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Tecnologia di riciclo italiana agli antipodi

Amut è capofila per un impianto chiavi in mano destinato alla selezione e riciclo bottle-to-bottle di PET post-consumo in Australia.











Amut torna in Australia dopo vent'anni per fornire, nello Stato di Victoria, un impianto "chiavi in mano" destinato alla selezione e il riciclo bottle-to-bottle di PET post-consumo, trasformato in scaglie, con una capacità annua di 23.000 tonnellate. Particolarità dell'impianto sono il recupero a monte del materiale contaminante per un successivo riutilizzo, la possibilità di trattare anche lotti di contenitori in PET e vassoi a bassa viscosità e l'attenzione verso i consumi di energia e acqua, quest'ultima preziosa nel continente australiano.

La linea di selezione e lavaggio, che entrerà in funzione l'anno prossimo, prevede un sistema automatico per rimuovere il filo di ferro dalle balle e la tecnologia brevettata dal costruttore novarese per la rimozione a secco di tutte le etichette. Il sistema di selezione automatica, tramite sensori NIR, è in grado di separare dal flusso di rifiuti plastici le bottiglie in poliolefina, quelle di PET colorato, contenitori o vassoi in PET, lattine di alluminio, separati e conservati in appositi bunker per essere in seguito pressati in balle a seconda del loro secondo utilizzo.
Inoltre, per garantire la completa rimozione delle etichette adesive a pressione e della colla a caldo, insieme a tutti i contaminanti organici, l'impianto verrà dotato di un doppio "Friction Washer", anche questo brevettato da Amut.

I progettisti hanno pensato anche al recupero delle chiusure in materiale poliolefinico, grazie alla presenza di due vaschette di separazione, poste prima e dopo i due Friction Washer; dal materiale, asciugato mediante centrifuga, verranno eliminate le etichette residue mediante un sistema di separazione ad aria, prima dello stoccaggio in big bag.

Al fine di contenere la quantità di materiali fini è prevista una seconda macinazione per le scaglie cosiddette oversize, prima del'ingresso nei silos di miscelazione e, successivamente, nel controllo scaglie mediante rivelatori NIR che agiscono su polimero, colore e metallo.

Per Amut si tratta di un ritorno in Oceania: nel 2000, pochi mesi prima dell'apertura dei Giochi Olimpici di Sydney , il costruttore italiano aveva consegnato a Coca Cola Amat il primo impianto al mondo per il riciclo di bottiglie in PET post-consumo, finalizzato alla produzione di rPET grado alimentare.

fonte: www.polimerica.it

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Ferrarelle realizza il suo impianto per il riciclaggio delle proprie bottiglie

Ferrrarelle SpA ha installato un impianto di riciclaggio da bottiglie – a bottiglie nel stabilimento di Presenzano.















“Con il nostro nuovo impianto di riciclaggio, facciamo un ulteriore passo avantinell’atteggiamento ecofriendly perseguito negli ultimi anni”, afferma Pietro Bortone, direttore dello stabilimento Ferrarelle di Presenzano.

“Siamo già impegnati in numerosi progetti internazionali di carattere sociale e culturale, con questo stabilimento Ferrarelle si sta occupando anche del suo territorio aumentando la sua produttività, sostenendo l’occupazione delle persone e riducendo il volume di rifiuti e l’inquinamento”, aggiunge.

Con la tecnologia AMUT, Ferrarelle produrrà fino a 3.000 chilogrammi all’ora di fiocchi riciclati da bottiglie di PET post-consumo adatti all’applicazione alimentare grazie a un processo di ricomposizione.

Nell’impianto, i pallet di bottiglie vengono aperti e inviati a un macinatore industriale, durante il processo un rilevatore esegue una selezione iniziale necessaria a separare le bottiglie dai contaminanti prima della fase di lavaggio. Il sistema consente l’uso di pallet di bottiglie in PET non accuratamente selezionate, anche con quantità considerevoli di materiali non plastici, come residui alimentari.

Le bottiglie in PET vengono convogliate al sistema di prelavaggio e rimuovi etichette, una macchina brevettata che utilizza un processo a secco per rimuovere le etichette ed effettuare una pulizia iniziale. Un processo certificato da AMUT come processo a basso consumo di energia.

Due rivelatori NIR (vicino all’infrarosso) eseguono quindi la separazione dei colori e rimuovono il metallo, per facilitare l’ordinamento finale e purificare ulteriormente il flusso da qualsiasi materiale non PET.

Il prodotto finale sarà un fiocco puro di PET riciclato utilizzabile per forgiare nuove bottiglie Ferrarelle.

“La combinazione di queste macchine consente il trattamento anche in caso di bottiglie altamente inquinate, ottenendo risultati d’eccellenza in termini di qualità e resa del prodotto finale”, afferma AMUT.

fonte: https://www.recyclingpoint.info/