Il grande ritorno della zuccheriera nel bar? Meno spreco di bustine e zucchero

Carraturo a Napoli. Ranzini a Torino. Primi esempi di esercizi pubblici che rinunciano alle più costose e sprecone bustine di zucchero e tornano alla zuccheriera di vetro. Col beccuccio, per evitare accuse sull'igiene.


Nel documentario sui rifiuti a Napoli Zero Waste si esalta come nuova buona pratica quella del bar Carraturo a Napoli che ha deciso di abolire le bustine di zucchero e di mettere la zuccheriera in vetro. Un ritorno al passato, ma attenzione, la zuccheriera non è aperta con uso di cucchiaino ma è un dispensatore che si usa tramite il suo beccuccio. (Lo stesso bar regala anche ai clienti i fondi di caffè da usare come ammendante nei vasi e negli orti).

Mentre stavamo decidendo di presentare questa esperienza come notizia ci siano accorti che la stessa cosa la sta facendo, da quasi un anno, anche la storica "piola" Ranzini in via Porta Palatina a Torino.

In entrambi i casi la riduzione dei rifiuti si accompagna con una scelta di risparmio economico. Lo zucchero in bustine costa al barista di più che le scatole di zucchero. ( Indicativamente, 2,5 euro al kilo lo zucchero in bustine, 1 euro al kilo con le scatole.)
Per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti si possono fare facili stime. Quasi sempre l'utente non usa tutto lo zucchero di una bustina. questo zucchero avanzato non viene riutilizzato ne è riciclabile, va a aumentare i rifiuti. In teoria la bustina spezzata e svuotata potrebbe andare nella differenziata della carta, ma chi ha la pazienza di separarla dallo zucchero? Quindi
non solo si utilizza inutilmente carta ma non la si ricicla.

Quante bustine di zucchero si usano al giorno in Italia solo per i caffè, solo nei bar? Due milioni?


fonte: www.ecodallecitta.it