Plastica europea alle prese con la pandemia

Appena pubblicato il report Plastics - The Facts 2020: prosegue il declino della produzione di materie plastiche nel Vecchio continente, aggravato dall'emergenza sanitaria da Covid-19.








Come ogni anno, PlastcsEurope - federazione dei produttori europei di materie plastiche - ha diffuso il report "Plastics - The Facts" con i numeri del settore riferiti all'anno precedente (in questo caso il 2019). Nell'edizione appena pubblicata, data l'eccezionalità della situazione legata all'emergenza sanitaria, è stata inserita anche una sezione dedicata all'andamento 2020 con una stima degli effetti della pandemia sul settore.

EFFETTO DEL COVID-19 SUL SETTORE. 
Partiamo proprio da questo punto. Con il corollario di lockdown, blocchi e rallentamenti dei commerci internazionali, i primi sei mesi di quest'anno sono stati caratterizzati, nell'Europa a 27, da un forte calo della produzione di materie plastiche (in forma primaria), in parte compensata da un parziale recupero a partire dal mese di giugno, che si prevede continuerà anche nell'ultimo trimestre dell'anno (e, presumibilmente, nel 2021). Recupero che dipenderà dall'andamento dei settori finali, quali automotive e costruzioni.

Ciò non impedirà, comunque, una caduta della produzione europea di materie plastiche stimata per l'intero 2020 in un -8,5% (grafico in alto a destra). Gli analisti prevedono che il riposizionamento della produzione su livelli pre Covid-19 non avverrà prima del 2022.

MENO PLASTICA IN EUROPA. 
Il declino della produzione europea di plastica non è cosa nuova: è iniziata nel 2018 (leggi articolo) ed è proseguita anche l'anno scorso: dalle 64,4 milioni di tonnellate del 2017 si è scesi a 61,8 milioni del 2018 fino ai 57,9 milioni del 2019. Mentre a livello mondiale, il trend si conferma in crescita: 348, 359 fino ai 368 milioni di tonnellate prodotte l'anno scorso. L'Asia ha raggiunto ormai il 51% della produzione globale (la sola Cina vale il 31% el totale), mentre l'Europa conta appena per il 16% e l'area Nafta per il 19%.
Resta comunque in attivo, per 13 miliardi di euro, la bilancia commerciale settoriale.


DOMANDA STABILE (O QUASI). 
La domanda di plastiche da parte dei trasformatori nel 2019 è stata pari a 50,7 milioni di tonnellate, contro i 51,2 milioni dell'anno precedente. L'Italia si conferma al secondo posto in Europa con il 13,8% (13,9% nel 2018), alle spalle della Germania (24,2% vs 24,5 del 2018) e prima della Francia (9,5%). Gli altri tre paesi che trasformano più di 3 milioni di tonnellate di plastica sono Spagna, Regno Unito e Polonia, tutti con unq quota compresa tra il 7 e l'8 percento del totale europeo (vedi grafico a destra).
A livello applicativo, cambia poco: il 39,6% delle plastiche trasformate in Europa va nell’imballaggio, il 20,4% nelle costruzioni e il 9,6% nell'automobile; il resto è suddiviso tra elettrico/elettronico (6,2%), casalinghi, sport e tempo libero (4,1%), agricoltura (3,4%) e altro (16,7%).
Non desta sorprese neanche la distribuzione dei consumi per famiglia polimerica: il polietilene vale il 30% del totale, il polipropilene si ferma al 19,4% e il PVC al 10%. PET e poliuretani contano per il 7,9% ognuno, mentre polistirene ed EPS insieme fanno il 6,2% dei volumi trasformati in Europa.

PIÚ RICICLO, MENO EXPORT. 
Per quanto concerne raccolta e riciclo di plastiche a fine vita, i dati sono riferiti al 2018 e mostrano un recupero pari complessivamente a 29,1 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, a fronte di un crollo di quasi il 40% delle esportazioni extra-UE tra il 2016 e il 2018, soprattutto per il blocco all'import imposto dalla Cina e da altri paesi asiatici.
A riciclo meccanico è stato inviato il 32,5% della plastica recuperata, a recupero energetico il 42,6%, mentre il restante 24,9% è finito in discarica. Va segnalato che tra il 2006 e il 2018 la raccolta è cresciuta del 19%, il riciclo meccanico è raddoppiato (+100%), mentre i volumi destinati a discarica sono scesi del -44%.





Limitando l'analisi ai rifiuti da imballaggio, la raccolta è stata pari a 17,8 milioni di tonnellate, per il 42% riciclato meccanicamente; il 39,5% è stato termovalorizzato, mentre in discarica è finito "solo" il 18,5% dei packaging a fine vita.
Lo studio riporta anche i dati di recupero e riciclo per i mercati di Germania, Italia, Francia, Spagna, Polonia. Olanda e Belgio

Scarica Plastics - the Facts 2020 (PDF)


fonte: www.polimerica.it


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