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Ikea non vende più cannucce di plastica, ma solo nel Regno Unito e in Irlanda. In Italia continua la vendita

















Dal 1° ottobre, Ikea non vende più cannucce di plastica nei negozi del Regno Unito e dell’Irlanda e non le usa neppure nei ristoranti e bistro. Per rendere più visibile la decisione, la compagnia svedese ha esposto l’ultimo esemplare di cannuccia al Museo del Design di Londra, dove ha realizzato un’installazione temporanea, intitolata The Last Straw, invitando i consumatori ad essere più coscienziosi dal punto di vista ambientale.
L’iniziativa in Regno Unito e Irlanda viene presentata come il primo passo che porterà alla rimozione di tutti gli oggetti di plastica monouso in tutti i negozi dei 29 Paesi in cui Ikea è presente. “Il mondo sta cambiando a un ritmo rapido e sono necessarie azioni coraggiose e urgenti per fronteggiare le sfide di sostenibilità che stiamo affrontando. L’inquinamento da plastica è una questione critica da affrontare urgentemente per un futuro più sostenibile ed è qualcosa a cui i nostri clienti e collaboratori sono attivamente interessati”, ha dichiarato Hege Sæbjørnsen, Country Sustainability Manager di Ikea UK e Irlanda. “Rispondendo e agendo rapidamente per rimuovere le cannucce di plastica monouso, speriamo di alimentare l’energia alla base di questo movimento e consentire alle persone di vedere le centinaia di altre piccole azioni che tutti possiamo intraprendere nella nostra vita quotidiana per avere un impatto positivo sul mondo prezioso intorno a noi”.
In Italia, intanto, da Ikea continuano ad essere vendute le confezioni da 200 cannucce multicolori.
fonte: ilfattoalimentare.it

PERCHÉ RINUNCIARE ALLE CANNUCCE DI PLASTICA?










Le cannucce sono letali per la fauna marina
Le cannucce hanno delle ripercussioni sulla fauna e l’ecosistema marino. Non solo entrano nelle narici della tartarughe ma sminuzzandosi in pezzi più piccoli vengono ingerite da uccelli, pesci e mammiferi. Si stima che nel 71% degli uccelli marini e nel 30% delle tartarughe sia stata ritrovata plastica nello stomaco che ne mette a rischio la salute e talvolta ne provoca la morte.

Si usano per pochi minuti e restano nell'ambiente per sempre
In tutto il mondo si utilizzano quotidianamente più di un miliardo di cannucce. Le cannucce si usano per soli 20 minuti ma restano nell’ambiente per sempre. A livello mondiale si producono centinaia di milioni di tonnellate di plastica ogni anno, circa il 50% è “usa e getta” come le cannucce, gli imballaggi e le stoviglie, e il 90% non viene riciclato.


Non si riciclano
Le cannucce non possono essere riciclate perché non riescono ad essere catturate dagli impianti di smaltimento.





Evita la cannuccia, decora il tuo drink con frutta ed erbe aromatiche 
La qualità di un drink non si misura dalla sua decorazione. I cocktail possono essere colorati con frutta ed erbe aromatiche. Tutti gli esercenti, bar e ristoranti dovranno impegnarsi a non distribuire cannucce di plastica ai clienti, a non inserirle automaticamente nelle bevande e a spiegare ai consumatori perché sia importante rinunciare ad usarle per ridurre l’impatto della plastica sull’ambiente.



Utilizza cannucce biodegradabili e compostabili 
Basta un piccolo gesto, eliminare il superfluo e preferire soluzioni più sostenibili per combattere l’impatto dell’inquinamento marino.



Scegli cannucce riutilizzabili di vetro, acciaio e bamboo
A chi ne farà richiesta, per motivi medici o altro, sarà possibile offrire una cannuccia in vetro, acciaio o bambù.
Cosa stai aspettando? Rinuncia alla cannuccia!
 
fonte: http://marevivo.it


Disney rafforza il suo impegno per la protezione dell'ambiente riducendo i rifiuti di plastica

















L'impegno della Walt Disney Company per la gestione ambientale risale a più di 60 anni fa. Walt ha dichiarato: "La conservazione non è compito di poche persone. Questa è una preoccupazione che riguarda tutti noi." Abbiamo preso a cuore questo messaggio e rispettato questo impegno in tutti gli angoli del mondo, sia in piccoli che in grandi progetti.






Dal 1995, Disney Conservation Fund ha speso più di $ 70 milioni per combattere il declino della fauna selvatica in tutto il mondo. Hanno anche ridotto le emissioni nette di gas a effetto serra del 41% dal 2012 e hanno reindirizzato quasi il 50% dei rifiuti delle discariche e degli inceneritori nel 2017, consentendo di raggiungere l'obiettivo a lungo termine che consiste nell'arrivare a un livello zero di emissioni di gas a effetto serra e rifiuti preservando le risorse idriche.

Oggi la Disney compie un passo importante nell'impegno per la protezione dell'ambiente. Entro la metà del 2019, la Walt Disney Company rimuoverà le cannucce di plastica usa e getta nelle destinazioni in tutto il mondo, tra cui Disneyland Paris, con una riduzione di oltre 175 milioni di cannucce.






Inoltre, nei prossimi anni, metteranno in atto e trasferiranno attrezzature e prodotti ricaricabili negli hotel e navi da crociera Disney, per ridurre le materie plastiche nelle camere dell'80%. Ridurranno anche il numero di borse di plastica usa e getta usate nei parchi e nella flotta di navi da crociera Disney, offrendo ai visitatori l'acquisto di borse riutilizzabili ad un prezzo nominale. Infine, rimuoveranno le tazze di polistirolo da tutte le attività. Queste diverse misure fanno parte della politica Disney a lungo termine di ridurre la plastica monouso in tutte le attività Disney in tutto il mondo e un trattamento adeguato di articoli monouso che non possono essere rimossi.

"La rimozione di cannucce e altre attrezzature di plastica sono passi importanti nel nostro costante impegno per le questioni di gestione ambientale", ha spiegato Chapek, Président, Parks, Experiences and Consumer Products. "Questi nuovi sforzi globali ridurranno la nostra impronta ambientale e dovrebbero consentirci di raggiungere i nostri obiettivi a lungo termine".


Per saperne di più sull'impegno della Disney nella protezione dell'ambiente, visitare www.thewaltdisneycompany.com/environment.


fonte: https://blodiarioduepuntozero.blogspot.com

Salerno. 20MILA CANNUCCE IN MENO in due mesi sostituite dal maccherone di zito: il primo bilancio della campagna #ZeroCannucce #PlasticFree

Il DUM DUM REPUBLIC scegli WAMI, l’acqua con una missione per cambiare il mondo, con bottiglie 100% riciclabili e riutilizzabili
Si amplia il progetto di TURISMO SOSTENIBILE #PlasticFree per l’abbattimento della plastica intrapreso dalla struttura balneare Dum Dum Republic in Cilento in difesa degli oceani e delle spiagge












Ventimila cannucce in meno in due mesisostituite dal maccherone di zitoE da oggi anche WAMI, l’acqua con una missione. Registra un primo bilancio estremamente positivo il Dum Dum Republic dal lancio della campagna #ZeroCannucce, iniziativa che si inserisce nel più ampio e lungimirante progetto di Turismo Sostenibile #PlasticFree intrapreso dalla struttura balneare del Cilento a difesa degli oceani e a salvaguardia dell’ambiente naturale e delle spiagge negli ultimi cinque anni, vincitore di recente anche del “Premio FABBRICA DELLE IDEE 2018 – STORIE VINCENTI MADE IN CAMPANIA”.

Una vocazione green e un’attività di sensibilizzazione alle pratiche virtuose partendo dalle piccole azioni quotidiane individuali che si allarga con la nuova iniziativa messa in campo dal beach club di Paestum. Il Dum Dum Republic, infatti, sceglie l’acqua WAMI – Water With a Mission, tra le start-up italiane più virtuose in tema di acqua e sostenibilità ambientale e sociale, sostenendo la sua missione di cambiare il mondo una bottiglia alla volta. Con ogni bottiglia eco-friendly 100% riciclabile e riutilizzabile, infatti, vengono donati 100 litri di acqua a chi ne ha bisogno.
Per oltre 700 milioni di persone nel mondo, infatti, ancora oggi risulta impossibile raggiungere una fonte di acqua potabile e WAMI vuole dare ad ognuno di noi l’opportunità di essere parte della soluzione, rendendo straordinario e pieno di significato un gesto ordinario come bere una bottiglia d’acqua.
Perché l’acqua?
La maggior parte di chi non ha accesso a fonti d’acqua sicure vive in zone rurali ed isolate ed impiega moltissime ore della propria giornata camminando per recuperare l’acqua necessaria alla sopravvivenza della propria famiglia. La mancanza di acqua potabile non solo mette a rischio la salute delle persone a causa delle malattie che derivano dal bere acqua contaminata, ma toglie anche molto tempo prezioso alle donne ed ai bambini che solitamente si occupano dell’approvvigionamento. Un immediato accesso all’acqua permetterebbe alle donne di dedicare più tempo alla propria famiglia e ad altre mansioni lavorative, ed ai bambini di passare più tempo a scuola. Spesso la mancanza di un’adeguata educazione è infatti il primo ostacolo alla riduzione della povertà e proprio per questo gli investimenti in acqua potabile, igiene e sanità hanno un ritorno economico molto grande sulle comunità in via di sviluppo.
Attraverso partner esperti, come Lifewater International e Fondazione Acra, WAMI costruisce progetti idrici in villaggi bisognosi e chiunque acquisti una bottiglia d’acqua può già sapere quale progetto sta finanziando visitando, grazie al numero di codice presente su ogni involucro che ne permette la tracciabilità sul sito www.wa-mi.org/progetti.
“Noi di WAMI crediamo nella possibilità di permettere a tutti di cambiare il mondo, ogni giorno”, sottolinea il fondatore Giacomo Stefanini.
L’acqua WAMI sgorga a 1600 metri di altitudine nelle Alpi italiane, da una sorgente oligominerale del gruppo San Bernardo, incontaminata e nota per le sue proprietà organolettiche.
WAMI vuole dare la possibilità a chi oggi consuma quotidianamente acqua in bottiglia di fare una scelta più etica e responsabile. Oltre che donare acqua a chi ne ha bisogno, la start up si è anche impegnata anche in termini di sostenibilità. Il packaging è 100% riciclabile e realizzato con il 50% di plastica riciclata r-PET, il massimo consentito in Italia. Inoltre, per minimizzare ulteriormente l’impatto ambientale, l’azienda pianta alberi in Italia, al fine di contribuire al riassorbimento della CO2 emessa dal processo produttivo.
“#ZeroCannucce è ormai un obiettivo raggiunto al 100%. Adesso vorremmo passare anche a zero bottigliette di plastica – spiega Biancaluna Bifulco, titolare del Dum Dum Republic – Quelle da un litro già non le usiamo perché al tavolo abbiamo solo vetro. Invece per quanto riguarda l’acqua che si consuma durante un’intera giornata, mediamente un cliente compra tre bottigliette, che  moltiplicate per mille diventano 3mila bottiglie di plastica che residuano in un solo sabato o in un week end. Da qui parte la scelta di sostenere la start-up Wami, Water With a Mission, nata da un’idea meravigliosa di Giacomo Stefanini, un ragazzo giovanissimo che ha pensato di lanciare questa bottiglia di plastica interamente riciclabile e riutilizzabile con una splendida veste grafica. La società che produce si impegna a donare l’acqua, realizzando pozzi nei paesi che non ne hanno. Un processo trasparente che può essere seguito nel suo percorso attraverso la tracciabilità su internet. Per ogni bottiglia venduta si riduce l’inquinamento piantando alberi”.
LA CAMPAGNA del Dum Dum: “Milions of hearts for one Earth!” #NonChiedereLaCannuccia
La cannuccia, per quanto sia diventata un oggetto del nostro immaginario all’apparenza innocuo, in realtà nella sua tragica inutilità rappresenta per l’ecosistema una sciagura mostruosa, responsabile dell’inquinamento delle spiagge, dei mari e della strage di  specie animali. Si pensi ad immagini devastanti come la famosa isola di plastica nell’oceano.
VISIONE GREEN A BASSO IMPATTO AMBIENTALE che da anni il Dum Dum Republic ha introdotto tra le proprie mission, evitando il monouso e, dove è necessario, consentire solo l’utilizzo di materiale biodegradabile. Piatti in ceramica per il pranzo, stoviglie di acciaio e l’antica bottiglia di vetro dal fascino retrò a tavola, vassoi di legno e asporto riciclabile“Questa è una battaglia che ci accompagnerà in futuro – sottolinea Biancaluna Bifulco – Siamo già felici, perché tutta la nostra clientela non ha assolutamente protestato per la mancanza di cannucce, anzi sono tutti felici di contribuire a questo percorso, entusiasti di contribuire a questo percorso, si sentono parte di una comunità e questo crea anche maggiori legami con la clientela, nel condividere un obiettivo che va al di là della filosofia di una festa o di un locale”.
fonte: https://www.booble.it/