Fotovoltaico, perovskite: recupero dei costi a tempi record ma impatto ambientale eccessivo



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Gli scienziati della Northwestern University e il Dipartimento Usa dell’Energia non hanno dubbi: le celle solari con perovskite – una delle tecnologie più promettenti degli ultimi anni – consentono un recupero dell’investimento 10 volte più veloce rispetto alle celle tradizionali in silicio.


La ricerca conferma che, eliminati i dubbi sulla longevità di queste celle, il fotovoltaico potrà essere davvero economico e avere ancora meno impatto sull’ambiente. Il fatto è che, al momento, si parla del solare come di una fonte pulita ma è complicato stimare l’impatto delle componenti con precisione a livello di carbon footprint.
Si risparmiano emissioni – anche questo è chiaro – ma occorre valutare non solo la fase in cui un pannello è installato e funziona; occorre valutare l’impatto ambientale in fase di produzione, riparazione, manutenzione e smaltimento.

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Nel frattempo, lo studio in questione ha fatto emergere che le celle a perovskite hanno un EPBT - energy payback time - di soli 2-3 mesi. Non solo è molto meglio rispetto alle celle in silicio, ma è meglio rispetto a qualsiasi altro tipo di celle disponibili. 
Le celle a perovskite sono la tecnologia che sta crescendo di più. Non sono la soluzione migliore al momento in quanto a conversione luce-energia (ma comunque sono molto vantaggiose in termini di efficienza), ma sono economiche e, mentre la tecnologia si evolve, sicuramente si faranno strada sul mercato. Anche il costo energetico per produrle è relativamente basso, non servono peraltro nemmeno macchine o strumenti complicati.
In particolare, lo studio prende in esame 2 tipi diversi di celle a perovskite. I materiali grezzi rappresentano l’80% del consumo di energia primario per la costruzione effettiva del pannello, quindi scegliere materiali idonei può consentire un risparmio notevole di energia, abbattendo ulteriormente i costi.
In questo caso, uno dei problemi più discussi è proprio quello di evitare materiali tossici o molto inquinanti; l’oro, ad esempio, è molto problematico perché la sua estrazione e lavorazione comporta un impatto ambientale notevole. In altre parole, al momento occorre trovare la soluzione al fatto che queste celle abbiano vita breve, una condizione che fa lievitare l’impatto ambientale, in rapporto alle celle in silicio che durano una ventina di anni.

fonte: http://www.greenbiz.it