martedì 26 giugno 2018

Plastica in cambio della consumazione. Apre il Rubbish Café








Cannucce, bottiglie, tappi, contenitori: usare i rifiuti di plastica come moneta di scambio per pagare la propria consumazione. Da questa idea, semplice ma di grande impatto comunicativo, nel quartiere londinese di Covent Garden, nasce il Rubbish Café.
A lanciare l’iniziativa è Ecover, azienda specializzata nella produzione di prodotti per l’igiene domestica e personale, nota per il suo impegno nei confronti della tutela ambientale.

Rubbish Café: l’idea

#LetsLiveClean: questo l’hashtag e il motto che accompagna il progetto del Rubbish Café. All’interno del locale, rigorosamente “plastic free“, i clienti possono scegliere tra le varie proposte di cibo e bevande di un attento eco-menu, pagando poi la consumazione con oggetti di plastica, a patto che possano essere riciclati.










Il Rubbish Cafè entra a pieno titolo nella mission aziendale che Ecover definisce come “Clean World Revolution“. Una rivoluzione finalizzata a un duplice scopo. Da un lato, l’azienda mira a raggiungere l’obiettivo di utilizzare bottiglie realizzate al 100% con plastica riciclata entro il 2020. Dall’altro, Ecover desidera educare i consumatori contro l’errata abitudine di utilizzare plastica usa e getta.

Pagare con i rifiuti per contrastare il littering e l’emergenza spazzatura

L’iniziativa di Ecover non è unica nel suo genere. Nella North Stradbroke Island, in Australia, il caffèThe Blue Room ha lanciato la proposta “Rubbish 4 Coffee“, offrendo alla propria clientela una tazza di caffè gratis in cambio di un secchiello contenente rifiuti raccolti sulla spiaggia. La proprietaria del locale, Jennie Truman, ha replicato l’idea anche nella sua seconda attività, l’Oceanic Gelati Bar. Nella gelateria, i clienti possono pagare una coppetta, consegnando un secchiello di spazzatura proveniente dalla spiaggia.











L’iniziativa, nata per contrastare con originalità il diffuso fenomeno del “beach littering” ossia l’abbandono indiscriminato di rifiuti sulle spiagge, si è diffusa rapidamente anche in altre località australiane, a partire dalla capitale Sidney.
Piuttosto recente è anche un esperimento indonesiano. Nel ristorante Methane Gas Canteen, situato nelle vicinanze di una discarica a Semarang, è possibile ricevere un pasto pagando con 20 kg di rifiuti di plastica. Anche in Indonesia, infatti, la spazzatura si configura come un’emergenza di estrema gravità ambientale: nel 2015 il Paese è stato definito come “il secondo più grande inquinatore per quel che riguarda i rifiuti di plastica in mare”.
Viaggiando a ritroso nel tempo, ricordiamo l’iniziativa italiana #aSiccaClean, lanciata nell’estate 2015 dalla spiaggia di Anticaglie, sulla costa ragusana. Un’idea di “baratto” semplice, utile e coinvolgente: ai bagnanti che raccoglievano un bicchiere di mozziconi dalla spiaggia era offerto un bicchiere di birra fresca della stessa dimensione.

La guerra all’inquinamento da rifiuti

Idee lungimiranti come il Rubbish Café o il Rubbish 4 Coffee evidenziano la crescente sensibilità nei confronti di un tema ormai scottante: l’impatto dei rifiuti sull’ambiente. La guerra all’inquinamento, in primis a quello legato alla plastica, si fa sempre più partecipata, raccogliendo proposte, azioni aziendali, iniziative di associazioni e di privati cittadini, campagne mirate, come l’ormai collaudata Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, promotrice non solo di un messaggio plastic free ma anche della lotta alla produzione di rifiuti nella loro totalità.











Non manca, infine, l’apporto delle istituzioni. Recentissima è, per esempio, la normativa della Commissione Europea per dire stop a dieci tra i prodotti di plastica monouso che inquinano maggiormente le spiagge e i mari del nostro Continente. L’elenco include posate, piatti, cannucce, bastoncini per la pulizia delle orecchie, mescolatori per bevande e aste per palloncini, che in base alla nuova direttiva dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili.
Ci auguriamo che l’insieme di queste iniziative porti ben presto ai risultati sperati per far sì che il nostro Pianeta non si tramuti in un Pianeta si plastica e di rifiuti di ogni genere, una probabilità che allo stato attuale delle cose non appare così remota.
fonte: http://www.ehabitat.it/