Esso se approvato non solo riclassificherebbe
l’incenerimento come “attività di recupero” (anzichè di smaltimento) ma
vorrebbe imporre nuovi impianti di incenerimento addirittura non
previsti dai Piani regionali e una miriade di “ristrutturazioni” di
impianti obsoleti allo scopo di bruciare rifiuti da tutta Italia. Non
solo incredibilmente il Governo invece di impegnarsi a promuovere a
favore di UN PIANO NAZIONALE DEL RICICLO E DELLA RIPARAZIONE-RIUSO
(ed anche con la reintroduzione del vuoto a rendere) che darebbe
lavoro a centinaia di migliaia di persone (pensiamo tra tutte le
operazioni necessarie a quella di estrazione di metalli preziosi dai
Rifiuti elettrici ed elettronici!) ancora una volta con
l’accoppiata Renzi-Galletti si sdraia ai piedi della lobby degli
inceneritori e delle fameliche multiutilities.
Se questo tentativo passasse si brucerebbe la opportunità di estendere sempre più le buone pratiche verso Rifiuti Zero
decisive non solo per la tutela sanitaria ed ambientale delle comunità e
dei territori ma addirittura per la nostra economia assolutamente
bisognosa delle materie prime-seconde contenute nei rifiuti. Insomma, se il tentativo dovesse andare a buon fine significherebbe bruciare in un sistema già di per sé costosissimo ed inquinante
(pagato dalle bollette dei cittadini) risorse che rappresentano una
ricchezza economica in grado di connettere rispetto ambientale con
promozione di impresa locale e tantissimi posti di lavoro.
L’altro effetto collaterale di tale “incursione piratesca”
sarebbe quello di trasformare in carta straccia i Piani regionali con
una deregulation incontrollabile dei conferimenti da fuori Regione. Il
paradosso sarebbe quello di Regioni che puntano sulle buone pratiche
(e per fortuna ce ne sono) e che già fanno registrare obiettivi
superiori al 60%-70% di RD (e che magari prevedono obiettivi superiori
al 70-75% oltre a piani di prevenzione dei rifiuti) costrette ad accogliere rifiuti da tutta Italia magari da Regioni arretrate e impermeabili alle buone pratiche.
Non parliamo poi dei cittadini: da un lato
impegnatissimi a ridurre e riciclare i loro scarti e dall’altro
costretti a subire l’inquinamento di chi ancora questo sforzo non lo sta
facendo. ALTRO CHE SBLOCCA ITALIA! ORA OCCORRE UNO SBLOCCA CERVELLI
che chiuda con questo ennesimo regalo alle multiutilities e con
l’incenerimento per marciare verso UN CICLO ECONOMICO BASATO SUL
CONTRASTO A TUTTI GLI SPRECHI E SULL’EFFICIENZA (non vogliamo più
l’industria sporca ed assistita!).
Per questo un ampio cartello di forze locali e regionali con il PIENO SOSTEGNO DI ZERO WASTE ITALY HA PROMOSSO PER IL 7-8-9 SETTEMBRE MOBILITAZIONI TERRITORIALI
da svolgersi preferibilmente di fronte ai palazzi regionali in modo da
chiedere alle Regioni di non firmare questo atto di prepotenza
avvelenato ed autoritario (si brucerebbe non solo la democrazia dei
territori ma anche quella delle autonomie locali).
Nei prossimi giorni forniremo maggiori
dettagli ma già da ora è disponibile un documento di “Osservazioni”
curato da Enzo Favoino coordinatore scientifico di Zero Waste Europe e
di Zero Waste Italy da divulgare al massimo ed altri strumenti (bozze di
comunicati stampa e broshure) da utilizzare da parte dei gruppi che
ulteriormente aderiranno a questa mobilitazione.
INCENERITORI ZERO… RIFIUTI ZERO: INDIETRO NON SI TORNA!
Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e di Zero Waste Italy
fonte: http://www.zerowasteitaly.org