Presuppone che il rifiuto urbano residuo (RUR) debba comunque subire un trattamento termico (incenerimento e combustioni affini). Non c'è NIENTE che attesti un tale obbligo nelle Direttive UE, citate a sproposito, come se una tale strategia scellerata fosse imposta dall’Unione Europea
Ignora l’esistenza di scenari operativi alternativi, come impianti a freddo con recupero di materia, "Fabbriche dei Materiali", praticabili e praticati, che si stanno diffondendo nelle programmazioni locali in molte parti d'Italia, in quanto costano molto meno (da un quinto ad un decimo), si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano e quindi non provocano danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla; questi impianti separatori di materia chiudono il ciclo in modo sostenibile, a valle di una raccolta porta a porta con tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti e non ai metri quadri dell’abitazione). ·
Non prende in considerazione l’incremento di riciclo attualmente in discussione a livello UE, sulla "Economia Circolare": aumento degli obiettivi di recupero materia (70% rispetto all'attuale 50%), che presuppone elevate percentuali di RD, compreso l’organico, di ottima qualità; questo comporterebbe in Liguria circa 200 mila posti di lavoro in più.
Nessuno Ministro, in nessun Paese UE, era mai arrivato ad individuare un obbligo di incenerimento. Galletti, Ministro della Tutela del Territorio e del Mare, mal consigliato, trasforma impianti di smaltimento costosi e dannosi per la salute, in infrastrutture strategiche per la Difesa dell’Ambiente, con decisioni avocate al Governo statale e sottratte in modo illegittimo alla competenza delle Regioni.
Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti
fonte: http://www.savonanews.it