"Le persone che ci criticano, criticano l'idea che loro hanno di decrescita. Non hanno mai letto niente di quello che noi scriviamo. Dal governatore della Banca d'Italia mi sarei aspettato che desse lui delle indicazioni su come uscire dalla crisi e come realizzare la crescita in cui crede", spiega a GreenBiz.it Pallante, uno che non si limita a criticare, ma propone anche.
L'idea principale del suo movimento, infatti, si basa sul passaggio da un discorso di quantità a un discorso di qualità. Non più aumento della produttività e reddito, ma decrescita selettiva di uno spreco con tecnologia più evoluta. È questa la proposta di futuro, intelligente ed evoluta, della decrescita felice, che non chiede di rinunciare al benessere, ma di rinunciare agli sprechi, quello sì.
"Dobbiamo concentrare il nostro sforzo sulla riduzione degli sprechi, ci vuole tecnologia più evoluta e creazione dell'occupazione. Se riduco gli sprechi riduco anche i costi. E l'occupazione creata non comporterà un aumento del debito pubblico perché si paga con i risparmi che ho potuto ottenere, riducendo anche l'impatto ambientale", continua Pallante.
La ricetta per uscire dalla crisi è chiara e lineare: "l'unico modo per uscire dalla crisi è trasformare i soldi che utilizziamo per sprecare delle risorse in salari e stipendi per le persone che lavorano per evitare lo spreco di questo risorse. La crisi che stiamo vivendo è causata dalla crescita. In un'economia finalizzata alla crescita le aziende devono investire in tecnologie che aumentano la produttività, cioè che consentano nell'unità di tempo di produrre di più con meno addetti".
Questo implica un aumento dell'offerta di merci, ma diminuisce anche la domanda - diminuendo gli occupati diminuisce anche il numero delle persone che possono comprare. Un esempio concreto? In Italia abbiamo un patrimonio edilizio che consuma per il solo riscaldamento invernale . In Germania "È questa la causa della crisi. È impossibile risolvere un problema rafforzando la causa che l'ha prodotto", conclude Pallante.
Un esempio concreto? In Italia abbiamo un patrimonio edilizio che consuma in media per il solo riscaldamento invernale 20 litri di gasolio o 20 metri cubi di metano al metro quadrato all'anno. Ma le migliori abitazioni consumano appena un litro e mezzo, cioè un ventesimo rispetto alle nostre case. Se ci fosse una politica industriale ed energetica intelligente, la prima cosa da fare sarebbe promuovere la ristrutturazione energetica, con una riduzione del consumo dell'energia e degli sprechi. E nessun peggioramento del benessere.
fonte: www.greenbiz.it