Parma
è agli onori della cronaca nazionale per il suo sistema di raccolta
differenziata.
E'
la prima città di queste dimensioni che sia riuscita ad applicare il
porta a porta in tutto il suo territorio, e da luglio anche la
tariffazione puntuale.
Un
percorso diritto, veloce, convinto, verso rifiuti zero, scarti zero,
verso il riciclo totale dei materiali.
Un
percorso che ha nomi e cognomi.
Quello
di Gabriele Folli, assessore di Parma all'ambiente, quello di grandi
esperti del settore, come Rossano Ercolini, Roberto Cavallo, Enzo
Favoino, Raphael Rossi, Mariella Maffini, Walter Ganapini.
Hanno
tracciato la strada, quella giusta.
Siamo
così al top in Italia e forse anche oltre, la città presa ad
esempio dalle altre comunità, onore non da poco.
Ma
c'è chi vuole raccogliere firme contro questo sistema, contro la
raccolta differenziata, perché la città è sporca.
Diamo
per scontato che tutti siano d'accordo che si debba migliorare sempre
di più.
Colpire
i furbetti e i maleducati, innalzare l'asticella il più possibile.
Perché
i rifiuti devono diventare solo un brutto ricordo.
Ma
tornare indietro no, all'età della pietra preferiamo l'oggi.
Un
consigliere di minoranza possiede una ricetta.
Naturalmente
non la espone agli incontri organizzati appositamente per raccogliere
suggerimenti, perché lui non si è mai scomodato.
Ha
la scienza infusa e la conferenza stampa gli è più congeniale.
Il
nostro in campagna elettorale si era manifestato abbastanza contro
l'inceneritore, anche se in giacca e cravatta per non creare
eccessivo scompiglio.
Ora
sembra quasi che preferisca il grande rogo di Ugozzolo a qualche
sacchetto abbandonato qua e là.
Scambierebbe
volentieri i 144 mila metri cubi all'ora di aria sporca per qualche
marciapiede meno ingombro.
Noi
invece siamo degli inguaribili sostenitori del contrario.
Siamo
convinti che il residuo rappresenti un errore di progettazione e che
gli errori vadano sanati, non nascosti in una caldaia e sparati in
cielo come gas venefici.
Nulla
va bruciato, perché la combustione equivale alla morte dei
materiali, con tutto l'enorme spreco che ne consegue.
Noi
invece vogliamo ridonare vita a quegli scarti, perché anche se
stropicciati rimangono ciò che erano in origine: plastica, carta,
metallo, organico.
La
raccolta differenziata è vita, l'inceneritore è morte.
La
raccolta differenziata non può essere merce di battaglia politica.
E'
una battaglia di civiltà.
Non
c'è spazzatura di destra o di sinistra.
La
ricetta vincente è una sola e il suo nome è porta a porta.
Chi
è contro stima i gamberi, noi preferiamo la gazzella, o la
bicicletta, e pedaliamo avanti.
fonte: http://aldocaffagnini.blogspot.it
