L’economia circolare può dormire sonni tranquilli. Sembra infatti che a breve anche i materassi, uno dei prodotti che affolla le nostre discariche, saranno riciclabili al 100 per cento. L’ambiziosa sfida è della joint venture olandese DSM-Niaga, che ha raggiunto un accordo con Royal Auping, uno dei più grandi produttori di materassi, per avviare una collaborazione a lungo termine all’insegna dell’economia circolare.
L’obiettivo della partnership è quello di contrastare l’incenerimento su larga scala e lo smaltimento in discarica dei materassi, così come avviene oggi, progettando e producendo materassi completamente riciclabili entro i prossimi tre anni.
“Ci rendiamo conto di come i processi di
produzione e i modelli di business potrebbero dover cambiare per
rendere un materasso completamente circolare”, commenta, citata da
Recycling Today, DSM, multinazionale olandese con sedi in tutto il
mondo, che opera nel settore della scienza dei materiali. Già nel 2016,
l’azienda olandese ha ideato un tappeto riciclabile al 100 per cento.
DSM e Niaga hanno unito le loro forze
nel 2014 per creare la joint venture DSM-Niaga, ridisegnando i prodotti
da zero per adattarli all’economia circolare.
Il team Niaga ha ripensato il modo in cui
fabbrichiamo i prodotti utilizzando solo materiali puliti: materiali
senza additivi e che non presenteranno future sorprese negative. La
tecnologia Niaga per la produzione di tappeti si basa sull’utilizzo di
un semplice set di materiali puliti che consente il riciclaggio al 100%
in nuovi tappeti dopo l’uso.
Uno dei punti di forza della tecnologia
sviluppata è l’utilizzo di collanti “reversibili”, che permettono di
separare in maniera semplice i diversi materiali senza che questi
vengano “sporcati” dalla colla. Sebbene Niaga sia inizialmente
focalizzata sull’industria dei tappeti, la tecnologia ha un potenziale
dirompente. In pratica, qualsiasi prodotto fabbricato con materiali
artificiali come poliesteri e poliammidi, dai pannolini ai tappetini per
auto, potrebbe utilizzare la tecnologia Niaga.
fonte: www.rinnovabili.it