Oltre a pregiudicare la sicurezza alimentare e la generazione di reddito, in particolare per i piccoli agricoltori poveri, la FAO denuncia che le perdite alimentari e lo spreco di cibo hanno un impatto sull'ambiente, con lo sperpero di preziose risorse idriche e del territorio e contribuendo alle emissioni di gas serra. "Se la perdita globale di cibo e lo spreco fossero un paese, sarebbe il terzo più grande emettitore di gas serra e il più grande utilizzatore di acqua per l'irrigazione", ha proseguito Wang. “La superficie utilizzata per produrre il cibo che nessuno mangia – ha spiegato - farebbe della perdita di cibo e dello spreco il secondo paese più grande al mondo”. La perdita di cibo si verifica soprattutto durante le fasi di produzione - raccolto, trasporto e stoccaggio - mentre lo spreco alimentare avviene tipicamente a livello di dettagliante e di consumatore, alla fine della catena di approvvigionamento alimentare.
Al Congresso di due giorni partecipano agenzie delle Nazioni Unite, tra cui l'UNEP, il PAM e l'IFAD, istituzioni pubbliche e aziende private, per cercare insieme di analizzare le cause delle perdite alimentari e trovare le soluzioni migliori per ridurle. "Come punto di incontro per i responsabili decisionali a livello internazionale, provenienti da tutti i settori coinvolti, è intenzione di SAVE FOOD raccogliere competenze, incoraggiare il dialogo, sfruttare le sinergie e dare un nuovo impulso”, ha sottolineato Werner M. Dornscheidt, Presidente e Amministratore Delegato di Messe Düsseldorf GmbH, partner dell'iniziativa SAVE FOOD. Il congresso si concentrerà in particolare sulla perdita alimentare e sullo spreco nel settore ittico, nei cereali, nel latte, nella frutta e verdura, e nel settore delle radici e dei tuberi.
fonte: www.ecodallecitta.it