
Un mare di plastica travolge il primo ministro Boris Johnson. Un'immagine provocatoria quella contenuta nel nuovo spot realizzato da Greenpeace Uk dal titolo Wasteminster. A Downing street disaster per sensibilizzare sul tema dei rifiuti. Realizzato dallo studio creativo Birthplace attraverso la società di produzione Park Village e con la partnership di Method & Madness, il filmato mostra Johnson (raffigurato come una statua di cera) che parla alla nazione dei successi e dell’impegno del Regno Unito in tema di inquinamento, riprendendo frasi realmente pronunciate dal premier e e dall'ex segretario per l'ambiente Michael Gove. Improvvisamente, tonnellate di rifiuti di plastica iniziano a cadere dal cielo e invadono Westminster.
«La più grande discarica di plastica d'Europa è in Turchia»
«Ogni giorno — denuncia l'associazione ambientalista — il Regno Unito spedisce 1.800 tonnellate di rifiuti in plastica, ovvero 688mila tonnellate all’anno in altri Paesi nel sud-est del mondo, primi tra tutti Turchia e Malesia, causando un’emergenza sanitaria per la popolazione locale e inquinando gli oceani». Proprio pochi giorni fa Greenpeace UK aveva confermato nel suo ultimo rapporto (qui il report completo) come la maggior parte dei rifiuti in plastica, una risorsa che andrebbe valorizzata, vengano invece esportati in Paesi dove vengono inceneriti, producendo inquinamento. Secondo lo studio, il Regno Unito è il Paese che produce più plastica pro capite al mondo. «Ogni giorno circa 241 camion di rifiuti di plastica arrivano in Turchia da tutta Europa. Per quanto possiamo vedere dai dati, continuiamo a essere la più grande discarica di rifiuti di plastica in Europa», ha affermato Nihan Temiz Ataş, responsabile dei progetti di biodiversità di Greenpeace Mediterraneo, con sede in Turchia.
«Stop al monouso»
Un problema che coinvolge anche l'Italia e altri Paesi, che «continuano a inviare ingenti quantità di materie plastiche non riciclabili in Turchia e in altre nazioni del Sud del mondo non dotate di impianti adeguati per il trattamento e con norme ambientali non rigorose». Questa è una delle tragiche conseguenze dell'enorme produzione di «plastica monouso che soffoca i mari e il pianeta», spiega Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. «Le grandi multinazionali come Coca Cola, Nestlé e Pepsi — ad esempio — continuano ad alimentare questa crisi e a fare enormi profitti, grazie soprattutto all'inazione dei governi. È il momento, quindi, di dire basta alla plastica monouso»
Rifiuti esportati in modo illegale
Quello dei rifiuti europei ritrovati a migliaia di chilometri di distanza dal luogo d’origine (ed esportati in modo illegale) è un tema più volte denunciato da numerose associazioni. Nel 2020, ad esempio, proprio greenpeace aveva monitorato più di 1.300 tonnellate di rifiuti in plastica spedite illegalmente dall’Italia ad aziende malesi. E questo solo nei primi nove mesi del 2019 quando, su un totale di 65 spedizioni dirette in Malesia, 43 erano state inviate a impianti privi dei permessi per importare e riciclare rifiuti stranieri
fonte: www.corriere.it
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