Questo particolare cemento è composto infatti da un materiale organico in grado di favorire la crescita di organismi viventi
pigmentati come licheni, muschi, microalghe o funghi. Sono
proprio questi organismi che, a loro volta, riescono ad assorbire almeno
in parte le emissioni di anidride carbonica.
In particolare, il materiale è composto da uno strato strutturale e da tre altri strati:
il primo è uno strato impermeabile situato sulla sommità dello strato
strutturale che protegge quest’ultimo da possibili danni causati da
infiltrazioni d’acqua. Il livello successivo è quello biologico,
che supporta la crescita di organismi viventi e permette di accumulare
acqua al suo interno. Lo strato finale è invece un rivestimento
discontinuo con funzione impermeabilizzante inversa.
Questo strato permette infatti l’ingresso di acqua piovana e ne
impedisce la fuoriuscita: in questo modo l’acqua viene ridistribuita
dove contribuisce alla crescita biologica.
Per realizzare questo speciale cemento biologico, gli studiosi dello Structural Technology Group dell’Upc hanno combinato inoltre due materiali base del cemento: il Portland carbonato e il fosfato di magnesio. Le caratteristiche di entrambi conferiscono al materiale una buona capacità di isolamento termico
e permettono al composto di ottenere buoni risultati anche dal punto di
vista dell’efficienza energetica. La capacità di catturare le radiazioni solari permette infatti la regolazione termica degli edifici in funzione della temperatura raggiunta.
Infine, grazie al rivestimento biologico che cambia colore con il trascorrere del tempo, il materiale è particolarmente indicato per le facciate dei palazzi
o per altre costruzioni soprattutto quelle che si trovano nelle regioni
del bacino mediterraneo, caratterizzate da un clima mite. Uno degli
obiettivi dei ricercatori è che la facciata dell’edificio possa cambiare
colore nel corso delle stagioni e in base alla prevalenza delle famiglie di organismi presenti.
fonte: www.nonsprecare.it
