domenica 30 aprile 2017

Premio Goldman 2017: spazio agli eroi dell’ambiente

I sei vincitori del Nobel per l’ecologia” sono uomini e donne che vengono dai movimenti. Con la partecipazione hanno sconfitto i grandi interessi













Oggi i campioni dell’ambiente torneranno sul palco del Premio Goldman 2017, il “Nobel per l’ecologia” creato da Richard e Rhoda Goldman nel 1989 a San Francisco. Anche quest’anno sono sei gli attivisti che riceveranno il prestigioso riconoscimento per le loro imprese sui territori. Durante questa settimana, Rinnovabili.it racconterà in altrettante puntate la loro biografia. L’elenco è composto da:
  • Mark Lopez, che in California ha convinto il governo a condurre analisi e bonificare le case di una comunità inquinata per trent’anni da una fabbrica di batterie al piombo;
  • Uroš Macerl, agricoltore biologico sloveno che ha bloccato un impianto di produzione del cemento che avrebbe bruciato carbone petrolifero (petcoke) e rifiuti industriali pericolosi;
  • Prafulla Samantara, leader dei movimenti per la giustizia sociale in India che ha protetto un territorio indigeno da una miniera di alluminio a cielo aperto;
  • Wendy Bowman, 83enne australiana che ha impedito a una miniera di carbone di spazzare via la sua fattoria di famiglia e l’intera comunità di Hunter Valley;
  • Rodrigo Tot, leader indigeno che in Guatemala ha vinto una causa contro il governo, il quale dovrà concedere la terra al popolo Q’eqchi invece di espandere una miniera di Nichel;
  • Rodrigue Katembo, che ha rischiato la vita per documentare la corruzione nel progetto di trivellazione del Parco Nazionale di Virunga, scatenando l’indignazione pubblica e mandandolo a monte.

Premio Goldman 2017, una storia lunga lunga 28 anni

Negli anni le imprese dei premiati hanno segnato la storia dell’ambientalismo mondiale: dal bando ONU alla pesca con le devastanti reti da posta (1991), alla cancellazione da parte della Banca mondiale di ingenti finanziamenti a una mega diga sul fiume Narmada, in India (1993), fino alla protezione dei gorilla  durante il genocidio del Rwanda (1994). E poi il divieto all’incenerimento dei rifiuti nelle Filippine (1999), lo sblocco di fondi governativi USA per lo smaltimento sicuro delle armi chimiche (2002), la deviazione di un oleodotto dai pressi del lago Baikal, in Russia (2006). La pressione degli attivisti insigniti del premio Goldman ha obbligato la Cina a cancellare una grande diga sul fiume Jinsha (2007), ha contribuito a far istituire in Iraq il primo parco nazionale (2013) e a cacciare le trivelle di Shell dall’Artico (2014). Poi, nel 2015, la tragedia di Berta Càceres, assassinata nella sua casa di La Esperanza da militari addestrati dagli Stati Uniti.

Il Goldman Environmental Prize onora gli eroi ambientali in sei regioni del mondo: Africa, Asia, Europa, Isole e nazioni insulari, America del Nord e Centro-Sud America. Il riconoscimento va a chi compie sforzi continui e significativi per proteggere e migliorare l’ambiente naturale, spesso mettendo a rischio la propria incolumità e la propria vita. Per questo sul podio salgono spesso leader di movimento dal basso, coinvolti in battaglie locali e capaci di generare il cambiamento attraverso la partecipazione.

fonte: www.rinnovabili.it