domenica 5 maggio 2019

Istat, in aumento i costi di gestione dei rifiuti

Rispetto al 2017 risulta in aumento dello 0,6% trainato dagli acquisti di beni e servizi (+1,4%), a fronte di riduzioni per le spese del personale (-1,2%) e del costo d’uso del capitale (-1,0%)





















L’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha pubblicato oggil’aggiornamento al 2018 degli indici annuali dei costi di gestione dei rifiuti (con base di riferimento 2015=100), che rispetto al 2017 risulta in aumento dello 0,6% trainato dagli acquisti di beni e servizi (+1,4%), a fronte di riduzioni per le spese del personale (-1,2%) e del costo d’uso del capitale (-1,0%); negli ultimi anni l’incremento nell’indice è più marcato per quanto riguarda la voce “recupero dei materiali” rispetto a quella dedicata a “raccolta, trattamento e smaltimento”.
«Rispetto ai due sotto-settori economici che compongono l’indice totale (raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti il primo, recupero dei materiali il secondo), l’andamento dei costi nel 2018 mostra – conferma Istat – che il settore che ha fatto registrare maggiori aumenti è stato quello del recupero dei materiali (+1,1%) rispetto a quello dell’attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti (+0,3%)».
Complessivamente, gli indici si riferiscono alle attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e al recupero dei materiali (divisione 38 dell’Ateco 2007); come spiega Istat tali indici misurano l’andamento nel tempo dei costi di produzione delle attività di gestione dei rifiuti, con riferimento all’acquisto di beni e servizi, al costo del personale dipendente e al costo d’uso del capitale. È bene comunque precisare che l’indicatore impiegato dall’Istat è di tipo indiretto, data «l’assenza di fonti informative rilevanti per la produzione di indici di prezzo alla produzione per il settore della gestione dei rifiuti».
In modo molto sintetico, l’indice mostra chiaramente che gestire i rifiuti comporta un costo economico – a fronte di ingenti vantaggi ambientali e sociali – e investimenti dedicati, proprio come pulire casa propria: l’Italia produce ogni anno circa 135 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, che devono essere gestiti secondo logica di sostenibilità e prossimità.
fonte: www.greenreport.it

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