Qualcuno si chiederà come si possano tenere insieme l’indecente lancio – da parte della Ministra della (distruzione) della Salute Lorenzin – del Fertility Day per il 22 settembre, l’impatto obiettivamente asimmetrico dei gravi problemi d’inquinamento ambientale sulla componente femminile della popolazione e la vergognosa e malsana intenzione di piazzare a San Zeno sotto i camini degli inceneritori AISA e Safimet un centro di assistenza per persone sofferenti di Disturbi dello Spetto Autistico (DSAut).
Eppure il nesso è immediato e automatico.
Partiamo dal Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I (Studio Epidemiologico Nazionale Territori Insediamenti Esposti Rischio Inquinamento) dell’ISS (Istituto Superiore Sanità), con il quale è stato scientificamente dimostrato un maggior tasso d’incidenza tumorale e di mortalità precoce immediatamente riconducibili all’esposizione a inquinanti ambientali. Ad es. a Taranto (Rapporto focus Taranto 2012) si è rilevata un’incidenza del 24% superiore dei tumori alla mammella e addirittura dell’80% superiore di quelli del collo dell’utero rispetto alla media nazionale, oltre ad un incremento di patologie trasmesse da madre a feto (i cd. danni genotossici).
Proseguiamo col dire che l’Italia è il paese dove la “speranza di vita in salute” alla nascita (disabilità medio-grave) dal 2004 al 2013 si è ridotta paurosamente di oltre 10 (dieci!) anni per le femmine e di 7 anni per i maschi: tutte le evidenze scientifiche stanno dimostrando che le sostanze tossiche presenti nelle acque, nei cibi e nell’aria generano aumento del rischio di numerose patologie pediatriche e non (endocrinopatie, diabete, infertilità, disturbi neurologici, comportamentali, cognitivi, le varie gradazioni di Disturbi dello Spettro Autistico e ADHD, o sindrome da deficit di attenzione ed iperattività) nonché incrementi del rischio di patologie cardiovascolari, tumorali, ischemiche, respiratorie, ecc.
Inoltre, l’ultimo rapporto UNICEF ci dice che siamo in 32^ posizione (su 41 Paesi dell’UE e dell’OCSE) quanto a disuguaglianza tra minori in termini di salute, reddito, istruzione e “soddisfazione nei confronti della vita”.
E’ ormai acclarato che le sostanze inquinanti rappresentano un evidente maggior pericolo per le donne in gravidanza e per i bambini, molto più sensibili all’azione tossica e epi-genotossica di questi elementi, anche se in dosi infinitesimali: nel primo trimestre di gravidanza, l’esposizione della madre è associata a basso peso del nascituro, anomalie comportamentali e cognitive, ridotto sviluppo encefalico.
In conclusione, da un lato c’è la Ministra Lorenzin che fa finta di non sapere che l’Italia è uno dei paesi più arretrati, in Europa, per politiche economiche, sociali e strutturali finalizzate a favorire nuove nascite, che troppe donne dopo il parto sono costrette a lasciare il lavoro, che i contratti di lavoro spesso durano meno di 9 mesi…e che veicola il messaggio allucinante che se non fa figli la colpa è solo della donna che è egoista e non vuole averne! Dall’altro non esiste assunzione di responsabilità – da parte dei decisori politici, a tutti i livelli – rispetto alle conseguenze sanitarie derivanti dai rischi ambientali riguardanti i luoghi dove vivono o lavorano le donne in età fertile, con assoluta assenza di strumenti a vera tutela dell’ambiente, della salute cd “riproduttiva”, neonatale e infantile (col pieno rispetto del sano “principio di precauzione”, previsto dalla normativa europea, a prescindere dai limiti di legge e anche laddove risultassero rispettati). Dall’altro ancora si pensa di ghettizzare chi soffre di disturbi dello spettro autistico in un luogo improponibile e oggettivamente insano, insalubre e perciò respingente, come San Zeno, in un’area industriale sotto i camini di 2 inceneritori, AISA e
-Fausto Tenti (Segretario Federazione provinciale PRC di Arezzo)-