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11 settembre 2020. CIRCE2020: la conferenza conclusiva del progetto





Il prossimo 11 settembre, dalle 9.00 in modalità webinar, si tireranno le somme per il progetto che negli ultimi tre anni ha impegnato i partner partecipanti sul tema dell’economia circolare e sul passaggio da un modello economico lineare ad uno circolare, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Verranno quindi presentati i principali risultati, in particolare i casi pilota, cioè l’applicazione di modelli di economia circolare ad attività economiche presenti nei territori coinvolti, sviluppati da ciascun partner nel corso del progetto.

I casi pilota realizzati in Veneto riguardano, ad esempio, il percolato di discarica che attraverso un processo chimico chiamato strippaggio viene privato dell’ammoniaca, poi trasformata ed utilizzata come fertilizzante in agricoltura. Ancora il biometano, ottenuto dalla purificazione del biogas derivante dalla digestione anaerobica dell’umido della raccolta differenziata, impiegabile come carburante per i veicoli o per l’immissione nella rete distributiva nazionale.

Un punto di arrivo ma anche un punto di partenza con un nuovo approccio funzionale ad un modello di sviluppo in cui l’economia circolare diviene una variabile strategica, una leva del Green new Deal che verrà presentato durante l’evento da un rappresentante della Commissione Europea.

La conclusione del webinar sarà dedicata al tema della ripresa, nell’ottica della sostenibilità e dell’economia circolare, con una sessione dedicata specificamente all’economia circolare declinata in rapporto alla pandemia, al cambiamento climatico, alla dipendenza delle materie prime e al tema della resilienza.

Il meeting sarà in lingua inglese, ma sarà disponibile un servizio di traduzione in italiano.
il programma

Per partecipare all’evento è necessario iscriversi all’indirizzo https://forms.gle/QWkAuVhto5KtcrZN9

Da sempre ARPAV è impegnata in progetti di cooperazione, mettendo a disposizione il know-how e la professionalità dei propri collaboratori in attività di proficuo scambio tra realtà territoriali che insieme collaborano per individuare modalità di prevenzione, protezione e sviluppo sostenibili per l’ambiente.

fonte: https://www.snpambiente.it

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Rifiuti, la commissione parlamentare va a Terni: al centro del viaggio l’inchiesta che vede indagato il sindaco Pd

L’organismo presieduto dal deputato dem Alessandro Bratti in trasferta nella città umbra. Dove Leopoldo Di Girolamo è coinvolto insieme ad altre 19 persone nell’indagine sullo smaltimento del percolato dalla discarica di vocabolo Valle. Mentre rischia di esplodere la questione morale il M5S all’attacco: “Il sindaco risponda degli sprechi generati in danno della comunità”   Rifiuti, la commissione parlamentare va a Terni: al centro del viaggio l’inchiesta che vede indagato il sindaco Pd
L’appuntamento è fissato per oggi. In una delle Regioni “rosse” per eccellenza, l’Umbria. Dove però sembra stia per esplodere la “questione morale”. Uno dei temi più temuti in una zona storicamente considerata come uno dei baluardi dell’integrità della sinistra. A Terni, infatti, si riunirà la Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti presieduta da Alessandro Bratti (Pd). Al centro del viaggio, al quale parteciperanno, oltre allo stesso Bratti, anche i deputati Stefano Vignaroli (M5S), Renata Polverini (Forza Italia), Alberto Zolezzi (M5S) e i senatori Paolo Arrigoni (Lega Nord), Laura Puppato (Pd) e Bartolomeo Pepe (Gal), c’è l’inchiesta della Procura di Terni sullo smaltimento del percolato dalla discarica di vocabolo Valle. Che vede fra gli indagati (oltre ai nove esponenti della vecchia giunta e sette dell’attuale, ai quali si aggiungono tre dirigenti comunali del settore ambiente) anche il sindaco della città umbra, Leopoldo Di Girolamo (Pd). L’accusa è di turbata libertà degli incanti in concorso: i magistrati sostengono che l’amministrazione abbia messo in piedi un artificio per eludere una normativa europea sull’assegnazione dei lavori per lo smaltimento della sostanza, che per sei anni sarebbe avvenuta in modo diretto invece che tramite bando pubblico.

BOTTA E RISPOSTA – Se da una parte il primo cittadino dice di avere “la massima fiducia nell’operato della magistratura”, dall’altra le opposizioni, in primis il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Terni, sono sul piede di guerra. Sarà anche per via della tensione che da tempo cova tra le forze politiche in tutta la regione. E che vede quest’ultima sempre più spesso toccata nel vivo di una delle tradizioni più care, quella della moralità, uno dei capisaldi della sinistra storica. Ma che ora traballa per via di varie inchieste giudiziarie che stanno riempiendo le cronache e che vedono coinvolti importanti esponenti del Pd. Come l’altro ternano eccellente Fabio Paparelli, vicepresidente della giunta regionale guidata da Catiuscia Marini, a processo per via delle stabilizzazioni sospette di personale della Provincia. Oppure imprese importanti come la Gesenu, con una consistente partecipazione pubblica di capitale e che, impegnata anch’essa nella raccolta dei rifiuti, è stata addirittura colpita da una interdittiva antimafia. Elementi che contribuiscono a surriscaldare il clima politico, soprattutto con l’arrivo della commissione d’inchiesta a Terni. Con un altro colpo all’immagine del Pd.
VIGILIA AMARA – “Ancor prima che sul piano giudiziario, il sindaco dovrebbe rispondere dell’odioso e ingentissimo spreco generato in danno della comunità – attacca il consigliere comunale Thomas De Luca (M5S) –. L’installazione di un impianto in loco di trattamento del percolato sarebbe costata da duecento mila a cinquecento mila euro, contro i circa sei milioni bruciati finora con indegna noncuranza: un investimento sano e doveroso che si sarebbe ripagato approssimativamente in un semestre appena”, dice l’esponente 5 Stelle. Che rincara la dose parlando di “un’altra anomalia che contraddistingue questa vicenda”. Ovvero? “La decisione del sindaco e della giunta di sciogliere il Nop, il nucleo anticorruzione del Comune, proprio alla vigilia delle comunicazioni di conclusione delle indagini da parte della magistratura che aveva indagato, a quanto ci risulta, sulla base di segnalazioni dello stesso Nop”, risponde De Luca.
DANNI COLLATERALI – “C’è poi un danno ambientale eventuale – aggiunge il consigliere 5 Stelle –. Nulla sappiamo dell’effettiva tutela dei corpi idrici su cui è stato riversato il percolato, carico di inquinanti. Non sembrano mai stati effettuati esami a valle del trattamento: non escludiamo di aver contaminato qualche ulteriore landa”. Accuse, quelle dei grillini, che hanno dato il via ad un botta e risposta senza esclusione di colpi. E che darà molto lavoro alla commissione in arrivo da Roma. Si tratta della “strumentalizzazione di una vicenda giudiziaria che peraltro è nelle primissime fasi di avviso e che potrebbe concludersi anche a breve”, nonché “un modo di operare che non è rispettoso né del governo della città né dell’operato della magistratura”, ha replicato l’amministrazione comunale. Controreplica del M5S: “Di Girolamo – dice De Luca – verrà audito in qualità di sindaco e di presidente della Provincia ma la delicatezza della sua posizione, dopo la notizia della chiusura delle indagini, risulta inappropriata”. Perciò, conclude, “ci chiediamo come egli possa rappresentare la posizione della collettività in maniera imparziale e chiara, soddisfacendo la necessità di approfondimento della commissione parlamentare sulle immense criticità del sito di interesse nazionale”.

fonte: www.ilfattoquotidiano.it