Il report “State of the Climate in 2014" conferma che lo scorso anno è stato il più caldo da quando si registrano le temperature. I principali indicatori continuano a segnare nuovi record. La concentrazione atmosferica media della CO2 nel 2014 è arrivata a 397,2 ppm. Era a 354 nel 1990.
Il 2014 è stato per la Terra l'anno più caldo
da quando si tengono registri delle temperature. I principali
indicatori del clima in mutamento della Terra continuano a riflettere le
tendenze di un pianeta che si sta riscaldando con alcuni marcatori come
quelli relativi all'aumento delle temperature della superficie della
terra e degli oceani, dei livelli del mare e dei gas serra che fanno
segnare nuovi record.
La conferma arriva dal report “State of the Climate in 2014”
(da questo link report completo e infografica), pubblicato ieri dalla
American meteorological society (Ams) e compilato dal Center for weather
and climate at the national centers for environmental information del
Noaa, la National oceanic and atmospheric administration, agenzia
ambientale e meteorologica degli Stati Uniti. Il rapporto è stato
realizzato con il contributo di 413 scienziati da 58 Paesi di tutto il mondo.
“La varietà degli indicatori ci mostra come il nostro clima stia cambiando, non solo nella temperatura ma nelle profondità degli oceani fino all’atmosfera esterna”, ha spiegato Thomas R. Karl, direttore del National centers for environmental information del Noaa.
I gas serra
continuano ad aumentare e le principali concentrazioni di gas a effetto
serra, tra cui anidride carbonica, metano e protossido di azoto, hanno
continuato a salire nel corso del 2014, ancora una volta, raggiungendo
valori storici elevati. La concentrazione atmosferica della CO2 nel 2014 è salita di 1,9 parti per milione (ppm), raggiungendo una media globale di 397,2 ppm
nell’anno, da paragonare alla media di 354 ppm del 1990, quando fu
pubblicato per la prima volta il rapporto, cioè 25 anni fa (vedi grafico
qui in basso).
Temperature record rilevate in prossimità della superficie terrestre:
la media globale della superficie terrestre per il 2014 è stata
superiore di 0,27-0,29 °C rispetto alla media del periodo 1981–2010.
Quattro set di dati globali indipendenti hanno dimostrato che il 2014 è
stato l’anno più caldo mai registrato. Il calore era diffuso in tutte le
aree del territorio. L’Europa ha registrato il suo anno più caldo di sempre, con più di 20 Paesi che hanno superato i loro precedenti record. L’Africa è
stata sopra la media delle temperature per tutto il 2014, mentre
l’Australia ha visto il suo terzo anno più caldo, il Messico il suo più
caldo di sempre, Argentina e Uruguay il secondo. La parte orientale del Nordamerica è stata l’unica macroregione a sperimentare temperature annuali sotto la media.
Il livello dei mari globalmente è ad altezze record:
il livello medio globale dei mari è salito (grafico sotto) fino a un
record tenendosi al passo con la crescita rilevata negli ultimi 20 anni.
Le temperature di superficie dei mari sono a livelli da record: la
temperatura media globale registrata nel 2014 è la più alta di sempre.
Il
calore si è notato particolarmente nel Pacifico settentrionale. Gli
oceani assorbono oltre il 90% del calore eccessivo della Terra causato
dai gas serra, e anche per questo i cicloni tropicali sono sopra la
media ovunque, segnala il rapporto. Ci sono stati 91 cicloni tropicali nel 2014,
numero ben al di sopra della media 1981-2010 di 82 tempeste. Le 22
tempeste nel Pacifico Orientale e Centrale sono state le più numerose
che sia siano verificate nel bacino dal 1992. In maniera simile al 2013,
la stagione nel Nord Atlantico è risultata più tranquilla rispetto a
quasi tutti gli anni degli ultimi due decenni, almeno per quanto
riguarda il numero delle tempeste.
L’Artico ha continuato a riscaldarsi, e l’estensione del ghiaccio è rimasta ridotta;
quest’area ha sperimentato il suo quarto anno più caldo dall’inizio
delle rilevazioni nel 20esimo secolo. Lo scioglimento delle nevi artiche
si è verificato con 20-30 giorni di anticipo rispetto alla media
1998-2010. Sulla North Slope dell’Alaska si sono registrate temperature
da record a profondità di 20 metri in quattro dei cinque osservatori del
permafrost. L’estensione minima del ghiaccio marino artico ha raggiunto
1,94 milioni di miglia quadrate il 17 settembre, la sesta più bassa tra
le osservazioni satellitari iniziate nel 1979. Gli otto ‘minimi’ nelle
estensioni di ghiaccio marino durante questo periodo si sono verificati
negli ultimi otto anni.
fonte: http://www.qualenergia.it