Ricerca Banca d'Italia: la Tari sfavorisce le famiglie povere e non incentiva un uso più responsabile delle risorse ambientali

E' quanto emerge da uno studio della Banca d'Italia che auspica una modifica della tassazione che invece di considerare la dimensione dell'abitazione (a prescindere dal suo valore) e del nucleo familiare, valuti la produzione dei rifiuti

















La Tari sfavorisce le famiglie povere, non incentiva un uso più responsabile delle risorse ambientali. E' quanto emerge da uno studio della Banca d'Italia che auspica una modifica della tassazione che invece di considerare la dimensione dell'abitazione (a prescindere dal suo valore) e del nucleo familiare, valuti la produzione dei rifiuti. Una modalità che porterebbe anche a una gestione più efficiente dei rifiuti, questione centrale per l'Italia.

La Ta.ri. (tariffa sui rifiuti), sottolinea la ricerca, è attualmente la principale fonte di finanziamento per i Comuni con un gettito di circa 10 miliardi, 1/5 delle entrate complessive degli enti. E come evidenza la ricerca, essa "agisce di fatto come un'imposta patrimoniale, con effetti redistributivi però peculiari poiché la tassa dipende solo dalla dimensione e non dal valore dell'immobile; il prelievo non discrimina adeguatamente fra famiglie in base alla produzione di rifiuti mentre una riconfigurazione in chiave tariffaria, più aderente allo spirito della benefit taxation, porterebbe vantaggi non solo in termini di efficienza dell'assetto di finanza locale e di un utilizzo più consapevole delle risorse ambientali, ma anche sul piano di una più equa ripartizione del carico fiscale". La ricerca ricorda come con l'innovazione tecnologica "si siano sviluppati metodi sempre più accurati per misurare la quantità di rifiuti prodotti da ogni nucleo familiare" diffusi all'estero ma in Italia molto limitati.

fonte: www.ecodallecitta.it