Fabbrica del Riciclo, niente si butta e si crea anche il lavoro

Al via la nuova gestione del centro di raccolta e trasformazione Amiu da parte della Comunità San Benedetto al Porto

Fabbrica del Riciclo, niente si butta e si crea anche il lavoro

L’hashtag è #FdRiciclo: l’ha lanciato Amiu (che in versione Twitter è @AmiuGenova) ed è qui che si trovano proposte e occasioni direttamente della Fabbrica del Ricilo. Cha da oggi ha una nuova vita: a gestirla sarà ora la Comunità di San Benedetto al Porto, che ha fatto festa nel capannone di Campi (via Greto di Cortigiano 10) colorandolo degli striscioni coi volti di don Gallo e Fabrizio De Andrè, e poi la grande scritta «Restiamo umani».

E’ qui, in questo capannone dove Amiu conferisce mobili e oggetti, ancora in ottimo stato, recuperati dalle isole ecologiche della città e dalla raccolta dei rifiuti ingombranti a domicilio, che gli arredi iniziano la loro seconda vita. Trasformandosi anche, da oggi,  in borse lavoro, e dunque opportunità di futuro, per i ragazzi della Comunità di San Benedetto al Porto che i mobili li restaurano e rivendono.

«La nostra è una nuova gestione di questo bello spazio, con l’ottica di tenerlo più aperto che in passato, ovvero il primo e terzo sabato del mese dalle 9 alle 17», spiega Domenico Chionetti della Comunità. Qui si trova di tutto: da un tavolo di legno di antiquariato a 50 euro, alla credenza a 100 euro, fino a sedie, vasi, libri, culle, divani. «L’offerta è libera a partire dal prezzo base», continua Chionetti. Che per questo progetto pensa a un futuro in grande: «L’idea è di aprire, nel 2016, una bottega del vintage in centro, per portare la “fabbrica’’ in città. Per ora si inizia rendendo fruibile questo spazio, rimettendo in funzione il suo laboratorio di restauro e offrendo agli ospiti della comunità un inserimento lavorativo, creando quindi posti di lavoro».

E si parte con “call’’, un appello, sui giocattoli: «Iniziamo un raccolta straordinaria, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18, in via San Benedetto 12 e via Buozzi 17  - conclude Chionetti - Il ricavato delle vendite andrà a rotazione, ogni due mesi, a diverse associazioni: partendo da La Piuma onlus, che gestisce comunità per minori».

Per il resto, le regole della fabbrica del riciclo sono quelle di sempre: non si possono portare qui oggetti, si può solo venire a comprarli.


fonte: http://genova.repubblica.it/