martedì 30 aprile 2019

Quattro modi di tagliare le emissioni di gas serra in crescita della plastica


















È il titolo dell'articolo scritto da Phil McKenna pubblicato su giornale
online InsideClimateNews, trovate il link per leggere l'articolo integrale
dopo la mia sintesi.
Ogni fase del ciclo di vita della plastica, dall'estrazione del combustibile
fossile fino allo smaltimento, produce gas serra; un nuovo studio esamina i
modi per ridurli. Se non si interviene le emissioni di gas serra relative
alla plastica entro metà secolo cresceranno di quasi quattro volte,
diventando responsabili di quasi un sesto delle emissioni globali. Comunque
non tutte le plastiche hanno la stessa impronta di carbonio: questa varia a
seconda di che cosa sono fatte, dalla fonte energetica usata per la loro
produzione e da come vengono smaltite alla fine del loro ciclo di vita. Lo
studio scientifico (accessibile dall'articolo) che viene presentato in
questo articolo ha il titolo "Strategie per ridurre l'impronta globale di
carbonio delle plastiche", i ricercatori hanno calcolato le emissioni del
ciclo di vita di vari tipi di plastiche (dieci plastiche convenzionali
prodotte a partire da combustibili fossili e cinque tipo bio prodotte a
partire da piante) e hanno esaminato modi per ridurre le emissioni di gas
serra totali. In sintesi lo studio conclude che non ci sono soluzioni
magiche, ma combinando quattro approcci diversi, ciascun approccio portato
all'estremo, per il 2050 sarebbe possibile ridurre le emissioni del 93%
rispetto alle emissioni che si avrebbero continuando alla solita maniera
senza agire.

Plastiche prodotte a partire da combustibili fossili: se per produrre questi
tipi di plastiche si usasse energia rinnovabile per il 2050 si potrebbero
dimezzare le emissioni di gas serra rispetto al business alla solita
maniera, ma le emissioni sarebbero comunque circa il doppio di quelle
derivanti da plastiche nel 2015.
Se si aggiungesse un riciclo aggressivo eliminando il ricorso a discariche
ed inceneritori per le plastiche + si aggiungessero sforzi per dimezzare la
crescita della domanda di plastiche si potrebbero ulteriormente abbassare le
emissioni di gas serra a livello grosso modo uguale a quello del 2015.

Plastiche prodotte a partire da piante: qui sarebbe possibile ridurre ancora
di più le emissioni di gas serra, la combinazione più efficace secondo i
ricercatori sarebbe produrre plastica a partire da una pianta, in questo
caso canna da zucchero, usare energia 100% rinnovabile per la produzione,
riciclare tutte le plastiche senza far uso di discariche od inceneritori +
dimezzare la crescita annuale della domanda di plastiche, in teoria in
questo modo nel 2050 si potrebbe arrivare ad una riduzione delle emissioni
di gas serra del 93% rispetto allo scenario business alla solita maniera,
ovvero si potrebbe ottenere una riduzione del 74% rispetto ai livelli del
2015.
I ricercatori riconoscono che le riduzioni suggerite sarebbero di ordine di
grandezza e velocità senza precedenti. Si stima che fino al 2050 ci sarà
una crescita annuale del 4% per l'industria della plastica, nel 2015 meno
dell'1% della plastica prodotta globalmente veniva prodotta a partire da
piante e solo il 18% veniva riciclato. I ricercatori aggiungono che spostare
la produzione di plastiche da petrolio a piante tipo mais o canna da
zucchero richiederebbe un 5% dei terreni coltivabili mettendo sotto
ulteriore pressione la sicurezza di cibo e della risorsa acqua dolce. 
Per essere onesti le strategie che abbiamo esaminato si trovano tra il non
realistico ed il ridicolo lo dice uno dei professori autori dello studio
per spiegare l'immensità della sfida che abbiamo di fronte per ridurre le
nostre emissioni di gas serra.
Nell'articolo vengono citati anche altri due studi(il primo accessibile
dall'articolo stesso), il titolo del primo è: Produzione di metano ed
etilene da plastica nell'ambiente, scrivono che circa il 3 percento dei
rifiuti di plastica prodotti ogni anno finisce negli oceani e che
degradandosi libera in aria metano che è anch'esso un gas serra.
Il terzo studio citato esamina i costi economici di passare alla produzione
di plastiche a partire da piante


Nadia Simonini


Rete Nazionale dei Comitati Rifiuti Zero

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