Lo studio condotto dall’Università di Stanford sulle possibilità di una società di rinnovabili al 100% (pubblicato solo qualche giorno fa da Rinnovabili.it) metteva diversi puntini sulle “i”. Gli autori spiegavano le potenzialità ma soprattutto i benefici per ben 139 Paesi nel passaggio ad un futuro all’insegna di vento, sole e acqua. Benefici come la creazione di nuovi posti di lavoro, riduzione delle emissioni, calo dei costi energetici e minori spese sanitarie.
Nel pool di nazioni prese in esame appariva anche l’Italia a cui oggi l’Anev
dedica un’attenzione particolare. In una nota stampa l’associazione dei
produttori di energia eolica italiana, punta i riflettori sui dati
nazionali emersi nello studio e in particolare sui risulti che
comporterebbe la realizzazione di scenario di rinnovabili al 100%. Nel report, tale opzione è identificata come scenario “Wws”, acronimo di “wind, water and sunlight”, da contrapporre al cosiddetto “business-as-usual” (Bau).
Quello che emerge per il nostro Paese è ovviamente in linea con i risulti generali: raggiungere l’obiettivo 100% rinnovabili è possibile ed economicamente conveniente.
A livello nazionale, i ricercatori stimano un carico di domanda
complessivo al 2050 di 240,5 GW nello scenario Bau, derivante per il
33,3% dal settore trasporti, 25,8% dal residenziale, 25,7%
dall’industria, 13,5% dal terziario e 1,7% da agricoltura e pesca. Se
fosse invece raggiunto il Wws, il carico non supererebbe i 134,9 GW
(-43,9% rispetto al Bau), con residenziale al 32,3%, industria (25,5%),
trasporti (20,4%), terziario (19,2%) e agricoltura e pesca (2,5%).
Inoltre il costo dell’energia (Lcoe)
in Italia scenderebbe, passando dai 9,68 cent $/kWh nel 2013 (circa 8
centesimi di euro) a 7,66 cent $/kWh nel 2050. Questo permetterebbe un
risparmio procapite di 321 € l’anno, che sale a 6.500 € l’anno
considerando anche i minori costi climatici e sanitari legati
all’inquinamento. In uno scenario di questo tipo, il Belpaese potrebbe
evitare al 2050 fino a 46.543 morti premature all’anno per
inquinamento (scenario medio 20.577 decessi evitati) e creare 485.857
nuovi posti di lavoro (al netto dei 164.419 persi nel settore dei
fossili).
fonte: www.rinnovabili.it