Il
Guardian ottiene le e-mail tra funzionari della Commissione e lobbisti
del petrolio che mostrano un accesso privilegiato ai testi legali del
TTIP
Se confermati tutti i sospetti, uno scandalo di portata continentale ha appena investito i più alti livelli di governo dell’Unione europea. Uno scoop del Guardian rivela che la Commissione avrebbe concesso ad Exxon l’accesso a documenti riservati riguardanti il TTIP,
il gigantesco accordo commerciale USA-Ue. Testi che l’opinione pubblica
è impossibilitata conoscere, per via delle procedure non trasparenti
previste dal negoziato. Non è così per le multinazionali del fossile,
secondo le e-mail ottenute dalla testata londinese, che mostrano una
volta di più come uno dei nodi cruciali da sciogliere per chiudere il
partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti sia proprio
quello dell’energia.
L’Unione europea ha fatto pressioni
sugli Stati Uniti sin dal 2013 per aggiungere un capitolo dedicato al
futuro TTIP, preoccupata degli impatti della crisi ucraina sulla
sicurezza energetica. Lo dimostrano i testi trapelati in più di un’occasione. Bruxelles chiede a Washington di aprire le condotte del gas da scisti ricavato con il fracking,
nonché di levare il bando all’export di petrolio greggio che gli USA
hanno stabilito negli anni ’70. L’esecutivo europeo sembra disposto a
tutto per una trasfusione di combustibili fossili: anche a concedere
alle aziende più inquinanti l’ingresso alle segrete stanze del
negoziato. Perfino, forse, a far scrivere direttamente ai loro esperti i
testi legali di un trattato con ricadute su ogni aspetto della vita di 800 milioni di persone.
Il Guardian riporta, infatti,
che i funzionari europei hanno chiesto «input concreti» da parte dei
raffinatori di petrolio per redigere il capitolo energia del TTIP, con
la raccomandazione di facilitare le importazioni di petrolio e gas.
Secondo gli esperti del settore, però, costruire le infrastrutture
necessarie per mettere gli Stati Uniti in condizione di esportare
costerebbe 100 miliardi di dollari. Con quella stessa cifra, fa sapere
la Fondazione europea per le energie rinnovabili, si potrebbero
costruire 12 milioni di turbine eoliche.
Un nuovo rapporto
di Transport & Environment mostra che il tentativo ri rendere
l’energia fossile più economica con il TTIP porterebbe ad una crescita
dei consumi e parallelamente all’aumento delle emissioni, cui si vanno a
sommare quelle del trasporto oltreoceano, danneggiando lo sviluppo
delle fonti rinnovabili. Inoltre, verrebbero messi in crisi gli
obiettivi 2030 del Pacchetto clima-energia approvato dall’Ue.
Secondo le organizzazioni che difendono l’ambiente e la società civile, le e-mail ottenute dal Guardian mostrano un rapporto straordinario e sconvolgente tra l’Unione europea e l’industria dei combustibili fossili. La Campagna Stop TTIP Italia affida il suo commento ad un comunicato:
«La presunta riservatezza dei documenti, spacciata dalla Commissione
Europea come un male necessario per tutelare le strategie negoziali, in
realtà altro non era che un modo per mantenere spazi privilegiati di
interazione con gli interessi delle grandi aziende, lontano da occhi
indiscreti».
Anche Business Europe, la “Confindustria
europea”, ha offerto la costituzion di «punti di contatto» al
Dipartimento per l’energia USA, con l’intenzione di fluidificare la
trattativa.
«A pochi giorni dall’inizio della COP 21 – notano gli attivisti
– queste ulteriori rivelazioni mostrano quanto sia insostenibile la
posizione della Commmissione europea nel suo tentativo di giustificare
un negoziato inaccettabile».
Exxon è sotto inchiesta del Procuratore generale di New York
per aver nascosto i rischi del cambiamento climatico ai suoi azionisti,
finanziando ricerche volte a negare il reale impatto del fenomeno sul
suo business.
fonte:
www.rinnovabili.it
Questo è il suo IBAN IT 44 Q 03599 01899 050188531897 - Aiutaci e Sostienici!