mercoledì 26 settembre 2018

Idrogeno sostenibile, l’Unione Europea inizia a fare sul serio?

In occasione del pre-Consiglio sull’energia l’Austria lancia l’Hydrogen Initiative e ottiene il consenso di altri 24 Stati Membri, Italia inclusa. Crippa: “Interessante per gestire le rinnovabili quando c’è un eccesso di produzione”






















Rendere l’idrogeno sostenibile vettore della decarbonizzazione europea. Di questa opzione si è discusso ieri e oggi a Linz, in Austria fra esponenti della politica europea e big dell’industria. La città ha fatto da palco a due eventi d’alto livello, dal pre-Consiglio dell’UE sull’energia alla conferenza “Charge for Change: tecnologie innovative per le industrie ad alta intensità energetica”. Appuntamenti differenti che hanno tuttavia acceso i riflettori sul ruolo e le potenzialità dell’idrogeno sostenibile all’interno del sistema energetico del vecchio Continente. La stessa scelta della città non è stato un caso: a Linz è nato, infatti, il più grande impianto di produzione verde per questo vettore 

E l’Austria, a cui spetta fino alla fine di dicembre 2018 la presidenza del Consiglio dell’UE, è fortemente intenzionata a fare entrare questo tema nel programma energetico comunitario. Anche per questo motivo la nazione ha presentato l’Hydrogen Initiative, strategia per massimizzarne il potenziale tecnologico all’interno dei confini comunitari. “In questa iniziativa, – spiega Elisabeth Köstinger, attuale presidente del Consiglio UE – gli stati firmatari, le organizzazioni e le aziende sono impegnate a proseguire le ricerche e gli investimenti nella produzione e nell’uso dell’idrogeno come tecnologia lungimirante“.

I primi consensi sia da parte degli Stati Membri che dalle aziende non sono tardate ad arrivare. L’Hydrogen Initiative ha raccolto anche il plauso del commissario europeo all’energia Miguel Arias Canete, tra i primi firmatari del documento d’intenti. Nel dettaglio l’iniziativa – non vincolante e approvata finora da 25 nazioni dell’UE – richiede ai governi di aumentare la cooperazione nella ricerca sul potenziale utilizzo del vettore H2 nello stoccaggio di energia, nei trasporti, nell’elettricità e nel riscaldamento. “L’accelerazione verso una rapida attuazione e una più ampia applicazione della tecnologia dell’idrogeno sostenibile è in grado di contribuire alla competitività economica dell’Unione dell’energia”, si legge nel documento.

Per l’Italia era presente il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Davide Crippa che, a margine dell’incontro ministeriale, ha affidato a twitter le sue impressioni “È uno strumento molto importante. […] bisogna lavorare affinchè l’idrogeno possa essere un vettore per accumulare energia e per gestire le rinnovabili quando c’è un eccesso di produzione”Anche il governo italiano sposa dunque l’Hydrogen Initiative ricordando come sia necessario, oggi più che mai, “uno sforzo politico comune” per diffondere sfruttare e diffondere le potenzialità di questa tecnologia. “Il documento che abbiamo appena siglato nasce da questa esigenza – aggiunge Crippa –. Sono fiducioso che l’idrogeno possa fornire un contributo fondamentale alla transizione e che l’Italia possa fare la sua parte con i propri centri di ricerca e le aziende già attive da tempo in questo settore.”

All’ordine del giorno dei Ventotto anche i progressi compiuti sul “Pacchetto Energia pulita”. “La conclusione di questo pacchetto è una priorità chiave della politica energetica della nostra presidenza”, ha aggiunto Köstinger. “La Presidenza bulgara ha svolto un gran lavoro di base con il completamento dei tre dossier sulle energie rinnovabili, l’efficienza energetica e la governance. Ci ha dato dei passi fondamentali, e sono fiducioso che riusciremo a completare questo storico pacchetto”.

fonte: www.rinnovabili.it

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