Una discesa del Tevere a rifiuti zero

Muovere una carovana di un centinaio di persone con tutto il seguito e farlo cercando di minimizzare l’impatto ambientale complessivo, secondo i criteri dell’economia circolare, è una sfida che merita. Il Coordinamento Rifiuti Zero Umbria (CRURZ) l’ha raccolta!



Muovere una carovana di un centinaio di persone con tutto il seguito e farlo cercando di minimizzare l’impatto ambientale complessivo, secondo i criteri dell’economia circolare, è una sfida che merita. Il Coordinamento Rifiuti Zero Umbria (CRURZ) l’ha raccolta sapendo che è solo un punto di partenza, sempre perfettibile, ma ha trovato nel soggetto promotore, www.tibertour.com, una grande sensibilità ancora poco diffusa.

La 40a edizione della Discesa Internazionale del Tevere (DIT) partirà il 25 Aprile da Città di Castello e dopo le tappe umbre di Umbertide, Pretola, S. Angelo di Celle, Deruta-Casalina e quelle laziali di Orte, Ponzano Romano e Nazzano Romano arriverà il 1° Maggio a Roma presso il Ponte Tor di Quinto-Ponte Marconi; con un’appendice al mare di Fiumicino il 12 maggio.

Grazie alla ferma intenzione di minimizzare il loro impatto i partecipanti hanno adottato alcune opzioni virtuose a cominciare dai saponi scelti per l’igiene personale e il bucato nei giorni della discesa che saranno solidi onde evitare le microplastiche contenuti in quelli liquidi; le bottiglie di plastica per l’acqua sono vietate, al loro posto quelle in acciaio inox riempite con acqua del rubinetto; c’è il divieto di usare ogni altro oggetto monouso; anziché gadget come ricordo si avrà un timbro con inchiostro per tessuti su una t-shirt usata; su due piattaforme digitali, una pubblica, “freecycle romaitaly”, e l’altra dedicata al gruppo si scambiano e riutilizzano attrezzature e abbigliamento.
Inoltre, prima ancora che intervenisse il CRURZ, i discesisti avevano già deciso di portare un kit individuale per i pasti di gruppo composto da un bicchiere e posate lavabili, perciò è stato facile convincerli ad aggiungere anche la ciotola, al posto dei piatti biodegradabili/compostabili serviti con le porzioni standard, e il costo del noleggio dei piatti in ceramica è stato impiegato per migliorare qualità e quantità del cibo acquistato anche sfuso direttamente dal produttore. In questo modo si eviterà lo spreco alimentare generato dalle porzioni standard perché ognuno si servirà da solo, il surplus di pane servirà per fare la pulizia della ciotola e il panino per il giorno dopo con gli avanzi. Il commento di Roberto Crosti, uno degli storici organizzatori, è stato: il kit per mangiare è come quello adottato nelle prime edizioni della discesa. Bene, significa che era già una buona pratica da recuperare oggi che finalmente abbiamo compreso la follia del modello “usa e getta”.
Con queste scelte virtuose la Discesa si guadagna il patrocinio #plasticfree del Ministero dell’Ambiente e la partecipazione all’evento “Let’s Clean Up Europe”. La sperimentazione di queste pratiche sarà proposta in altri eventi sportivi su fiumi e laghi secondo le intenzioni manifestate dal referente della UISP Acquaviva Gianni Russo.
Al termine della discesa il CRURZ ha proposto un questionario di autovalutazione sui comportamenti organizzato in tre blocchi riguardanti la mobilità, l’oggettistica e le pratiche di riduzione, riuso, riciclo. Il giudizio in base al punteggio prevede quattro livelli di sensibilità ambientale a rifiuti zero definiti da un giudizio crescente a partire da Auguri!, Forza! Complimenti! Modello! Perché si può imparare qualcosa anche con la leggerezza del gioco, commenta Anna Rita Guarducci presidente del CRURZ. E Buona Discesa a Rifiuti Zero!
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fonte: https://www.terranuova.it