutela dell’ambiente”.

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