mercoledì 30 maggio 2018

Con re-Box la lotta allo spreco di cibo diventa trendy?

Dalla startup re-BOX presente a Seeds&Chips un’idea contro lo spreco di cibo al ristorante che coinvolge giovani artisti emergenti nel lancio di un’allegra ed ecologica doggy bag





















La sensibilità contro lo spreco di cibo sta crescendo: si parla molto di quello che si butta in casa e vengono dispensati preziosi consigli da seguire perché la spesa incida meno sul portafogli e ancora meno sull’ambiente. L’innovazione alimentare comincia dalla terra e finisce alla forchetta, passando per la lotta allo spreco di cibo e il risparmio idrico, con il fondamentale apporto della nostra consapevolezza di consumatori.
In una settimana densa di manifestazioni sul tema, si è svolto a Milano Seeds&Chips, il grande evento internazionale che è diventato un irrinunciabile appuntamento annuale per chi attribuisce al cibo una dimensione etica che va oltre il piatto. Erano presenti tantissimi giovani che hanno presentato le loro startup: una vetrina speciale che ha fatto assaporare il gusto per il futuro che traspariva dalle idee innovative degli espositori ed ha stuzzicato l’interesse degli investitori a caccia di novità. Parole d’ordine erano creatività, sensibilità ambientale, lotta allo spreco di cibo e di acqua, coltivazioni naturali, economia circolare.

Tra le startup presenti a Seeds&Chips c’era lo stand di re-BOX, nata da un’idea etica ed ecologica di Marco Lei e Daniela Demasi: far portare a casa gli avanzi dei pasti al ristorante anziché buttarli nella spazzatura. Si tratta di una serie di scatole coloratissime e divertenti – totalmente riciclabili – che sembrano un pacchetto regalo dove mettere il cibo (re-FOOD) e il vino (re-WINE) che ci avanzano nel piatto o nella bottiglia quando andiamo al ristorante, luogo dove lo spreco di cibo è ancora ad alti livelli. Qui, infatti, quello che avanza nei piatti finisce obbligatoriamente nel secchio per sacrosante regole igieniche. Quante volte abbiamo pensato “che peccato questo spreco…”, ma ci siamo sempre vergognati di chiedere la doggy bag e uscire col sacchetto in mano? I più sfacciati ufficialmente chiedono gli avanzi per il cane, anche se il cane non ce l’hanno. Non sarebbe ora di cambiare mentalità anche al ristorante?

Il contenitore è una piccola opera d’arte, proprio per associare il concetto di avanzi con qualcosa di allegro e creativo. Marco e Daniela hanno pensato di coinvolgere nel progetto giovani artisti emergenti: questa prima serie di contenitori è stata disegnata dal fantasioso artista torinese Andrea Aste. All’interno del contenitore c’è una vaschetta studiata appositamente per la conservazione del cibo che può andare dal frigo al microonde o al forno fino a 120°, prodotta con carta riciclata e scarti agroalimentari e poi compostabile.
Il ristorante che adotta re-FOOD e re-WINE può far personalizzare il contenitore. Ulteriore ma non ultimo, l’utilizzo di re-BOX fa diminuire il volume dei rifiuti prodotti dai ristoranti.

La buona riuscita del progetto ha bisogno della collaborazione di tutti: se il cliente non osa chiedere gli avanzi, il ristoratore deve osare proporgli di portarli a casa. Come sensibilizzare le persone su una pratica che all’estero è normale (persino Michelle Obama, in visita ufficiale in Italia, chiese la doggy bag al ristorante) ma da noi stenta a decollare? Marco e Daniela stanno coinvolgendo i loro partner e alcuni Comuni per avviare progetti con le scuole: le buone abitudini, si sa, si acquisiscono da piccoli e i buoni progetti vanno sostenuti. L’idea di Re-BOX, infatti, è sostenuta da Carrefour.

fonte: www.rinnovabili.it

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