lunedì 19 febbraio 2018

Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città

Parma, la città più eco-mobile in Italia






















Torniamo sul tema della mobilità sostenibile, che interessandoci di ambiente ci sta a cuore; la qualità dell'aria infatti dipende anche dai mezzi di trasporto (auto, treno, bicicletta ecc) con cui quotidianamente effettuiamo i nostri spostamenti. 
A questo proposito, secondo l’undicesimo Rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città“, elaborato da Euromobility con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nel 2016, si è assistito ad un’inversione del trend relativo alla qualità dell’aria che, dopo il peggioramento del 2015 causato dalle avverse condizioni meteorologiche, torna a far registrare un miglioramento netto: ben 23 città rispettano tutti i limiti di normativa. Vietato però abbassare la guardia.
La città più “eco-mobile” d’Italia è Parma, che conquista il podio perché
  • fa della pianificazione lo strumento di governo della mobilità
  • ha approvato, tra le prime città italiane, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile
  • ha una buona dotazione di aree pedonali e ZTL
  • offre un buon servizio di trasporto pubblico per i cittadini
  • ha un parco circolante con molti veicoli a basso impatto
  • si è dotata di un mobility manager di città
  • offre servizi di sharing mobility.
classifica delle cittàAl secondo posto Milano ed al terzo Torino, Venezia al quarto posto e Padova al quinto. Scorrendo la “top ten” troviamo Bologna al sesto posto e Brescia al settimo, Modena all’ottavo posto, Prato al nono e Reggio Emilia al decimo.
Al contrario, in fondo alla classifica della mobilità sostenibile troviamo: L’Aquila, Siracusa e Catanzaro. Sono due città del sud - Cagliari e Bari - quelle che scalano più posti in classifica.
Il Rapporto segnala che continua ad aumentare (+0,5%) il tasso di motorizzazione nelle principali 50 città italiane (si attesta a 58,5% in linea con il dato nazionale, che fa registrare un incremento ancora superiore, +0,9%) anche se aumenta il numero di veicoli a basso impatto, soprattutto GPL e Metano, che raggiungono complessivamente l’8,78% del parco nazionale circolante e quelli ibridi ed elettrici che aumentano del 39%.
indice motorizzazione autovetturePer quanto riguarda il numero di auto a basso impatto, cioè a GPL, metano, ibride o elettriche, il rapporto mette in evidenza un incremento, si passa infatti dall’8,9% del 2015 al 9,2% del 2016.
Si confermano Ravenna e Bologna, accompagnate quest’anno da Ancona, le città con il numero più elevato di auto a basso impatto, in particolare a gas: più di un’autovettura su 5, con Ravenna al 21,09%, Ancona al 20,54% e Bologna al 20,41%.
Ultime nella classifica delle auto a basso impatto sono Cagliari, Aosta e Trieste.
Come era da attendersi, la presenza dei veicoli a trazione ibrida ed elettrica è, tuttavia, ancora decisamente marginale (presenza dello 0,39%, nel 2015 era dello 0,28%) rispetto a quella dei veicoli a metano e GPL (8,78% del parco). La provincia di Trento raggiunge l’1,25% dell’intero parco auto, seguono Bologna e Milano rispettivamente con lo 0,99% e lo 0,94%. Taranto, invece, si conferma fanalino di coda con appena lo 0,04% del parco circolante.
I veicoli ad alimentazione unicamente elettrica costituiscono lo 0,019% del parco circolante nelle 50 città oggetto del rapporto, ma risultano sostanzialmente concentrati in 7 città: Trento, Bolzano, Firenze, Reggio Emilia, Roma, Milano e Bologna.
In 20 delle 50 città mancano le infrastrutture di ricarica pubbliche: sono infatti solo 30 le città ad avere sul proprio territorio almeno una colonnina aperta al pubblico destinata alla ricarica dei veicoli elettrici (923 è il totale sulle 30 città che le hanno). Firenze è la città con una maggiore disponibilità in rapporto al parco auto circolante (91,2 colonnine ogni 100.000 veicoli), seguita da Milano (57,2) e Perugia (30,0).
Nel 2016 il tasso di motorizzazione è in aumento in 48 delle 50 città, fanno eccezione solamente Reggio Emilia (-0,94%) e Roma (-0,03%).
Le città con il maggior indice di motorizzazione sono L’Aquila e Potenza, la prima con 76,07 e la seconda con 73,93 auto ogni 100 abitanti, seguite da Perugia (71,23) e Campobasso (69,75). Le città dove circola il minor numero di auto per abitante sono Venezia (42,43), Genova (46,39), Milano (51,11) e Firenze (51,50).
In aumento anche la densità di veicoli, cioè il numero di autovetture per ogni kmq di territorio, che passa da 799,6 auto per kmq a 806,9. Le città con la più alta densità sono ancora Napoli, Torino e Milano.
Nelle città del sud continuano a viaggiare il maggior numero di auto più inquinanti, con Napoli in testa seguita da Catania e FoggiaTorino è la città con più veicoli Euro V ed Euro VI (38,54%), seguita da Prato (37,88%), mentre al terzo posto si posiziona Bologna (36,82%).
In media un’automobile a Bologna emette “solo” 0,318 grammi di biossido di azoto per ogni chilometro percorso (a Prato 0,343 e a Rimini 0,344). Quelle più inquinanti circolano a Reggio Calabria, con 0,556 grammi per ogni chilometro percorso, seguita a ruota da Potenza e Foggia (0,546 g/km). Questi dati non tengono conto della situazione di Aosta, Trento e Bolzano dove la somma delle percentuali di veicoli Euro V ed Euro VI superiore al 50% è motivata dalla circostanza che molti operatori del settore dell’autonoleggio trovano conveniente immatricolare in questi Comuni tutta o parte della loro flotta.
La maggiore emissione di polveri sottili è a Foggia (0,044 g/km), seguita da Potenza (0,043 g/km)Il maggiore contributo alle emissioni di anidride carbonica lo registrano le automobili di Trieste e Milano, 245,0 e 239,0 g/km rispettivamente, mentre il minor impatto è dovuto alle automobili che circolano a Campobasso (219,7 g/km) e ad Ancora (220,2 g/km).
indice motorizzazione motoL’indice medio di motorizzazione relativo ai motocicli è pari a 13,47 motocicli ogni 100 abitanti, il tasso di motorizzazione più elevato si registra a Livorno (25,99 ogni 100 abitanti), seguita da Genova (23,80) e Rimini (21,27); mentre le città con meno motocicli e ciclomotori sono Foggia (5,24 ogni 100 abitanti), Venezia (6,70) e Potenza (7,35).  Foggia conquista il triste primato delle due ruote più inquinanti (71,94% è la somma dei motocicli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2), seguita da L’Aquila e Perugia (70,55% e 70,49% rispettivamente), mentre Livorno (39,82%), Firenze (42,51%) e Bolzano (46,46%) annoverano il minor numero complessivo di motocicli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2.
car sharingIl 2016 è l’anno in cui si affermano i servizi di car sharing “a flusso libero” mentre subiscono una battuta di arresto quelli convenzionali, che obbligano l’utente a prelevare e riconsegnare la vettura in parcheggi ben definiti, operativi in 18 delle 50 città del rapporto.
Roma detiene il maggiore numero di auto in flotta (156), seguita da Milano con 120. A spiccare in termini di auto in flotta disponibili per abitante è Bolzano (1,66 auto/10.000 ab), seguita da Verona e Cagliari (1,33 auto/10.000 ab). È invece Venezia a svettare rispetto a tutte le altre città per numero di iscritti rispetto alla popolazione (152 utenti ogni 10.000 abitanti, diminuiti però del 37% rispetto al 2015), seguita da Parma con 88 utenti ogni 10.000 abitanti. Sono 10 su 18 complessivamente le città che presentano una disponibilità inferiore a un veicolo ogni 10.000 abitanti.
Venezia emerge anche come la città che, nel 2016, ha contato il maggior numero di corse al mese per ogni auto (41,85), mentre Cagliari, con 2,06, quella con il minor numero. La città che ha registrato il maggior numero di corse al mese per utente è Brescia (1,19) seguita da Roma (1,17).
In 12 città su 18 in cui è attivo un servizio di car sharing (convenzionale o a flusso libero) è possibile fruire di veicoli con motore elettrico. Il 100% della flotta è elettrico a Bari, mentre spiccano i servizi di car sharing di Firenze, Verona, Milano, Padova e Palermo con almeno un’automobile elettrica su cinque.
piste ciclabiliPer quanto riguarda invece il bike sharing, il rapporto sottolinea che sono aumentati di circa il 14% gli utenti del servizio, mentre le bici sono diminuite, di circa il 2%.
Nel 2016 il servizio di biciclette condivise è presente in 18 delle 50 città, erano 20 nel 2015, con Ferrara, Rimini e Terni che hanno sospeso temporaneamente il servizio, Novara che l’ha interrotto definitivamente e Reggio Emilia che l’ha mantenuto disattivato per buona parte dell’anno. Fanno da contraltare Livorno, Monza e Palermo, dove sono stati attivati nuovi servizi. A Torino continua l’impegno dell’amministrazione per il potenziamento del servizio: si aggiungono 95 biciclette alle 1.105 già disponibili, raggiungendo quota 1.200.
La situazione migliore si registra a Milano, stabile con 4.650 biciclette disponibili, mentre è Brescia la terza città per numero di bici in sharing (364, ma erano 541 nel 2015), seconda invece solo a Milano per numero di bici rispetto alla popolazione. Le biciclette più usate sono quelle di Brescia (oltre 180 prelievi al mese), mentre Milano svetta per numero di viaggi mensili a utente (9,2 contro 10,3).
A deludere, invece, risultano i servizi di Forlì, Genova, Piacenza e Perugia, mentre tra i nuovi servizi attivati è Palermo a far registrare i numeri più interessanti.
Poco frequente è la presenza di biciclette a pedalata assistita nelle flotte di bike sharing: a Perugia le biciclette sono tutte a pedalata assistita, mentre si supera il 10% solo a Padova (24,5%), Milano (21,5%), Forlì (20,6%) e Trento (19,0%).
mobility  managerSono 12 su 50 le città nelle quali non è presente il mobility manager di Area, né a livello comunale né a livello provinciale.Si segnala nell’ultimo anno la nomina del mobility manager provinciale di Livorno.
Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) cominciano ad affermarsi con più convinzione: Parma e Prato hanno infatti provveduto all’approvazione dei rispettivi piani, mentre Bari, Foggia, Forlì, Pescara e Reggio Calabria si aggiungono a Milano e Torino tra le città che sono giunte all’adozione del PUMS. Altre 16 città lo stanno redigendo. Le 25 città che invece non hanno ancora avviato il processo di redazione dovranno provvedere a breve, stando a quanto indicato dalle Linee Guida nazionali sui PUMS recentemente approvate dal Governo (link anews)
Quasi la metà delle città, 22 su 50, registra una riduzione dell’offerta di trasporto pubblico rispetto all’anno precedente. In quattro città le riduzioni sono addirittura a due cifre percentuali. I maggiori tagli si sono registrati a Potenza, Aosta, Sassari e Catania. Semaforo verde invece per Messina (+36%), Piacenza (+13%), Milano (+11%) e Parma (+10%).
La maggiore offerta di trasporto pubblico locale (posti*km/ab) si registra a Milano, Venezia, Brescia e Cagliari, mentre il maggior numero di passeggeri per abitante viaggia, come nei due scorsi anni, a Venezia, Milano, Roma e Trieste.
Infine Venezia offre oltre 5 mq di area pedonale per abitante, solo Cagliari (1,24) e Firenze (1,04) offrono un mq di area pedonale in più ad abitante. Bergamo (48,2 mq/ab) e Firenze (13,5 mq/ab) sono le città con la maggiore estensione delle Zone a Traffico Limitato.
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fonte: http://www.arpat.toscana.it