mercoledì 21 giugno 2017

Impianti a biomassa, l’Europarlamento chiede nuovi criteri sostenibilità

Un nuovo progetto di parere chiede standard più stringenti sugli impianti a biomassa, abbassando la soglia d’applicazione dei criteri di sostenibilità e alzando quella d’efficienza

















Ridurre la soglia per l’applicazione dei criteri di sostenibilità alla biomassa destinata a impianti con una capacità di combustibile uguale o superiore a 1 MW. Questa la richiesta della Commissione Ambiente dell’Europarlamento (ENVI) e contenuta in un progetto di parere alla nuova direttiva sulle energie rinnovabili 2030. La proposta, presentata dal relatore Bas Eickhout (Gruppo Verde/Alleanza libera europea), colpisce il provvedimento redatto da Bruxelles in tutti i suoi punti deboli.

A partire dall’obiettivo rinnovabili al 2030, che nella draft opinion di Eickhout passerebbe dal quel temerario 27 per cento chiesto dalla Commissione Europea, addirittura ad un 45 per cento. Gli emendamenti più interessanti sono tuttavia quelli riguardanti le agroenergie. Spunta fuori così la richiesta di metter mano alla soglia dei criteri di sostenibilità applicati alla biomassa usata nella produzione elettrica e termica.

Biomasse e criteri di sostenibilità

L’attuale normativa prevede che le fonti agroenergetiche se impiegate per produrre biocarburanti o bioliquidi debbano rispondere a precisi standard per poter essere contati all’interno del target UE. Tali criteri di sostenibilità servono a garantire che vi sia un reale risparmio di emissioni, tutelando la biodiversità. Bruxelles nella sua bozza di direttiva ha proposto che tali obblighi vengano assegnati anche alla biomassa impiegata nelle centrali termiche ed elettriche, a patto che esse abbiano con una capacità uguale o superiore ai 20 MW. Nel rapporto ENVI, la soglia si abbassa drasticamente a 1 MW.

“Impostare una soglia da 20 MW rischia di far sì che la biomassa che non soddisfa tali requisiti sia riservata agli impianti più piccoli di sostenibilità” e quella “a norma”, per così dire, alle grandi istallazioni (“effetto perdita” o “leakage effect”)”, si legge nel rapporto. “La soglia di 1 MW è coerente con la direttiva sulle centrali a combustione media e rappresenta già un impianto di grandi dimensioni (1 MW può alimentare circa 400-900 case)”.

Non solo. Il relatore propone anche requisiti più stringenti per gli Stati membri che intendano fornire sostegno finanziario agli impianti di biomassa su larga scala. In linea con la raccomandazione contenuta nella direttiva, i sussidi dovrebbero essere concessi solo a tecnologie con un’efficienza di conversione di almeno l’85% per applicazioni residenziali e commerciali.

fonte: www.rinnovabili.it