martedì 6 giugno 2017

In 7 anni i cambiamenti climatici hanno colpito 126 comuni italiani

Dal 2010 a oggi, ondate di calore, trombe d’aria, alluvioni e violente nevicate, non hanno risparmiato nessuna Regione. Le città, le prime a pagarne lo scotto
















Dalle previsioni incerte alla realtà ineluttabile. I cambiamenti climatici hanno iniziato a far sentire la loro mano pesante anche in Italia, con effetti sempre più intensi. Eventi meteorologici estremi, dalle alluvioni improvvise alle prolungate ondate di calore, hanno colpito negli ultimi sette anni 126 comuni italiani. Dietro di sé hanno lasciato seri danni ad un territorio ancora poco avvezzo ad adattamento e resilienza, e alla salute stessa di chi lo abita. Il dossier “Le città alla sfida del clima”, realizzato da Legambiente in collaborazione con Unipol Gruppo, li mette tutti in fila, tutti e 242 i fenomeni meteorologici che hanno investito il belpaese dal 2010 a oggi, contando danni e impatti sanitari.

Le vittime dei cambiamenti climatici

I primi (i danni) sono quelli che fanno più notizia. Ma accanto alla lunga lista di blackout, frane, inondazioni, trombe d’aria, piogge intense e violente nevicate, che in un mondo o nell’altro non salva nessuna regione, ce ne è un’altra: quella degli impatti dei cambiamenti climatici sulle persone. Dal 2010 al 2016 sono oltre 145 le persone morte a causa di inondazioni e oltre 40mila quelle evacuate (dati Cnr). E sono ancora sottovalutate le ondate di calore che possono avere effetti nocivi per la salute, soprattutto per gli anziani e gli ammalati, quando le temperature diurne superano i 35° C e quelle notturne non scendono sotto i 25°C. In Italia il picco di caldo del 2015 ha causato, tra gli over 65, 2754 morti in 21 città italiane e provocato danni gravi alla produzione agricola e ittica dovuti al surriscaldamento. Senza contare che l’Italia è un Paese ad elevato rischio idrogeologico con 7.145 comuni italiani (l’88% del totale) che hanno almeno un’area classificata come ad elevato rischio idrogeologico, e con oltre 7 milioni gli italiani che vivono o lavorano in queste aree.

Nasce la mappa del rischio climatico

“L’adattamento al clima – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – è la vera grande sfida del tempo in cui viviamo. Per vincerla, dobbiamo rendere le nostre città più resilienti e sicure, cogliendo l’opportunità di farle diventare anche più vivibili e belle. L’esatta conoscenza delle zone urbane a maggior rischio sia rispetto alle piogge che alle ondate di calore è fondamentale per salvare vite umane e limitare i danni”.
Per aumentare le strategie di difesa, l‘associazione lancia oggi dalla mappa del rischio climatico pubblicata sull’osservatorio online cittaclima.it, nata con l’obiettivo di raccogliere e mappare le informazioni sui danni provocati in Italia dai cambiamenti climatici. “Le città – conclude Zanchini – non possono essere lasciate da sole a fronteggiare impatti di questa dimensione. Non è più rinviabile l’approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima, che deve diventare il riferimento per gli interventi di messa in sicurezza del territorio e dei finanziamenti nei prossimi anni, in modo da riuscire in ogni città a intensificare le attività di prevenzione, individuando le zone a maggior rischio, e a realizzare gli interventi di adattamento al clima e di protezione civile”.


fonte: www.rinnovabili.it