Per produrre pneumatici ecologici senza derivati del petrolio, la Michelin ha deciso ad esempio di realizzare un progetto volto a studiare un composto 'green' denominato 'Bio Butterfly'. Si tratta, in pratica, di uno speciale pneumatico (ancora in fase di testing) creato grazie ad una sostanza che proviene dalla fermentazione dell’alcool. Questo studio, in collaborazione con IFP Energies Nouvelles, un centro di ricerca pubblico francese, ha avuto anche il supporto dell’Agenzia Francese per l’Ambiente e l’Energia, attraverso un finanziamento di ben 14,7 milioni di euro.
I pneumatici ecologici senza derivati del petrolio sono arrivati all'attenzione anche della Bridgestione, che ha infatti creato un copertone al 100% riciclabile, privo di camera ad aria, realizzato in una speciale resina termoplastica. Anche la Pirelli, già dal 2011, ha annunciato l’utilizzo di composti biochimici per pneumatici ecosostenibili, come ad esempio l'impiego della pula di riso per la realizzazione dei suoi copertoni green. Mentre la Goodyear, in collaborazione con Genencor, ha proposto un pneumatico ecologico costituito da un biofiller di mais resistente all’usura. Dalla Thailandia infine, è arrivata la proposta di utilizzare un pneumatico a base di caucciù naturale.
La produzione di queste versioni alternative di pneumatici ecologici senza derivati del petrolio, oltre ad rappresentare un incentivo per il progressivo sviluppo della mobilità sostenibile, lascia ben sperare, in futuro, per una costante diminuzione, dell'impatto ambientale causato dallo smaltimento dei copertoni a fine vita.
fonte: www.ecoseven.net