Intervista a Enzo Favoino Fonte: Lets do it world
Enzo Favoino è il coordinatore scientifico di #ZeroWaste Europe e membro del Consiglio di ZWIA; presiede il Comitato Scientifico di #RifiutiZero Italia. Enzo è spesso coinvolto in qualità di esperto in sondaggi e programmi di ricerca sulla gestione sostenibile delle risorse e dei rigetti promosso dall'UE, e ora ha unito la sua esperienza ambientale con la sua passione per il nuoto, con conseguente l'iniziativa #EcoSwims.
Il prossimo Eco-nuoto si svolge in Sicilia, Isola delle Femmine (nei pressi di Palermo) 7-9 Ottobre.
Abbiamo deciso di saperne di più circa l'iniziativa e il nuotatore appassionato dietro di esso.
Come ti è venuta l'idea di questo progetto? Per me (anche) sembra che connettere le persone in luoghi che necessitano di protezione da quelle stesse persone è la cosa più organica da fare. Dimmi un po' di più su come è nata l'iniziativa. Inoltre - chi sono i tuoi partner, come sei riuscito a coinvolgere le persone che vogliono partecipare? Enzo: "Questo è fondamentalmente un modo di coniugare le mie due più grandi passioni: la sostenibilità ambientale e l'amore per il nuoto in acque libere." "La prima riguarda il mio lavoro e il mio continuo impegno nella gestione sostenibile dei rigetti in mare e delle strategie "Zero Rifiuti". Lavorando presso la Scuola Agraria del Parco di Monza (un centro RST senza scopo di lucro) sono diventato un promotore precoce della raccolta differenziata in tutta Europa, uno dei fondatori della rete europea #Compost. Attualmente collaboro con l'Associazione Rifiuti Zero in Europa come coordinatore scientifico." "Invece la mia passione è per il nuoto: sono un nuotatore in acque libere, mi alleno regolarmente nei laghi e nei mari (una volta alla settimana nuoto tra i 5 e i 10 km, anche se mi capita di nuotare per distanze maggiori, infatti pochi giorni fa abbiamo fatto 21 km in un canale che scorre attraverso Milano). A volte nuoto in acque libere anche in inverno, detto anche il "nuoto di ghiaccio" - una pratica abbastanza popolare in Estonia! Infatti a Tallinn, nel febbraio del 2016, ero una delle sette persone che hanno osato fare il bagno 1000 mt nel "Pirita Open" a 0,5°C." "Quindi, mi sembrava una cosa "logica" cercare di unire le mie due passioni a favore di una buona causa. La sostenibilità ambientale e la lotta per mantenere pulite le acque degli oceani. Inoltre, mi sono detto, il nuoto può aiutare le nostre campagne ambientali, se si riesce ad ottenere una certa attenzione dai media." "Con Eco-nuota, possiamo attirare l'attenzione dei media ai problemi di inquinamento delle spiagge, ma anche sulla necessità di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla importanza della #raccolta #differenziata." "Inoltre, nuotare tra i ghiacci, oltre ad avere un grande impatto mediatico sull'opinione pubblica (immaginate nuotare 1 Km in acque dove la maggior parte della gente non sarebbe in grado neanche di fare un tuffo veloce...) avrebbe anche lo scopo di sensibilizzare i cittadini sui cambiamenti climatici, la necessità di una lotta globale al riscaldamento e sui programmi di Zero rifiuti che possono aiutare in questo senso (sappiamo che a massimizzando il riciclo e la riduzione dei rifiuti, riduciamo al minimo anche i gas serra). Per questo, con alcuni colleghi di Rifiuti Zero provenienti dal Sud America, abbiamo creato lo slogan "Be cool, keep it cold!" con il suo relativo marchio." "Guardando il quadro generale, sembra che collegare il nuoto in acque aperte e la lotta ai rifiuti sulle coste, sta diventando una iniziativa sempre più promettente. Avrete notato, per esempio, quello che hanno fatto a Mumbai con il #cleanup sulla spiaggia che ha avuto Lewis Pugh, un altro nuotatore in acque libere, come testimonial della tutela ambientale di mari e laghi." "Quindi, cercherò anche io di contattare altri nuotatori famosi e sponsor (tra cui Lewis) per eventuali iniziative di co-branding collegate." "Anche Charles Moore, "Capitano Moore", è riuscito ad attirare l'attenzione mondiale sulla enorme isola di plastica nell'Oceano Pacifico, l'anno scorso con il "Rifiuti Zero Dream Team Tour". Questa potrebbe essere un'altra potente partnership per la reciproca promozione delle #econuotate, #cleanup e la protezione dell'ambiente marino." Che dire degli ostacoli? Ne hai incontrato qualcuno? "Nessuno troppo grande, per il momento, a parte la difficoltà di ottenere visibilità, attraverso i media, per informare e coinvolgere il maggior numero di persone." "L'assenza di ostacoli forse è dovuta al fatto che finora abbiamo avuto una organizzazione bottom-up degli eventi, senza necessità di finanziamenti o sostegno di alcun tipo da parte delle istituzioni centrali. Al momento abbiamo ricevuto solo il patrocinio e qualche aiuto organizzativo dai comuni locali interessati dall'iniziativa. Inoltre sfruttiamo le opportunità offerte da altri eventi concomitanti, ad esempio, una conferenza a cui dovrò partecipare, in modo da ammortizzare i costi extra per il volo e l'alloggio. Poi abbiamo semplicemente definito il percorso di nuoto, inviamo comunicati stampa ai media per annunciare la Eco-nuotata, per cercare di ottenere una copertura. Poi usiamo i social network per promuovere l'iniziativa. Per fortuna, posso utilizzare il mio ruolo nella Associazione Rifiuti Zero e nelle reti di ONG connesse in quella zona, per coinvolgere il maggior numero possibile di persone e creare un effetto moltiplicatore e raggiungere anche i loro contatti." "Questa semplice strategia ci consente di restare liberi di gestire il programma e coerenti con il messaggio che vogliamo far passare, oltre a semplificare notevolmente l'organizzazione. Inutile dire che mi auguro che questo progetto cresca nel tempo e sia in grado di attirare sempre più l'attenzione. Da qui si parte, ma vorremmo crescere organizzando eventi sempre più grandi, magari anche in altre località, in Italia e nel mondo, in questo caso - perché no? - Un ministero o una regione potrebbe prendere in considerazione il bilancio per le spese accessorie (ad esempio fornendo strumenti per le persone che fanno il clean-up sulle spiagge, a copertura dei costi di trasporto o delle tasse per le barche di appoggio), ma vedremo in futuro." "Una cosa mi interessa molto precisare: questi eventi sono progettati per essere aperti a tutti. Ogni persona si deve sentire importante. Anche le distanze sono studiate per essere praticabili da più persone possibili. 10 km sono fuori portata per la maggior parte dei nuotatori indoor (molti possono essere intimoriti dal mare, cioè dalla profondità delle acque, dalle onde, dalle correnti, dalle meduse, ecc...) per questo sono previsti diversi percorsi, con distanze ridotte, oppure addirittura solo per l'ultimo chilometro! In questo modo si rendere più gioioso e coinvolgente l'arrivo (anche per i media che decideranno di trasmettere l'evento). Anche le "Ice swims" (1 km in acque gelide!), si possono fare con la muta, solo per condividere il lieto evento. Ci sono diversi modi per sentirsi parte dell'evento e di un progetto - perché si va tutti nella stessa direzione." Programma delle Eco-nuotare in Sicilia, Isola delle Femmine: 7 ottobre, Eco-nuotare: nuotata di 9 km attraverso il Golfo di Carini, mentre, sulla riva, squadre di volontari effettueranno le bonifiche dells spiaggia e sensibilizzeranno l'opinione pubblica sulla raccolta differenziata. 8 ottobre, Workshop: conferenza sulle strategie Zero rifiuti nelle zone turistiche L'evento vedrà la partecipazione di esperti di fama nazionale ed internazionale nel campo della raccolta differenziata tra cui Enzo Favoino, Walter Giacetti e Salvatore Genova. 9 ottobre, trekking: nella zona naturale protetta del Bioparco di Sicilia