Una volta prodotto, l’idrogeno eolico servirà per alimentare le celle a combustibile di alcuni carrelli elevatori
Che Toyota Motor abbia il pallino dell‘idrogeno
è noto ormai da tempo. Per il gigante nipponico il futuro energetico
passa anche e soprattutto per questo vettore energetico, in cui non ha
mai smesso di investire e sperimentare. Le ultime attenzioni del gruppo
sono tutte riservate alla sostenibilità della filiera, delicato aspetto su cui si riversano le maggiori critiche per questo combustibile.
Il problema è: se per produrre
l’idrogeno dobbiamo spendere energia, come possiamo garantire che la sua
generazione si pulita e conveniente? Per la Toyota la risposta è
nell’energia del vento. Per questo, come già annunciato a settembre 2015 da Rinnovabili.it, la società ha avviato un progetto sperimentale in patria per una produzione a zero emissioni.
In partnership con le amministrazioni cittadine di Yokohama e Kawasaki, il gruppo sfrutterà l’elettricità prodotta dalla centrale eolica di Hama ala
per l’elettrolisi dell’acqua in ossigeno e idrogeno; quest’ultimo verrà
quindi compresso e trasportato ad alcuni siti di destinazione – una
fabbrica, un mercato di frutta e due magazzini – per alimentare dodici
carrelli elevatori a fuel cell.
Al progetto hanno aderito anche il
governo della prefettura di Kanagawa, la società di elettronica Toshiba
Corp. e il fornitore Iwatani Corp. La società ha spiegato che con la
fornitura di idrogeno low carbon prevede di “ridurre le emissioni di CO2
dei carrelli elevatori di almeno l’80% rispetto ad un
approvvigionamento basata sulla benzina o attraverso la rete elettrica”.
L’obiettivo del progetto è quello di creare una catena di rifornimento
H2, indagando i costi e valutando nel dettaglio le riduzioni potenziali
di CO2 che possono essere raggiunte.
La nuova sperimentazione si allinea con
il piano commerciale che il colosso giapponese ha presentato lo scorso
autunno e il cui obiettivo è portare sul mercato 30mila veicoli a
idrogeno e 1,5 milioni di auto ibride entro il 2020. In più si
concentrerà su una piccola produzione di bus, sempre a fuel cell, entro
il 2017. Ma non solo. Il piano industriale di Toyota prevede anche di
azzerare, o per lo meno di andarci il più vicino possibile, le emissioni di CO2 generate dalle proprie fabbriche entro il 2050.
Per raggiungere l’obiettivo, la società punterà sull’impiego di fonti
rinnovabili procedendo attraverso più fasi principali: un primo
dimezzamento della CO2 rispetto a valori del 2001 da raggiungere entro
il 2020 e un ulteriore taglio del 33% per il 2030, per arrivare ad oltre
il 90% entro la fine del 2050.
fonte: www.rinnovabili.it